Conto alla
rovescia per l’esecuzione di Tookie
di Roberto
Rezzo
Schwarzenegger, dimesso dall’ospedale dopo un allarme cardiaco,
ha ascoltato a porte chiuse la richiesta di grazia per Tookie
Williams, 53 anni, fondatore di una banda criminale, dal 1981
nel braccio della morte del carcere di San Quintino in
California, la cui esecuzione è fissata per il 13 dicembre. Un
caso che ha suscitato grande mobilitazione in America e tra la
comunità internazionale. «Ogni tanto mi faccio ricoverare per
far vedere che anche i repubblicani hanno un cuore», ha
scherzato il governatore prima di incontrare per 60 minuti i
rappresentanti della difesa e dell'accusa.
I legali di Williams, esaurite
tutte le possibilità di appello, hanno rinunciato a insistere
sulla sua innocenza. Il loro argomento è che se anche Williams
fosse colpevole, alla società e alla giustizia serve più vivo
che morto. «La nostra petizione è basata sulla riabilitazione
personale di Stanley, sul lavoro che ha fatto in tutti questi
anni per convincere i ragazzi di strada a smetterla di
ammazzarsi fra di loro, a rifiutare la violenza. Il suo lavoro
ha salvato centinaia di vite e la sua è una delle poche voci che
i ragazzi più emarginati ascoltano e rispettano» - ha spiegato
l'avvocato Peter Fleming. A Schwarzenegger ha consegnato una
lettera personale di Williams e decine di migliaia di firme, tra
cui quelle di personalità del mondo dello spettacolo, della
cultura e delle organizzazioni che si battono per i diritti
umani. «Stanley è la nostra arma segreta per aiutare i ragazzi
afro americani a stare alla larga dalle gang di strada. Metterlo
a morte significherebbe mandare a dire ai giovani che hanno
commesso dei reati che è inutile pentirsi, che è inutile cambiar
vita, perché intanto non esiste perdono», sono state le parole
di Bruce Gordon, presidente della Naacp, la più antica
organizzazione per la parità dei diritti dei neri in America.
Philip Gasper, docente di filosofia alla Notre Dame University
di Belmont in California, insieme a 32 accademici delle più
prestigiose facoltà, ha proposto Williams per il Premio Nobel
per la Pace. La quinta candidatura da quando Tookie ha iniziato
a scrivere libri per ragazzi e creato un website.
www.tookie.com
che contiene un protocollo di pace che molte bande di strada
hanno utilizzato per cessare le ostilità. Tutte le gang di Los
Angeles si sono impegnate in una tregua di 30 giorni: non ci
saranno violenze per strada, un argomento in più per convincere
Schwarzenegger a fermare l'esecuzione.
L'accusa ha presentato un uomo
completamente diverso, uno spietato assassino che finge di
essersi pentito per sfuggire alla condanna. Denuncia che mentre
si è creata tanta attenzione, nessuno sembra ricordarsi delle
quattro persone uccise nel corso di due successive rapine per il
cui omicidio Williams è stato condannato. Hanno mostrato foto
scattate dalla polizia sulla scena del delitto, con primi piani
dei cadaveri insanguinati. «Molti governatori sembrano aver
dimenticato che concedere la grazia non equivale alla revisione
di un procedimento giudiziario, è un atto di pietà che rientra
fra le prerogative del potere esecutivo», spiega Elisabeth
Semel, docente di diritto e massima esperta di pena di morte
all'università di Berkeley. Dal 1976, anno in cui la Corte
suprema degli Stati Uniti reintroduce la pena capitale, 231
condannati a morte sono stati graziati e 1.002 sono stati
giustiziati. Tre governatori da soli hanno commutato
all'ergastolo 184 sentenze di morte. Uno di questi è il
repubblicano George Ryan dell'Illinois che dal 2003 ha bloccato
167 esecuzioni, giudicando «inaccettabile la percentuale di
errori giudiziari e l'arbitrarietà con cui vengono eseguite le
condanne a morte». L'ultima domanda di grazia accolta in
California risale al 1967, quando era governatore un'altra star
di Hollywood passata con successo alla politica: Ronald Reagan.
L'Unità 9-12-05