Williams ha cambiato vita ed è stato candidato anche al Nobel per la pace
L'America si mobilita per salvare Tookie
Star del cinema e del rap premono su Shwarzenegger affinché fermi l'esecuzione dell'ex capo
dei Crips, fissata per il 13 dicembre
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Stanley «Tookie» Williams nel carcere di San Quintino
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SAN FRANCISCO (Stati Uniti) -
E' stato cinque volte candidato al premio Nobel per la pace e quattro al Nobel per la Letteratura. E nel 2004 il presidente Bush lo ha premiato «per avere
dimostrato, attraverso molteplici opere di bene dietro le sbarre, il carattere eccezionale dell'America». Ma questo forse non basterà per salvare la vita di
Stanley «Tookie» Williams, detenuto da 24 anni nel braccio della morte del carcere di San Quintino, in California, che il 13 dicembre si presenterà
all'appuntamento con il boia. Solo un intervento del governatore Arnold Shwarzenegger potrebbe
decidere un diverso destino per quest'uomo di colore di quasi 52 anni anni che si è sempre proclamato innocente per il reato
che gli viene addebitato, ovvero avere ucciso quattro persone nel 1979. Anche la Corte suprema dello stato della California ha infatti responti l'appello
per fermare l'esecuzione di Williams, che fu fondatore e per anni capo della gang criminale dei Crips.
RICORSO RESPINTO -
Gli avvocati di «Tookie» avevano tentato in extremis di salvargli la vita sostenendo che il loro cliente era stato condannato
sulla base di errori compiuti dai medici legali. La decisione della Corte californiana coincide con le ultime manovre legali per fermare la millesima
esecuzione capitale da quando nel 1976 gli Stati Uniti hanno reintrodotto il sistema della morte di stato, quella di Kenneth Lee Boyd. La mobilitazione
mondiale e il presidio di centinaia di attivisti davanti al carcere di Raleigh, nel North Carolina, non è però riuscita a salvare la vita al condannato:
Boyd è stato giustiziato alle 8 ora italiana di oggi, venerdì
2 dicembre.
L'APPELLO A SHWARZY -
Williams è diventato in carcere un'icona della
lotta alla criminalità giovanile e per questo è stato candidato al Nobel.
A lui è stato dedicato un sito Internet nel quale si ripercorrono la storia della sua
vita, passata e soprattutto presente, e le vicende processuali legate al suo caso giudiziario (ma c'è anche
un secondo spazio web dedicato in particolare alla richiesta di grazia). Per lui si è
mobilitata gran parte dell'intellighenzia americana e anche diverse star del cinema hanno deciso di sposare la sua causa facendo pressione su Shwarzenegger,
loro ex «collega» a Hollywood. Una campagna in grande stile è stata lanciata per indurre l'ex Terminator a fermare il boia. A capeggiare il movimento degli
attori c'è Jamie Foxx , premio Oscar per la sua interpretazione di Ray Charles, che lo scorso anno ha interpretato lo stesso «Tookie» in un film biografico
per la tv. L'attore è intervenuto con altri volti noti mercoledì sera a Los Angeles a un incontro pubblico nel quale venivano letti libri per ragazzi
scritti in cella da Williams e attraverso un cellulare ha permesso alla platea di ascoltare in diretta il condannato.
«NON SONO PRONTO» -
«La realtà è che io sono pronto per la vita, ma non per la morte», ha detto Williams, che non sa se il 29 dicembre prossimo potrà festeggiare i propri 52
anni. «Vi voglio bene - ha detto al pubblico l'ex capogang - e so che continuerete a battervi non solo per aiutare me, ma per aiutare altre persone che sono
nei guai». Anche il rapper Snoop Dogg, a sua volta un ex membro dei Crips, si sta dedicando a interventi pubblici per fermare l'esecuzione, mentre molti
volti noti di Hollywood hanno firmato petizioni.
SEGNALI INCORAGGIANTI -
Schwarzenegger ha fino a ora mandato segnali che possono indurre a un cauto ottimismo. Per l'8 dicembre ha convocato gli
avvocati di Williams per ascoltare le loro ragioni, un passo raro che segnala la volontà quanto meno di valutare a fondo la possibilità di trasformare la
condanna a morte in ergastolo. Dal 1967, quando un altro governatore ex attore, Ronald Reagan, salvò all'ultimo momento la vita a un condannato, i leader
democratici e repubblicani che si sono alternati alla guida dello stato non hanno mai concesso una grazia. Lo stesso Schwarzy, che in passato ha espresso le
proprie riserve sulla pena di morte, ha dato il via libera nei mesi scorsi alla prima esecuzione arrivata sulla sua scrivania.
RINVIO IN TEXAS -
Un giudice texano, intanto, ha rinviato di 90 giorni quella che doveva essere l'ultima esecuzione di una pena capitale
quest'anno nello stato meridionale degli Usa, disponendo esami del Dna su un caso che risale a 14 anni fa. Il rinvio dell'esecuzione di Tony Ford, 32 anni,
che doveva essere messo a morte con un'iniezione letale il 7 dicembre per l'assassinio di un ragazzo di 17 anni, Armando Murillo, vuol dire che il Texas
chiuderà l'anno con 19 esecuzioni: un minimo dal 2001.
A. Sa.
Corriere della Sera
2-12-05
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