Berlusconi jr a Galliani:
quindici milioni in meno Diritti tv, Mediaset decide l’autoriduzione
La comunicazione in una lettera alla Lega
MILANO - La minaccia è diventata realtà. Piersilvio Berlusconi, vice presidente di Mediaset, ha inviato una lettera
al presidente della Lega Calcio, Adriano Galliani, spiegandogli di aver ridotto la somma per l’acquisto dei diritti televisivi in chiaro. Lo sconto, deciso autonomamente, è
di quindici milioni di euro: Mediaset contesta l’incapacità della Lega di far rispettare l’esclusiva da essa acquistata. Il motivo del contendere? L’annuncio dei gol di
serie A dato da Simona Ventura nella trasmissione «Quelli che il calcio...» che va in onda ogni domenica dalle 14 su RaiDue. La decisione di Mediaset è clamorosa e per
certi versi era nell’aria. Non a caso solo sei giorni fa in un’intervista al Corriere , lo stesso Piersilvio Berlusconi aveva spiegato: «Quando i diritti erano Rai
noi li rispettavamo. Perché la Rai ora non lo fa? Iniziative eclatanti non ne abbiamo ancora prese, ma se saremo costretti... Non è una minaccia a ‘‘Quelli che il calcio’’,
ma una questione di principio. Se non prevarrà il buon senso saremo costretti a riconoscere alla Lega Calcio meno denaro, perché parte di ciò che ci era stato garantito non
esiste più».
Detto e fatto. Del resto, anche se il pretesto pare flebile («Buona Domenica» di Costanzo dava i risultati delle partite su Canale 5) e comunque da sottoporre a giudizio,
non è nemmeno un mistero che la Lega Calcio, a partire dal 26 agosto scorso, vigilia della prima giornata di serie A, avesse messo la tv di Stato sull’attenti. Simona
Ventura e la Rai si sono comunque sempre difesi: ripetere una notizia irradiata da «Tutto il calcio minuto per minuto» è pienamente legittimo. Perché quanto viene
comunicato da un’emittente a milioni di persone diventa proprietà di tutti e su di esso non è applicabile alcuna esclusiva.
Sia valida o meno questa tesi, appare insolito che chi ha firmato un contratto decida di pagare meno di quanto convenuto senza una trattativa, senza ricorrere a un
arbitrato, come è ovvia prassi in casi di contenzioso. A rendere la frattura ancora più ampia e pericolosa fra Mediaset e la Lega calcio si aggiunge il fatto che la scelta
unilaterale di Mediaset è stata per di più accompagnata da un avvertimento alla banca interessata (l’istituto San Paolo) perché rifiuti di farsi escutere le fideiussioni
dalla Lega.
Tutto questo mette in gravissima difficoltà Adriano Galliani, proprio alla vigilia dell’Assemblea di Lega che si tiene domani a Milano. Si viene a creare infatti una
sorprendente frattura tra il Berlusconi proprietario di Mediaset e il suo più fedele rappresentante nel Milan e nel calcio. Spingendolo quasi a dimettersi dalla Lega. Il
tutto avviene poi in piena lotta politica ed elettorale, regalando all’opposizione un ulteriore motivo di critica.
Ora Mediaset e lo stesso Galliani sperano che la tv di Stato li tragga d’impaccio, ricomprandosi i diritti per la Ventura (che ha però dimostrato di poterne fare a meno) e
«Stadio Sprint » (dimezzato nello share nella sua versione su Italia 1). Così, con lo sconto di quindici milioni, Mediaset si terrebbe la trasmissione di
Paolo Bonolis, pagandola nel complesso quarantacinque milioni, circa quanto era disposta a dare la Rai alla Lega quando aveva trattato con Galliani il rinnovo del
contratto. Difficile che in Rai si possano prestare ad un simile autogol. Ma le sorprese con la tv nel pallone sono sempre dietro l’angolo.
Paolo Tomaselli
Corriere della Sera 13-10-05
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