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XX Settembre: la festa di tutti gli
italiani

Quest'anno si sono festeggiati i 150 anni dell'Unità d'Italia.
Ad essere precisi, purtuttavia, dovremmo dire che si sono festeggiati i
150 anni che sono intercorsi dalla proclamazione del Regno d'Italia (17
marzo 1861) ad oggi.
L'Unità d'Italia si ottenne infatti il 20 settembre del 1870,
allorquando i bersaglieri entrarono a Porta Pia, mettendo fine al potere
temporale dei Papi e Roma fu proclamata Capitale d'Italia.
Il 20 settembre non è più festa nazionale dall'avvento del fascismo e
questa è la più grande vergogna della nostra Repubblica che, dal 1946 ad
oggi, non l'ha più ripristinata.
Il 20 settembre è e dovrebbe essere la festività laica più importante,
poichè vide uniti - per la prima volta nella Storia d'Europa -
repubblicani e monarchici, massoni e cattolici, nobili e popolani, ebrei
e protestanti, donne e uomini, in nome dell'Italia e della libertà
religiosa.
Il 20 settembre di ogni anno a Porta Pia si recano, in onore di quelle
antiche gesta, solamente i radicali ed i massoni del Grande Oriente
d'Italia. Quasi che tale festività fosse una manifestazione "di parte",
per pochi intimi.
Così non è e non dovrebbe essere e sarebbe ora che il Popolo sovrano
chiedesse a questa putrescente classe politica (senza più speranze) ciò
che loro spetta: il ripristino del 20 settembre quale festa nazionale di
riconciliazione fra le fedi e le ideologie, sotto la bandiera dell'Unità
nazionale e della laicità dello Stato.
"Libera Chiesa in libero Stato", diceva il conte Camillo Benso di Cavour
e, finalmente, nel 1871, fu approvata la "Legge delle Guarentigie", che
stabiliva precise garanzie per il Papa dei cattolici, il quale diventava
suddito dello Stato italiano.
Sarà successivamente il fascismo a spazzare via tale liberale norma e ad
introdurre il fascistissimo Concordato, inserito poi in Costituzione con
i voti dei cattocomunisti e rinnovato nel 1984 da Craxi.
Triste destino, quello dell'Italia laica e liberale e, dunque, quello
della libertà e della pace religiosa.
E' per tutto ciò che, dal prossimo 20 settembre, vorrei vedere sfilare a
Porta Pia, non solo i soliti radicali ed i soliti esponenti del GOI, ma
i repubblicani del PRI e dell'Associazione Mazziniana Italiana assieme
ai monarchici dell'Unione Monarchica Italiana; i massoni del GOI e
quelli della Gran Loggia d'Italia degli ALAM (che, nel 1910, fu la
prima, per mezzo di Saverio Fera, a comprendere la necessità di un
dialogo con la Chiesa cattolica); l'Unione delle Comunità Ebraiche
assieme agli esponenti della Conferenza Episcopale Italiana; musulmani
assieme a buddhisti, induisti e valdesi; donne e uomini; omosessuali ed
eterosessuali.
Vorrei dunque che, a Porta Pia, ogni 20 settembre, ci fosse tutto il
popolo italiano unito: in nome dell'amore per l'Italia, la libertà e la
laicità.
Sarebbe la festa più bella. La più importante ed affratellata d'Italia.
LUCA BAGATIN
21-09-11
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