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Pesce crudo e anisakis. Attenzione alle
infestazioni

Roma - Va di moda mangiare il pesce crudo e...
prendersi l'anisakidosi. E' un rischio concreto perché, in particolare
durante l'estate, in voga il sushi e sashimi, pesce crudo, che in
Giappone provoca decine di morti l'anno e che in Europa ancora non
provoca grandi danni perché il pesce si consuma prevalentemente cotto.
In Italia sono vanno i ristoranti giapponesi che giapponesi non sono: si
tratta di titolari cinesi che appongono l'insegna giapponese. L'anisakis
e' un verme di 3-4 cm, che può infestare praticamente tutti i pesci ma
che e' presente nell'aringa lo sgombro, il tracuro, il melu', il pesce
sciabola, il merluzzo, le acciughe, la sardina e le triglie risultano
essere le specie più frequentemente colpite.
Il vermetto provoca dolori addominali, diarrea, nausea, vomito,
perforazioni dell'intestino e dello stomaco. L'eviscerazione del pesce
può scongiurare il pericolo ma se l'anisakis migra verso la parete
muscolare il rischio si fa concreto. La soluzione e' la cottura del
pesce perché l'anisakis non resiste a temperature superiori a 60 gradi.
La legge prevede che i pesci consumati crudi devono essere lasciati nel
congelatore per 24 ore a -20 gradi (1). La
prescrizione vale anche per un piatto molto popolare: le alici marinate.
Il succo di limone o l'aceto non bastano ad uccidere il parassita,
occorre appunto la refrigerazione prolungata. Sarebbe interessante
chiedere ai ristoratori se le alici, o comunque il pesce crudo, che ci
servono hanno passato una giornata nel congelatore.
(1)
http://www.ismea.it/flex/AppData/Redational/Normative/20020529000200082.pdf
Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc, 17-06-11
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