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MEDIA. Il Cda la indica all'unanimità direttore generale - E' la prima
donna a capo del servizio pubblico
LORENZA LEI SALE AL VERTICE RAI
Le quattro sfide: evasione del canone, nomine, debito,
governance

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PHOTOMOVIE/MARCO ROSSI
di Marco Lele
Tutto come previsto: Lorenza Lei è il nuovo direttore generale della
Rai. Il Cda l`ha nominata ieri all`unanimità, dopo che in mattinata è
stata raggiunta l`intesa con l`azionista Tesoro nell`assemblea
totalitaria dei soci. Lorenza Lei è la prima donna a diventare direttore
generale. (Letizia Moratti è stata la prima presidente donna, seguita da
Lucia Annunziata): l`attende un duro lavoro di rilancio e
riorganizzazione dell`azienda di servizio pubblico.
Molte le sfide che sono davanti al servizio pubblico e al suo nuovo
direttore generale.
«Sarà un cammino impegnativo da affrontare in tempi rapidi e per il
quale servirà l`impegno di tutti» ha dichiarato Lorenza Lei,
ringraziando il presidente Paolo Garimberti e il Cda «per la fiducia
accordatami».
La Rai è un`azienda per la quale lavorano oltre undicimila dipendenti a
tempo indeterminato, oltre a decine di migliaia nell`indotto. Un`azienda
fondamentale per l`industria audiovisiva nazionale, dalla fiction al
cinema, come per l`intera industria culturale e, allo stesso tempo, per
il pluralismo dell`informazione televisiva.
Primo punto: la Rai non ha il controllo dei suoi introiti. L`evasione
del canone pagato dalle famiglie le sottrae 55o milioni, senza contare
quella dei canoni "speciali" (partiti, associazioni, aziende) per altri
8-90o milioni. Non vi è traccia dei provvedimenti anti-evasione promessi
dal Governo.
Secondo: a fine 2011 la Rai avrà un indebitamento finanziario superiore
ai 300 milioni, in gran parte per gli investimenti imposti dal digitale
terrestre.
Terzo: il bilancio Rai chiude in pareggio, se va bene, nell`anno in cui
ci sono Olimpiadi e Mondiali o Europei di calcio, come nel 2011, e in
perdita quando ci sono gli eventi, come nel 2oio. Il fronte dei diritti
non va abbandonato allo scontro Sky-Mediaset.
Quarto, ma sarà il primo nell`agenda di Lorenza Lei: la Rai ha diverse
direzioni scoperte o gestite con l`interim. Dal Tg2 a Rai e Gr
Parlamento, da gran parte dei canali digitali (Rai4, Rai5, Rai Movie,
Rai Ragazzi, Rai Premium) al coordinamento delle sedi regionali, dalle
stesse risorse televisive (gestire a interim dalla Lei) a Finanza e
pianificazione.
Quinto: il piano industriale. Attuato solo in parte, incorporando
società come RaiNet e RaiTrade nel "corpaccione" della capogruppo.
Società che potevano assicurare tempestività ed efficienza in mercati
essenziali per il futuro della Rai (Web e commercializzazione dei
diritti all`estero e su altre piattaforme). Resta aperta la questione
sulla cessione o meno delle "torri" di RaiWay, anche alla luce
dell`ipotizzata integrazione tra DMT ed Elettronica Industriale
(Mediaset). La Rai dovrà anche decidere se entrare sul mercato della pay
tv e come.
Sesto: vi è l`emergenza «evidenza pubblica», creata da due sentenze
della Cassazione. Vuol dire gara obbligata per appalti oltre i 2omila
euro, esclusa la produzione dei programmi tv. Difficile competere in
tali condizioni, tanto più quando i compensi dei conduttori e delle star
della Rai dovranno, dopo la ratifica del nuovo contratto di servizio,
portatore di nuovi oneri, essere resi noti al pubblico (e ai
concorrenti).
Settimo, ma non certo ultimo: la Rai vince negli ascolti, ma perde sul
fronte della pubblicità rispetto a Mediaset.
IL SOLE 24 ORE, 05-05-11
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