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RUGGERI SU ITALIA-OGGI: PER ME I FUORICLASSE SONO CINQUE. DE
BENEDETTI, GHIDELLA, FERRERO, BERLUSCONI, DEL VECCHIO
Gli altri? Numerosi sono i "congiurati", pronti sempre a rientrare nel
prossimo giro...
    
di Riccardo Ruggeri
La defenestrazione (notturna) di Geronzi dalle Generali mi ha fatto
tornare alla mente un assioma che imparai negli anni ’70: “un grande
manager è anche un imprenditore”. Me lo insegnò Carlo De Benedetti,
durante i cento giorni di lavoro insieme in Fiat. Chi è il manager
imprenditore? Per me, uno che ha una “vision” visionaria, una “mission”
chiara, una “ esecutività” determinata, un’alta “intelligenza sociale”.
Personaggi così ne ho conosciuti alcuni, specie negli anni ’80, cinque i
fuoriclasse (Carlo De Benedetti, Vittorio Ghidella, Michele Ferrero,
Silvio Berlusconi, Leonardo del Vecchio).
La dedizione al lavoro e il caso mi fecero vivere, per alcuni anni,
nelle “stanze dei bottoni”, scoprii un’altra tipologia di manager, ben
più numerosa, che definii (mio copyright) “congiurati”. Dal ’90 in
avanti, costoro hanno occupato tutti i centri di potere, hanno poco
interesse ai prodotti, agli uomini, allo sviluppo dell’azienda, sono
concentrati in modo ossessivo sulle trame lobbistiche, sull’immagine,
sulla finanza, sulle loro stock option. Stessi master, stessi mocassini,
stessa postura televisiva, snobbano azionisti e sindacati, puntano a
condizionare giornali e giornalisti. Vanno al potere con congiure,
vengono abbattuti da congiure; se rispettano i rituali del “club”,
basati sull’equilibrio dei loro infiniti conflitti d’interesse, se
accettano di essere eterodiretti, possono sempre rientrare in gioco, il
prossimo giro.
ITALIA OGGI, 11-04-11
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