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Moretti, lettera aperta sull'Avvenire:
"Non andiamo a vedere il suo film"
Il quotidiano dei vescovi ospita l'intervento del vaticanista Salvatore
Izzo, che invita al boicottaggio della pellicola: "Si fa conto su di noi
per recuperar un cospicuo investimento, noi il Papa ce lo abbiamo per
davvero". Finora le critiche erano state decisamente più garbate e meno
bellicose

di CLAUDIA MORGOGLIONE
ROMA - Un film centrato sull'elezione infinita di un Papa in fuga, sulla
messa in scena di un lungo e tormentato Conclave, su un singolare
connubio tra la Chiesa e la psicoanalisi, non poteva non suscitare
reazioni forti. Anche se Habemus Papam, la commedia di Nanni Moretti
sbarcata da due giorni nelle nostre sale, finora aveva suscitato, nei
critici cattolici, critiche più benevole che astiose. Anche perché, va
detto, la pellicola racconta il pontefice neoeletto, così come i
cardinali, con affetto, partecipazione umana; e senza mai mettere in
dubbio l'onestà e la forza della loro fede. Ma adesso arriva la presa di
posizione, decisamente più bellicosa, del vaticanista (nonché firma
dell'agenzia Agi) Salvatore Izzo. Che in una lettera ripresa da vari
blog, e pubblicata oggi dall'Avvenire, invita senza mezzi termini al
boicottaggio: "Bocciamo la pellicola al botteghino - scrive il
giornalista - saremo noi a decretare il successo di questo triste film,
se ci lasceremo convincere ad andare a vederlo, perché il pubblico laico
si annoierebbe a morte e infatti diserterà le sale. E' su di noi che si
fa conto per recuperare l'investimento cospicuo che è stato fatto per
ricostruire la Sistina in uno studio". Replica il regista, ospite in
serata di Fabio Fazio a Che tempo che fa. "Sul mio lavoro c'è libertà di
opinione, chiunque può dire qualsiasi cosa, ma io non commento. Dopo
averlo visto possono boicottare".
Un linguaggio forte, quello ospitato dalle pagine del quotidiano dei
vescovi. "Alla disinvoltura con la quale i media trattano i temi
religiosi ormai ci siamo abituati - si dice ancora nella lettera di Izzo
- il fatto nuovo di questi gironi è invece come alcuni opinionisti
cattolici trattano il film Habemus Papam... non fidiamoci dei critici
cattolici, anche se preti, che lo assolvono (con una ben curiosa
giustificazione: Moretti poteva essere molto più cattivo)". E dunque,
prosegue la missiva, "se vogliamo respirare l'atmosfera del Conclave
andiamoci direttamente alla Sistina: per i giorni della beatificazione i
Musei Vaticani hanno prolungato l'orario di apertura e dimezzato il
costo dei biglietti. Perchè dobbiamo finanziare chi offende la nostra
religione?". Conclusione del ragionamento: il Papa "non si tocca: è il
Vicario di Cristo, la Roccia su cui Gesù ha fondato la sua Chiesa. Del
film non abbiamo bisogno, noi il Papa ce lo abbiamo per davvero".
Tra le reazioni negative già espresse dal mondo cattolico su Habemus
Papam, va segnalata quella di monsignor Roberto Busti, responsabile
delle sale parrocchiali, che ha definito il film "una ruffianata". Radio
Vaticana, invece, ha promosso il film: "Nessuna ironia, nessun
macchiettismo. Tutto molto umano".
In attesa di vedere se ci saranno ulteriori reazioni, c'è da dire che la
pellicola - distribuita dalla 01 di Rai Cinema in 500 sale - venerdì 15,
al suo debutto nei cinema, ha incassato circa 250 mila euro. Primo
incasso della giornata.
LA REPUBBLICA, 18-04-11
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