MEDIOBANCA/RCS, L'INTRIGO E' CONSUSTANZIALE!




di Riccardo Ruggeri

Giornate, meglio notti, calde in Generali, defenestrazioni, nomine, veleni, pugnali, corvi. Ora, tutte le lobby si sono riposizionate, eliminati i reprobi, inizia il gioco vero, che e' un altro: Mediobanca-Rcs. Una serie di frasi "chiave" pronunciate dai vari attori: "Mediobanca e' il perno di Generali, Unicredit lo e' di Mediobanca"; "ci sono solo due poli, il pubblico (Cassa Depositi Prestiti, Banca Sud, Fondo Sovrano) e il privato (?) con logiche sistemiche più che mercatistiche"; "in Mediobanca non c'e' posto per chi non e' consustanziale"; "al vertice, giovani anziani (60 anni) o arzilli vecchietti (80)?"; "in Rcs ci vogliono o un editore puro o una public company, con giusti statuti che garantiscano l'indipendenza dei giornalisti".

Ciascuno di noi può così esercitarsi nell'ipotizzare alleanze fra i "congiurati", disegnare scenari di business, modelli organizzativi, il proprio finale preferito. Amando le parole, io mi limito a riflettere sul termine "consustanziale". Per un paio d'anni fu sviscerato nel Concilio di Nicea, decretando alfine che Padre e Figlio sono della stessa sostanza e sono co-eterni.

Anche allora c'erano i "congiurati", oggi riprodottisi in individui che si atteggiano, parlano, si vestono da capitalisti, pur senza avere capitali. E se arrivasse l'Imperatore Costantino (colbertista ante litteram) col suo Fondo Sovrano, incoronasse un Vescovo, consustanziale con lui, relegando i "congiurati" nelle panic room delle loro ville? Cosa augurarci? Al solito, vinca il meno peggio.


ITALIA OGGI, 13-04-11