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IL PAGELLONE di CESARE LANZA
DA EROE A MACCHIETTA
Salvate il trombato Leo
Inesperto e fuori dagli schemi: il brasiliano ha sbagliato per eccesso
di passione ed è stato massacrato. In Italia del resto va sempre così...

di Cesare Lanza
Premetto che, puntuale e preciso, mi sento regolarmente dalla parte di
quelli che vivono momenti di difficoltà. Perciò do un
bel 9 generico a questa categoria umana, in cui qualche
volta nella vita, volenti o nolenti, sprofondiamo tutti, e molti sanno
che dalle angustie spesso non si riesce ad uscire presto. La mia
solidarietà è per tutti, senza distinzione di razza e censo. E aggiungo
gli auguri, tra chi si trova nei guai e nei casini, almeno per coloro
che hanno meriti e innocenza, di riprendersi e riscattarsi alla svelta.
Premesso questo pistolotto, sono davvero disgustato dalla leggerezza e
dalla volgarità con cui si esprimono quelli che, in questi giorni,
infieriscono sull’Inter.
Via gli equivoci e spazio subito ai voti per squadra e club. 2
all’Inter nel derby col Milan, ma insisto a
presumere che, senza la pirlata (4)
del primo minuto, era una partita destinata al pareggio. Poi: 0
virgola 0 all’Inter mortificata a sorpresa dallo
Schalke 04, una squadra tedesca che sembra olandese e si merita
un bel 7 e mezzo per la sua estrosa, folle
imprevedibilità. Ma quanta acidità c’era nello stomaco, quanti veleni
nel cuore e nell’anima di quelli che approfittano di questa incredibile
doppia occasione per attaccare Moratti (9 e mezzo),
Leonardo (8) e la loro magnifica troupe, capitanata da
quello straordinario giocatore, e uomo, che è Zanetti (9).
Dimenticando frettolosamente e temerariamente che l’Inter degli
ultimi sei anni, voto complessivo almeno 8 e mezzo,
è stata assolutamente dominante e l’anno scorso era considerata da
tutti, obtorto collo anche dai suoi nemici, una delle due o tre squadre
più forti del mondo.
VIZIO ITALIANO È un vizietto non solo italiano, quello
di accanirsi sul perdente, nella storia è successo a Socrate e a Giulio
Cesare, a Napoleone e perfino a Churchill, fino - cronache di oggi,
aprile 2011- a Cesare Geronzi, disarcionato dalle Assicurazioni
Generali, o a Paolo Bonolis, franato negli ascolti del “Senso della
vita”. Darei 10 a tutti per simpatia, stima e
solidarietà, e qualcosa di più a Giulio Cesare, perché
la pugnalata di Bruto è più dolorosa e brutale di tante altre; qualcosa
in meno a Geronzi perché un paio di decine di milioni
di buonuscita lo consolano più di poche parole, ovviamente anche le mie,
rispetto agli strali di Della Valle, 7, e del suo
numeroso seguito.
Come si spiega, comunque, senza insulti e anzi con stima, il doppio
tonfo dell’Inter? Vi propongo le mie motivazioni: 1) una certa,
giovanile nel ruolo di allenatore, immaturità tecnica e tattica di
Leonardo, magnifico personaggio per lealtà, dignità e passione - ma non
abbastanza cinico da concentrarsi sull’indi - spensabilità di risultati
positivi, anche se minimi. Per la sua sconsiderata vocazione offensiva,
per metà di radice brasiliana e per metà sentimental/personale, il
nostro maestro, il mitico Gianni Brera, 10 alla sacra memoria,
lo avrebbe ridotto a brandelli, con il genio padano della cultura (non
solo) sportiva, senza la minima scurrilità. 2) la stanchezza, fisicae
psicologica, di questa magnifica squadra, una volta arrivata al
traguardo, dopo una rincorsa considerata impossibile: ricorda il
“braccino corto” del tennista che non riesce ad affondare i colpi
decisivi. 3) qualche infortunio decisivo. Le peripezie di
Milito, 9 se stesse bene, ad esempio hanno reso più evidente le
lacune dei ricambi, dopo la cessione di Balotelli, 8 nonostante
le stupidaggini, come le freccette scagliate nel sedere dei
ragazzi delle giovanili. E comunque cosasi dovrebbe dire di
Rooney, tecnicamente meritevole di un 9, per le oscenità verso
i tifosi e gli amorazzi con le escort, in spregio della moglie? Rispetto
a Mario non ha neanche le attenuanti della giovane età e della
persecuzione razzista! Non meno psicologicamente lampante è stata la
disfatta dell’Udinese a Lecce. Alla squadra friulana,
con sette giornate di anticipo, assegno il mio scudetto personale, per
la qualità del gioco che ci ha mostrato. Ma quando abbiamo cominciato a
parlare, e non sono solo io il reo, di scudetto vero, la squadra -
spossata - si è arresa su un campo presunto facile: a Lecce, 7,
dove peraltro alle grandi è stato servito sempre pane duro.E tuttavia
Di Canio, 6 più, non mi è simpatico come Checco
Zalone, 8, e Rocco Papaleo, idem, che guidano
l’irresistibile popolarità della Puglia. Un po’ volgarmente anch’io, lo
avevo accennato alla vigilia: «Se Guidolin - e tuttavia
dopo la sconfitta gli confermo un bell’8 e mezzo - non
si caga addosso... ». Purtroppo, lui e i suoi se la sono fatta addosso.
IN BALLO E allora? Da buon testone scommettitore, dico
che ci sono ventun punti ancora in ballo e tutto può succedere. Il primo
a non arrendersi è Massimo Moratti: lo conosco da quasi quarant’anni e
so che è più testardo di me. Ha fatto benissimo a sostenere e
incoraggiare Leo dopo i due schiaffi brucianti. Sul Milan - 8
alla squadra, 9 al club e 9 e mezzo non solo a Ibra ma anche a Pato,
perché sullo sfondo c’è la simpatica Barbara Berlusconi, e non si vive
di solo football - non mi pronuncio: ormai è pronosticato da tutti. Chi
mi segue sa che non credo nel Napoli,nonostante imprese leggendarie (e
fortunate). Mi restano varie curiosità: l’Udinese, dopo la botta che ha
interrotto il sogno, si riprenderà ? A me sembra più affidabile della
Roma, 6 e mezzo, che non è riuscita a superare la stracca Juve. Comincia
la stagione dei sogni, la Roma esalta il nuovo patron Di Benedetto (?)
senza neanche conoscerlo, alla Juve si dice che sta per
arrivare Neymar, 9 al primo sguardo, per la miseria di
30 milioni. Ma la difesa bianconera (4) quando la
sistemiamo, caro Andrea Agnelli? A lei darei un buon
7, ma davvero pensa che Delneri e Marotta, 8 in
due, cioè 4 a testa, possano guidare l’attesissima
rifondazione?
cesare@lamescolanza.com
LIBERO, 09-04-11
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