MAURO DELLA PORTA RAFFO, hanno detto e dicono di lui
A proposito della sua candidatura



Cesare Lanzadirettore de lamescolanza.com, giornalista, e autore televisivo
“Mauro della Porta Raffo è detto ‘Il Gran Pignolo’ per la cultura universale e la capacità di lettura di cui è provvisto. Qualità che lo spingono a imperversare, con garbo e senza supponenza, sui giornali e sui giornalisti, cogliendo e denunciando ogni pur minimo errore storico o cronistico: date, nomi, incarichi, citazioni errate, lapsus, eccetera.
La cittadinanza di Varese non si lasci sfuggire l’occasione di avere un sindaco diverso dagli altri.
Un uomo colto ed erudito, dunque competente, elegante, ironico e gentile, altruista, determinato, intransigente, inesorabile e, ovviamente, onesto!”

Pier Franco Quaglieni - direttore Centro Mario Pannunzio
“Che una personalità di spicco come Mauro della Porta Raffo scenda nell'agone politico-amministrativo a tutela della sua città, è un fatto molto importante e significativo.
La politica non può essere affidata ai beoti che si vantano della loro ignoranza.
Senza cultura non ci può essere politica seria.
Diceva Pannunzio che il politico senza cultura è solo un faccendiere.
Parole profetiche!
Auguri di successo.”

Vittorio Emanuele Parsi docente universitario ed editorialista de La Stampa
“La Varese che vorrei io avrebbe Mauro della Porta Raffo come sindaco.
Credetemi, quando ho saputo della sua candidatura è stata forse la prima volta che un bauscia milanese come me ha desiderato essere varesino.
Battute a parte, credo che sia una grande opportunità per Varese e i suoi cittadini la discesa in campo di Mauro: un uomo intelligente e sagace, uno spirito indipendente e un autentico liberale.”

Don Backy – cantautore
“Se fossi, lì ti voterei di sicuro!”

Fernando Mezzetti – giornalista, inviato speciale, saggista
“Lo stesso nome della lista di Mauro della Porta Raffo esprime un afflato ideale al servizio della città: “La Varese che vorrei”.
Nel connubio con i Pensionati, risultano espresse, da una parte l’aspirazione a un sogno, dall’altra la saggezza basata sull’esperienza per rendere concreta quella aspirazione. Connubio sorretto dallo spirito liberale, ironico e auto-ironico, di Mauro: vero dilettante, nel senso più nobile, della politica, professionista del rigore e della precisione, il “Gran Pignolo” del giornalismo italiano, armato di matita rossa e blu, e umanamente, di trascinante entusiasmo.
La Varese che lui vuole è la Varese che chiunque la ami vorrebbe: ordinata, efficiente, gradevole nella sicurezza per chi vi vive e per chi la visita, economicamente vitale e intraprendente secondo le sue tradizioni, sensibile su temi come istruzione, ricerca scientifica, cultura.
Con queste visioni, esprimo il mio più caldo sostegno a Mauro della Porta Raffo, con i più fervidi auguri di miglior successo nell’interesse della città.


in generale

Indro Montanelliscrittore e giornalista
Corriere della Sera, 28 novembre 2000, in una replica nella sua ‘Stanza’:
“Caro della Porta Raffo, noi non ci conosciamo.
Ma quando ho visto in calce a questa lettera e, prima di leggerla, la sua firma, mi sono chiesto: oddio, quale castroneria avrò scritto per richiamare su di me l’attenzione di questo implacabile censore del quale seguo regolarmente gli interventi sul Foglio?...”

Giuliano Ferrara direttore de Il Foglio
“Mauro della Porta Raffo è il nostro maniaco preferito.”

Ferruccio de Bortoli direttore del Corriere della Sera
“Mauro della Porta Raffo, nel suo narcisismo culturale, non arriva a negare ad altri il godimento della propria universale conoscenza. Per fortuna!”

Luca Goldoni scrittore e giornalista
“Mauro della Porta Raffo è una delle pochissime persone che leggo e ascolto incantato.”


Giovanni Sartori docente universitario ed editorialista del Corriere della Sera
“Quando Mauro della Porta Raffo mi punzecchia con la sua erudizione di solito imparo qualcosa.”


Roberto Gervaso giornalista, editorialista de Il Messaggero e scrittore
“Mauro della Porta Raffo è il terrore di chi scrive e la delizia di chi legge.”

Sergio Romano editorialista del Corriere della Sera e saggista
“Come in un dramma di Pirandello, esistono almeno due Mauro della Porta Raffo.
Il primo è l’implacabile custode della precisione storica, lo spietato fustigatore delle approssimazioni, il cacciatore di errori, l’uomo che dovrebbe iscrivere sul suo stemma il motto ‘errata corrigo’.
Il secondo è l’umorale, passionale, irascibile testimone dei suoi tempi.
Il primo è freddamente oggettivo.
Il secondo appassionatamente soggettivo.
Se mi è permesso esprimere un giudizio personale preferisco il primo.
Ma non escludo che molte delle sue vittime optino per l’autore quando parla di se stesso piuttosto che delle loro sviste”.


Antonio Di Bella già direttore di Rai 3 e del Tg3
“La storia del giornalismo italiano è divisa in due parti: prima e dopo l’arrivo del ‘Gran Pignolo’ Mauro della Porta Raffo.”


Claudio Sabelli Fiorettigiornalista e autore radiofonico e televisivo
“Mauro della Porta Raffo è la memoria che ognuno di noi vorrebbe avere e non abbiamo.
Lui ricorda per noi.”


Stefano Lorenzetto giornalista, già vicedirettore de Il Giornale
“Mauro della Porta Raffo è un benemerito della società perché tiene accesa la fiammella, sempre più fioca, della perfezione.”



29-04-11