DELITTO SCAZZI
"Mio padre è debole si prenderà le colpe". Sabrina prima che Michele confessasse
La giovane lo aveva rivelato a Ivano Russo il 6 ottobre. Il giallo si infittisce dopo le rivelazioni del ragazzo




di Nazareno Dinoi

AVETRANA - Era la sera del 6 ottobre. Da diverse ore Michele Misseri, nella caserma dei carabinieri di Taranto, era sottoposto all’interrogatorio che alla fine lo farà crollare. Dirà che è stato lui ad uccidere la nipote Sarah Scazzi di cui farà ritrovare il corpo che aveva sepolto in un pozzo nelle campagne della contrada Mosca. In casa Misseri, in via Deledda ad Avetrana, nessuno sa ancora come andrà a finire. La figlia Sabrina, però, è in pena per la sorte del padre. Sua madre Cosima è anche lei a Taranto dove è stata interrogata prima del marito.

La ragazza quella sera è davvero preoccupata e si confida con il suo amico, Ivano Russo che anche quella volta era andato a trovarla. «Ho paura per mio padre», dice Sabrina a Ivano che vuole sapere il perché di tanta ingiustificata apprensione. «Lui è molto debole - spiegò la giovane - e magari si addosserà tutte le colpe per far finire l’interrogatorio». In quel momento nessuno immaginava quello che sarebbe effettivamente accaduto, tranne zio Michele e la preveggente figlia i cui profetici timori lasciarono senza parole l’amico. E’ stato Ivano a ricordare quei momenti nell’ultima puntata della trasmissione Mediaset, «Quarto grado», dove era ospite. Una rivelazione importante, inedita. Qualcosa la aggiunge poi, sempre nel corso della stessa trasmissione in diretta, l’avvocato Enzo Tarantino, consulente di Ivano (che non è indagato): «Se è vero ciò che sospetta la procura, vale a dire che Sabrina è stata un’abile depistatrice, ci viene da chiedere se anche in quell’occasione non abbia utilizzato Ivano per un altro depistaggio».

In effetti, i dubbi sono tanti. Tornando a quella drammatica sera del 6 ottobre, la pista dell’omicidio, ancor più consumato in famiglia (almeno per ciò che si conosceva negli ambienti estranei alla procura), non era stata nemmeno presa in considerazione. In quel periodo le ipotesi più accreditate erano quelle di un rapimento a sfondo sessuale finito tragicamente, oppure, con minore convinzione, di una fuga volontaria. Altra possibilità, più debole, voleva Sarah nascosta al sicuro in qualche posto lontano da dove prima o poi sarebbe sbucata. A nessuno, sino a quel momento, era saltato in mente che la povera vita della quindicenne potesse essere stata spezzata il pomeriggio della scomparsa e per giunta per mani più che amiche. Fu Sabrina, quella sera, l’unica a pensare all’impossibile: «Mio padre è debole e potrebbe addossarsi tutte le colpe». Le colpe di cosa, se lei stessa, nelle numerose interviste televisive, aveva sempre detto di sospettare un rapimento? La tesi della presunta debolezza del padre, quella stessa sera, ma sul più tardi, Sabrina la espresse anche all’amica Anna che andò a trovarla appena seppe la notizia dell’arresto di Michele: «Papà è crollato, io sono stata più forte», disse.


CORRIERE DELLA SERA, 19-04-11