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Consigliere municipale sparato alla gamba
L'aggressione ieri alle 14 in via Flaminia. I sicari in scooter e caschi
integrali.

di Fabio Di Chio
Due colpi sparati alla gamba sinistra del consigliere al XX Municipio, a
bruciapelo, poggiando la canna della pistola sul pantalone e poi
premendo il grilletto. Ieri alle 14, alla periferia nord di Roma, la
scena è stata da anni di piombo. Due sicari su uno scooter col volto
coperto dai caschi si sono avvicinati al delegato allo Sport Andrea
Antonini, 40 anni, de La Destra confluito nel gruppo Misto,
vicepresidente nazionale dell'associazione di destra CasaPound. Anche
lui era su un motorino Sh di colore nero, appena uscito dalla sede del
Municipio in via Flaminia - all'altezza del civico 872, di fronte al
centro commerciale Euclide - dov'era terminata una riunione della
commissione Cultura. Il tizio seduto dietro ha cercato di rallentare la
corsa del delegato, ha puntato l'arma sulla coscia e ha sparato due
colpi di piccolo calibro che hanno trapassato il muscolo senza procurare
gravi ferite e un intenso sanguinamento. Antonini non ha perso la testa.
Ha rigirato il motorino in direzione del XX Municipio, ha parcheggiato
l'Sh e da un amico si è fatto portare all'ospedale Sant'Andrea, non
molto distante da lì.
Sono stati i sanitari del pronto soccorso a segnalare al 113 il
ferimento da arma da fuoco. Un attimo dopo in via Flaminia c'erano
volanti, polizia scientifica e Digos. Intorno alle 19, il consigliere è
stato dimesso uscendo dal pronto soccorso con le sue gambe, senza
stampelle, tornando sulla via Flaminia con gli agenti della Digos per
spiegare la dinamica di una gambizzazione finora senza movente
apparente. La scena è stata questa. «Ero uscito dal Municipio e stavo
entrando nel parcheggio del centro commerciale Euclide per un'inversione
di marcia - ha raccontato ai poliziotti tornati con lui in via Flaminia
- quando a un certo punto due persone, entrambe con il volto coperto dal
casco, e a bordo di uno scooter, si sono avvicinate a me. Uno di loro ha
tentato di ostacolarmi afferrando il motorino nel tentativo di
rallentarlo, poi ho sentito una fitta alla gamba sinistra. Gli
aggressori si sono dileguati e io sono tornato al Municipio, dove poi
sono stato soccorso». Un momento di incertezza sulle modalità
dell'agguato c'è stato quando gli agenti, all'ingresso sul lato opposto
del centro commerciale, hanno trovato tra l'erba l'innesco di una
pistola sparachiodi, facendo credere che fosse stata quella l'arma usata
dagli aggressori.
Chi può essere stato? Avversari politici? Questioni personali? Il suo
ingresso nel gruppo Misto. L'ira di qualche «camerata»? Qualcuno che non
gradisce le occupazioni di stabili abbandonati, come fa CasaPound per
poi farci vivere famiglie senzatetto, oppure organizza irruzioni lampo
come quella del 5 aprile nella scuola Parini, a Montesacro? Non c'è una
traccia del movente. Lo ha detto lo stesso Antonini parlando coi
cronisti fuori dal Sant'Andrea: «Non ho la più pallida idea di chi possa
essere stato». Lo ha spiegato ai suoi che in ospedale lo hanno visto per
primi: «La prima cosa che ho pensato è che mi hanno scambiato per
qualcun altro». Lo sostengono anche gli investigatori della Digos di
Lamberto Giannini, che non puntano su una pista in particolare ma le
considerano tutte: dalla matrice politica, al gesto legato a possibili
questioni personali. Ieri il mondo politico ha reagito esprimendo
solidarietà ad Andrea Antonini. E non solo. Per il sottosegretario
all'Attuazione del programma, Daniela Santanchè «va fatta piena luce,
anche per scongiurare il rischio di farci ripiombare in stagioni dove
questi episodi erano all'ordine del giorno. Di certo il clima politico è
troppo invelenito». Solidale il il ministro della Gioventù, Giorgia
Meloni. Anche il vicepresidente del Senato e commissario del Pd Lazio,
Vannino Chiti, manifesta solidarietà al consigliere municipale
sottolineando che «in ogni caso, nella città di Roma, ci sono troppi
episodi di violenza. Sono segnali inaccettabili, da non sottovalutare.
Invito le forze politiche e sociali a fare blocco contro la violenza e
l'intolleranza».
IL TEMPO, 15-04-11
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