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Ciak, si stronca: Giurato e Lear contro la
gara di bambini e adulti in tv. La Clerici li istiga a vincere a ogni
costo

di Lord Lucas
Continua l’inesorabile flop di Ciak, si canta, nonostante le consuete
promesse da marinaio di Francesco Facchinetti. Il conduttore aveva
garantito sul suo Facebook la rivoluzione, consistente evidentemente nel
puntare su cantanti veri - meglio se d’annata - piuttosto che su
prezzemoline stonate. Invece la seconda puntata è riuscita a fare pure
peggio, toccando uno dei punti più bassi nella storia dell’etica
televisiva.
Per la prima volta, infatti, i bambini sono stati sfruttati a tal punto
da essere messi in competizione contro degli adulti. E’ successo con due
“creature” di Ti lascio una canzone, format ormai continuamente spremuto
da RaiUno per sollevare l’ascolto. Se, poi, il filo conduttore è ancora
una volta Lucio Presta, è inutile stupirsi.
Ripetiamo, però, la differenza: dei bambini sono stati messi contro, tra
gli altri, un mostro sacro come Ron in una gara vera (altro che la
baby-festicciola a cui sono abituati). Per non parlare della loro
accoppiata con Belen in versione Mary Poppins, che ha fatto un po’ lo
stesso effetto di Eva Henger redenta in Paperissima Sprint.
Ma per fortuna, in una Rai sempre più “prezzolata” nel suo spirito
critico (Stefano d’Orazio su tutti in quanto reduce Da Ti lascio), ci
sono state due voci fuori dal coro a denunciare l’immoralità
dell’operazione. A sconfessare, finalmente, la retorica delle giurie
imbalsamate, e soprattutto compiacenti dinanzi al talento in erba, due
“opinionisti” veri: Luca Giurato e Amanda Lear, entrambi coraggiosi ma
in misura diversa.
Il bislacco giornalista ha avuto, infatti, il coraggio di dire in faccia
alla Clerici - sua ex collega a Uno Mattina - di non apprezzare la
strumentalizzazione dei più piccoli in tv. Sempre non a caso la
conduttrice era intervenuta telefonicamente per perorare la causa dei
suoi bambini. Dopo la vittoria degli Oscar Tv, evidentemente è
ossessionata dalla vittoria a tutti i costi con l’ultimo successo che le
è rimasto:
“Non c’è gara, I miei bambini sono troppo forti. Non possono perdere dei
bambini, comunque hanno vinto. Luca, non puoi tradirmi. I miei bambini
devi votarli per forza”.
Mai messaggio fu più diseducativo, nell’istigare alla competizione
“puerile” a tutti i costi. Per fortuna Giurato gliene ha cantate
quattro:
“Mi dispiace non essere per la prima volta d’accordo con te, io sono un
nonno all’antica. A quest’ora i ragazzini devono stare a letto”.
Ma l’affondo, senza la paura di perdere la poltrona su Raiuno, lo dà la
Lear, campionessa di onestà intellettuale e di anti-perbenismo:
“Ho trovato questi bambini terrificanti. Ma devono andare a scuola! Mi
fan paura, mentre sono i fichi d’india i veri bambini”.
Si segnala, in tutto questo, il terrore aziendalista nel volto di
Facchinetti: incapace nell’affrontare un incidente diplomatico che si
rispetti, prova a sotterrare lo scandalo quando è bello e fatto. Se
voleva poi calarsi sotto la gonnella della Rodriguez, si è fatto male i
suoi conti. Dire che Belen è fuori fase, e completamente inadeguata alla
conduzione di un show in prima serata, è un eufemismo.
TvBlog, 18-04-11
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