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NANNI MORETTI SUPERA SE STESSO, IL SUO ULTIMO FILM E' GRANDIOSO

di Cesare Lanza
Ho visto "Habemus papam". Penso che sia un film di grande bellezza:
stimolante, intelligente, piacevole a vedersi, del tutto rispettoso - da
un punto di vista di un non credente - verso la Chiesa, un film gentile
e, a tratti, anche emozionante e anche commovente. In uno dei momenti
più bui e volgari della nostra storia, in cui la confusione è sovrana e
quasi nessuno, a livello istituzionale, sembra interrogarsi sul senso,
la decadenza, le prospettive della nostra società, Nanni Moretti ha il
merito di interrogarsi, e coinvolgerci, sullo stato d'animo umano più
nobile, il dubbio, e su un sentimento raro e quasi mai confessato, la
coscienza di in adeguatezza verso il compito che dovremmo assolvere
nella vita e la relativa assunzione di responsabilità.
Il Papa che si sente inadeguato di fronte alla sua elezione è una
invenzione geniale, una figura simbolica del mondo di oggi: una
fotografia rivelatrice e drammatica. E tuttavia, con lo stile di Moretti
e la sua ironia, non è una "mattone" pesante, come da molti temuto e da
qualcuno incautamente scritto: è una storia ambiziosa raccontata in modo
originale, paradossale e spesso divertente Altro che appannamento
artistico o incompiutezza, come scritto velenosamente in alcune
recensioni! Al contrario, il regista supera se stesso, firma una
performance intellettuale straordinaria, di ammirevole maturità.
Trovo dunque assurde, inaccettabili, le iniziative di chi, con
indignazione più o meno sincera, vorrebbe sabotare il film: sia per una
questione di principio - ennesimo tentativo di censura! - sia per i
contenuti, che non sono mai offensivi, anzi, a mio parere, fanno bene
alla Chiesa perchè ne descrivono con simpatia e bonarietà, senza la
minima velenosità, il temperamento umano dei suoi principi,m i cardinali
rinchiusi in conclave per l'elezione del pontefice, e smarriti di fronte
al gran rifiuto dell'eletto. Bravissimo anche Moretti nel ruolo cruciale
dello psicanalista chiamato a visitare il Papa, e oppresso a sua volta
dai complessi e dalle frustrazioni che spesso minano la lucidità dei
laici, per colti e valenti che siano. Infine, formidabile il vecchio
Michel Piccoli nel ruolo del protagonista, il Papa neoeletto,
attanagliato da ansie e incertezze.
Un film da vedere, assolutamente. Fa riflettere onestamente, senza
violenza nè pregiudizi. E divulga il diritto al dubbio, come estrema
difesa, in una società afflitta da tante oscene certezze. Sottolinerei
ancora l'aspetto, importante, del rispetto delle opinioni degli altri -
nell'epoca in cui viviamo, dominata da sopraffazioni, guerre miserabili,
odio tanto futile quanto insuperabile. Perciò è' anche, nella sua
apparente arditezza, un'operazione imprenditoriale intelligente: un film
sugli umanissimi dubbi di un Papa, infatti, è adatto ad essere visto, e
accolto con interesse, in ogni angolo del mondo.
cesare@lamescolanza.com
20-04-11
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