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IL PAGELLONE di Cesare Lanza
LA VOLATA SCUDETTO
PASSEGGIATA MILAN
Contro la Samp i rossoneri vinceranno facile, poi si giocheranno
il titolo con Roma e Udine. Non credo al Napoli. L'Inter non è finita

Mi dispiace polemizzare con Mario Sconcerti (7), che
sul Corriere della Sera seppellisce l’Inter, a mio parere
frettolosamente, con un tenebroso, malinconico “de profundis”. Apprezzo,
leggo, seguo Sconcerti perchè tenta, con serietà, di dare razionalità
al gioco del calcio, con numeri e statistiche (il primo fu
Giorgio Tosatti, 9 alla memoria), dimenticando tuttavia – come
il suo illustre predecessore – che una partita di calcio, e il destino di
un campionato, di un club, di un allenatore possono essere determinati,
per un gol o un non gol, da un soffio di vento o da un ciuffo d’erba che
sfavorisca o favorisca la traiettoria del pallone. Addirittura scrive che
quel che resta dell’Inter (4, ammetto anch’io, nella
mancata remuntada con Shalke 04) è polvere! Eh, no: per due motivi. Il
primo è che all’Inter (10 nella storia, anche per ciò
che ha fatto negli ultimi anni) dobbiamo gratitudine e rispetto, parliamo
di leggende passate e viventi. Il secondo motivo è che l’Inter esce dalla
Champions in malo modo, ma comunque è stata la più tenace ad arrendersi
rispetto alle altre italiane. E la stagione non è finita. Infine, prima
dei discorsi funebri, va anche detto che Moratti ha messo insieme un
gruppo di campionissimi: se il patròn, per amore della sua squadra, non
si lascia prendere dalla frenesia del rinnovamento, non vedo cenere, ma
realtà ancora splendide: basteranno due o tre ritocchi per renderla di
nuovo competitiva a ogni livello. E a Leonardo, 7 più,
va accordata qualsiasi giustificazione: è arrivato a metà campionato, e
aveva trovato situazioni scoraggianti…
MENU' DI GIORNATA.
A sei giornate dalla fine – ci sono 21 punti in ballo, mica pizza
e fichi (un buon piatto estivo, 7 con tutto
rispetto) - la serie A fibrilla: in testa e in coda tante cose possono
ancora succedere. Ance per lo scudetto: il Milan non dovrebbe avere
difficoltà con la derelitta Sampdoria, ma dopo il calendario è insidioso:
sia la Roma sia l’Udinese hanno motivazioni e qualità per abbatterla.
Come detto e ripetuto, non credo nella tenuta del Napoli, ma – in
poltrona (9, comodissima) nel mio salotto – aspetto
Napoli-Udinese, voto 17 in totale, 8 ai partenopei e 9 ai friulani,
come un gelato alla stracciatella: cioè, una delizia. Spero che
Di Natale sia presente: i suoi spunti sono come le bollicine di
un Krug (9), di buona annata. Mentre Cavani
mi ricorda il limoncello (7 e mezzo), buono in
qualsiasi momento, a fine pasto. Per restare in tema, sempre piacevole,
di bisbocce, rispondo così a quelli che mi chiedono una valutazione
sommaria delle squadre in testa: se Milan e Inter sono
da brindisi con un Kir Royal, 9, cassis e spumante,
Napoli e specialmente l’Udinese grazie ai loro allenatori,
Mazzarri, 8, e Guidolin, 9, giocano il calcio
migliore, ma propongono anche formazioni piene di calciatori normali e
scontati: come la rucola (4) e l’ananas (2),
ormai presenti, noiosamente, in ogni menu. Idem o quasi, la Lazio e la
Roma: pochi assi veri, molti ominicchi e anche qualche quacquaraqua! Però
Totti più invecchia e più è gustoso, come un cibo nuovo da scoprire. Un
esempio? Lo “stoccafisso arrecanato”, che mi hanno fatto assaggiare
Peppe Orza e Adriano Bellacosa, 9 a ciascuno di questi
due amici miei che ambiziosamente vogliono rilanciare Nocera
Inferiore (8, per simpatia al primo impatto, anche alla
cittadina). Subito, avevo pensato perfino che la ricetta si riferisse a
un legame con Recanati e Leopardi, invece si tratta, in dialetto, dello
stoccafisso, 9 a prescindere, accomodato con l’origano
(e con pomodoro, cipolla e olive). La settimana scorsa ho assimilato
le trasgressioni infantili di Balotelli ai disordini volgarissimi, alle
zuffe in Parlamento (non più di 5, un onorevole per
l’altro, forfettariamente): tutta l’Italia è paese. E ora eccoci agli
sputi! Lasciamo il Parlamento ed entriamo in televisione,
nientepopodimeno che nel programma (2, e sono generoso)
sventurato per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia
(non c’era, televisivamente, modo peggiore per provarci). Le cronache ci
hanno riferito di un alterco tra Baudo, 5, e
Vespa, 7, anzi tra la squadra baudiana e quella vespista, con
uno sputacchio finale di Pippo verso Claudio Donat Cattin
(8 al padre, temperamento grossier, ma con un grandioso
fiuto politico). Ora, gli sputi in tivu non sembrano numerosi come quelli
nel calcio, anche perché la tivu riprende alla moviola quelli calcistici
mentre il mondo del calcio non può fare altrettanto: però, perché
scandalizzarsi tanto per i pedatori scostumati, che comunque, a
differenza dei pippi e dei deputati hanno oggettivi problemi di
salivazione?
DILEMMI. Detesto ipocrisie e bugie,
e anche tirammolla. Sapere cosa farà Montezemolo, 5 per
il dilemma, che dice un giorno che vuole buttarsi in politica e
l’indomani che si tratta di sciocchezze (messe in giro da lui!) mi
intriga molto meno che capire se la Juventus avrà cervello e soldi per
fare l’ennesima rifondazione. Penso che Luca, 8 per ciò
che ha fatto e soprattutto se non si butta in politica, alla fine cederà,
spinto dal suo amico del cuore, l’astuto Diego Della Valle, 7
per la sfacciata temerarietà con cui ha attaccato Cesare Geronzi,
8 non solo alla carriera, è destinato a risorgere. Quanto alla
Juve, con Del Neri e Marotta, voti bassi già espressi e ripetuti, non
andrà da nessuna parte. Cito l’esemplare risposta di Ballardini
(6 più) al cronista di Sky (8 per i magnifici
servizi sportivi) che gli chiedeva se questa Juve può acchiappare la
qualificazione in Champions. Replica secca, una parola sola. No.
Fantastica chiarezza di idee, nei dopopartita, di solito
voto 3, pieni di balle e di falsità.
cesare@lamescolanza.com
LIBERO, 16-04-11
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