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LA QUESTIONE DEL NUCLEARE

Parole al vento, lo so! Ma io ci provo. La questione del nucleare si
pone come indispensabile per soddisfare le esigenze dell’umanità. E se,
invece, queste “esigenze” fossero meno esigenti ? Se si sciupasse meno e
si risparmiasse di più? Qualcuno sbufferà annoiato se ricorderò il mio
passato, ma è dalle esperienze di allora che traggo le riflessioni di
oggi. Perché “allora” l’aria era pulita, l’acqua era fresca e pura e
altro ancora.
Oggi siamo in tanti e tutti vogliamo star bene, ma star bene non è
sinonimo di sciupare, di usare e gettare, perché ciò – a voler guardare
– è anche stupido. Oggi l’acqua potrebbe essere erogata in modo da
consentire un buon risparmio; l’energia per riscaldamento e
condizionamento potrebbe essere sottoposta a regole precise, tese al
risparmio.
Molti rifiuti sono dovuti a superflui imballaggi e per gli addetti ai
lavori sarà facile completare l’elenco. Il fatto è che ci comportiamo
tutti (nel mondo occidentale) come se le risorse fossero inesauribili. E
se a qualcuno sfiora l’idea che possa non essere così…”chi se ne frega,
per la mia aspettativa di vita ce n’è abbastanza e après moi le deluge
(dopo di me il diluvio) Ma non è così che funziona. O meglio non può
funzionare così! E, farci un pensierino ? (Renata Mucci –
Brescia)
21-03-11
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