IL PAGELLONE DI CESARE LANZA/
SENZA CASSANATE ANTò E' GIA' VECCHIO

Educatissimo ma a disagio: il barese in versione rossonera s'è smarrito. Voto 6- alla Nazionale priva di gioco. Per fortuna torna il campionato




di Cesare Lanza

Guardando la Nazionale (6-) mi chiedevo: è più probabile che a) un cammello passi dalla cruna di un ago, o anche b) che il premio “E’ giornalismo” dell’amicone-furbone Giancarlo Aneri (7 per il mix di astuzia e abilità di comunicazione) venga assegnato almeno una volta! A un giornalista detestato dalla sinistra, o che c) la nostra Nazionale, allenata da Prandelli (6 e ½) o da qualsiasi cittì dopo Bearzot (grandissimo, 10 e lode alla memoria) o Vicini (7 e ½), riesca non solo a vincere, ma a divertirci? Sono graditi i pareri di chiunque, intanto la mia risposta: improbabile l’opzione b, una possibilità almeno in fantascienza per il cammello, utopistico divertirsi con gli azzurri.

Prendiamo Cassano. I suoi ghiribizzi artistici nel Bari e nella Roma erano più divertenti delle battute di Pierre Louys nel suo celebre “Galateo erotico per le fanciulle” (8 e 1/2 , per Cassano e per il galateo). Poi è andato al Real Madrid (10) e si è spento, poi alla Sampdoria (4) è rinato, poi nell’Inter e nella Nazionale, e siamo ai giorni nostri, sembra invecchiato, a disagio e inquieto, anche se educatissimo, nell’ambiente. Altra provocazione: ma che ce ne frega a noi se Cassano e Balotelli (8 e 1/2 per tutti e due) – ultima cazzata conosciuta, di Mario, la lite con una escort in un pub inglese – fanno i pirla nella loro vita privata? Oppure dobbiamo essere moralisti (0 a prescindere, per la numerosa categoria) solo nel football?

La verità è che a Lubiana la Nazionale è stata salvata dal mio idolo Thiago Motta (9), già citato in questa rubrica, un genio nelle smarcature e nelle geometrie senza fronzoli. Nel pagellone non posso far mancare i miei telegrammi su tutta la squadra. Buffon: 7, rassicurante come Maigret che puntualmente risolve i romanzi polizieschi di Simenon. Maggio e Nocerino: 6 più, sono l'icona di chi prende la vita per sgobbare. Chiellini: 6, ha un gran naso, io sono all’antica, ricordo Rosato, Salvadore, Maldini, Collovati… Bonucci: a Lubiana 5, mi sa che più di lui crescerà Ranocchia. Balzaretti: 6, piace di più nel Palermo, ho aggiunto mezzo voto per il codino che piace molto alle ragazze. Mauri: 4, curiosamente marginale e anche emarginato. Montolivo: 6, sempre incompiuto, simbolo di questa squadra mai completata. Aquilani: idem, aspettando da anni l’anno che verrà. Pazzini: 6 e ½, fastidioso per gli avversari come il pungiglione delle zanzare (2) per noi tutti (quest’anno, ho letto proprio su Libero, sono anche in anticipo), e stesso voto zanzaresco per Giuseppe Rossi. Insomma, una Nazionale con voto di sufficienza, con la sensazione che pochi cresceranno, e se si vuole una impostazione pragmatica perché allora non convocare i campioni del gol Di Natale (9) e Di Vaio (8)?

Il calcio campionato (10 e lode, insostituibile) mi è mancato. Ora ci aspetta il derby milanese, supervalutato come già ho scritto in relazione a una improbabile decisività per lo scudetto, ma comunque raffinato chiassoso attesissimo potenzialmente spettacolare una passerella di divi e di campioni (10), privo purtroppo di Ibra (9, ma la squalifica se l’è cercata).

Prevedo equilibrio e un probabile pareggio, anche per la paura (4) di perdere, i rossoneri vorranno dimostrare che non sono poi così male senza l’asso svedese, Leonardo (8, per le qualità psicologiche) galvanizzerà i suoi per il sorpasso. Il derby è uno degli appuntamenti della città più nobile d’Italia per la qualità del lavoro, altro che le accuse sciocche – di mafiosità – da parte di Vendola (4). I milanesi, con friulani e veneti, mi sembrano gli italiani meno lontani dai mitici giapponesi (10 con molte lodi commosse) che hanno rifatto in sei giorni l’autostrada devastata dal terremoto. Un’accusa, quella di Nicky, grottesca e falsa, ma anche ipocrita quanto le buone intenzioni di quelli (molti, troppi: voto 2) che auspicano una buona accoglienza per gli immigrati: sì, a patto che sia fatta – sempre – da qualcun altro.

Ma torniamo al campionato: confermo l’Udinese favorita per lo scudetto, se Guidolin non se la fa sotto, e con la rima gli do anche 8. Il poker delle prime quattro sarà completato dal Napoli, e mi intriga vedere la tenuta di Mazzarri /7e ½), che certamente e bravo, ma gli tolgo mezzo voto perchè mi sembra più presuntuoso di Sarkosy (6 come leader, 0 oppure 10, secondo i punti di vista, per l’alterigia).

Che dire? A Roma si fanno inni per l’arrivo di Tom Di Benedetto, ma io lo lascio senza voto, e mi limito a un 4 per gli inni: diamine, chi può dire che non sia un bluff, quanto meno nel calcio? Roma (10), città che adoro, spesso colpisce per gli eccessi: nell’euforia e nella depressione o nello scetticismo. Basta ricordare il celebre “Marziano a Roma” di Flaiano (9), prima accolto dal tripudio e in pochi giorni con totale indifferenza. Tom – ha una faccia simpatica – non avrà indifferenza perché il calcio non la prevede mai, ma per il momento è poco più che un marziano.

Aspettiamo qualche giorno... Senza aspettare, ottimi voti a Galan (8) che ha osato dire tranquillo tranquillo a cosa serva il Festival di Roma, visto che abbiamo già Venezia. Ve lo dice un cinefilo morbosamente appassionato – io, il voto spetta a voi – che in questi anni ha capito, come tanti altri, che il Festival romano è una bufala, forse perchè strumentalizzato e limitato da destra e da sinistra. Boh.

E già che tiriamo qualche frecciata romana, un bel 4 ai tifosi laziali (ho anche amici, tra di loro) che contestano Lotito (7 e ½) e Reja (7): cosa sarebbe, oggi, la Lazio, senza di loro?


cesare@lamescolanza.com


LIBERO, 28-03-11