SOCIETA'
Convivere tra le scrivanie
vince la coppia casa&ufficio

In aumento le unioni tra colleghi. Ecco come non farle naufragare. Negli Usa l'8% delle piccole imprese è avviato da moglie e marito: meno spese e più intesa



di LAURA LAURENZI

ROMA - Lavorare insieme. Moglie e marito che dividono professioni e mestieri, e diventano una ditta, formano un sodalizio. Quali rischi si corrono a unire carriere e aspirazioni, a cancellare il confine fra la vita privata e l'ufficio? Lavorare in coppia spesso abbatte i costi. In un lungo articolo che il Wall Street Journal ha dedicato a questo fenomeno si sottolinea come l'8 per cento delle piccole imprese avviate negli Stati Uniti negli ultimi anni - anni di crisi - abbiano come proprietari coppie di mariti & mogli. Nelle professioni accade molto più spesso che ci si incontri e ci si conosca sul lavoro e ci si sposi per affinità elettive, fra colleghi. Nessuno può capirti meglio di chi condivide con te la stessa attività. "Ci si viene incontro sui tempi, sugli impegni improvvisi. E quando c'è armonia e complicità il lavoro in comune prospera - osserva la psicoterapeuta Maria Rita Parsi - Se invece nascono discrepanze, gli equilibri si rivelano estremamente precari, come risulta da molte terapie di coppia. Il tasso di competitività, se si fa lo stesso lavoro, è ancora più alto".

Gli esperti sono prodighi di consigli: non chiudersi al resto del mondo, non separare il lavoro dalla vita privata, creare una tribù con i propri collaboratori anziché isolarsi nella vita a due, credere negli stessi valori, definire con chiarezza i ruoli. Una cosa è certa: spesso il successo professionale premia proprio quelle coppie cementate da un vero grande amore, da un'intesa profonda e duratura. Un esempio è quello dell'architetto Massimiliano Fuksas, che non perde l'occasione di tessere gli elogi della moglie Doriana, partecipe di ogni suo progetto. "La mia relazione con lei è eccezionale - ripete - Gli alberi sono fatti di tronco, rami, foglie e fiori. Nel lavoro non so se io sono i fiori o il tronco, ma insieme siamo l'albero". Ottavio e Rosita Missoni devono uno all'altra il loro successo, un sodalizio che dura da 56 anni. "È stata una combinazione fortunata. Abbiamo fatto lo stesso mestiere avendo responsabilità e compiti separati", racconta Rosita. Litigi mai? "Litigi spesso e anche furibondi, ma quasi tutti per motivi professionali, in ufficio. In questo modo la sera tornavamo a casa già scaricati dalle tensioni e pronti ad andare d'amore e d'accordo". Competitività? "Certo, ma siamo molto diversi. Lui è un vincente nato, un campione abituato al podio. Io tendo a nascondermi".

L'intesa coniugale può portare a riconoscimenti straordinari, basta pensare all'Oscar per la scenografia assegnato a Dante Ferretti e a sua moglie Francesca Lo Schiavo. "Lei è la mia tre quarti, io sono solo un quarto", confessa lui. E sono in molti a ritenere che il Nobel a Dario Fo sia, almeno in parte, merito anche di Franca Rame. Non è indispensabile essere sposati per formare una coppia di ferro, nella vita privata come nel lavoro. Si pensi a Riccardo Scamarcio e Valeria Golino, o a Stefano Accorsi e Laetitia Casta. Sono colleghi Piero Fassino e Anna Serafini, lui parlamentare da quattro legislature e lei da sei. Sono colleghi, anche se profondamente diversi, Maurizio Costanzo e Maria De Filippi. Sono colleghi i produttori Pietro Valsecchi e Camilla Nesbit. In due per vincere. La parola a un parrucchiere: Gianfranco Nardi lavora da 37 anni a fianco della moglie Nadia. Hanno un salone di bellezza a Roma con clientela di gran nome: " Fra noi c'è un feeling perfetto, altrimenti non sarebbe possibile stare dodici ore di fila accanto alla stessa persona e poi tornare a casa e starcene altre dodici. Cioè ventiquattro".

LA REPUBBLICA, 17-07-10