|
APPLE: TUTTE LE "MELE BACATE" DELLA CASA DI
CUPERTINO

Roma - Una mela grande, bianca e, qualche volta, bacata.
Quello dell'iPhone 4, nell'occhio del ciclone per un
banale problema di ricezione dovuto al posizionamento
dell'antenna, non e'un caso isolato nella storia
trentennale della casa di Cupertino. Di mele bacate ce
ne sono state, eccome, in passato. A partire dal Pippin,
un nome che in Italia avrebbe fatto sorgere piu' di una
perplessita' sul successo futuro dell'operazione. Si
tratta, o meglio si trattava, del tentativo di Apple di
invadere il mercato delle consolle per videogames.
Peccato che il lancio della piattaforma sia stato
accompagnato da una campagna inesistente e la sua
diffusione penalizzata dalla scarsita' di accessori e
dalla sostanziale assenza di giochi che potessero essere
supportati dalla consolle. Il tutto alla considerevole
cifra di 599 dollari. Il prezzo elevato ha determinato
la caduta nel dimenticatoio della QuickTake, la prima
videocamera Apple lanciata nel 1997. Dal design
innovativo, la videocamera aveva il proprio tallone d'achille
nell'alimentazione: due batterie stilo per un'autonomia
di un paio d'ore. Costoso, pesante e dalle scarse
prestazioni e' stato l'iPod Hi fi, un catafalco sul
quale va inserito l'iPod per ascoltare musica dalle
casse. La scarsa qualita' del suono ha determinato la
caduta nel dimenticatoio di questo oggetto uscito di
produzione lo scorso settembre ad appena 18 mesi dal
lancio. Record battuto solo dal Newton, il primo Pad
della Apple. Nel 1992, al momento del lancio, fu tutto
uno squillare di trombe e volar di colombe. Dopo appena
15 mesi il Newton era gia' fuori produzione. Troppo
lento, ingombrante e brutto, decreto' il pubblico. Altro
flop e' stato il primo tentativo della Apple di
cimentarsi nel campo dei browser: quando Safari era
ancora di la' da sbocciare nella mente di Steve Jobs,
eWorld spiazzo' gli utenti di internet proponendo un
sistema pensato come una grande piazza virtuale, con
grattacieli e case che rappresentavano aree specifiche
di interesse. Chiuse i battenti nel marzo del 1996, dopo
neanche due anni di attivita'.
AGI, 17-07-10
|