Fiat, cominciato vertice, Marchionne: Serbia non toglie prospettive a Mirafiori
Grida e fischi da presidio lavoratori:« Vergogna». Epifani:si riapra confronto con Cgil e Fiom


ROMA - Il tema principale al centro del tavolo di oggi a Torino è il futuro di Mirafiori dopo la decisione della Fiat di produrre il nuovo monovolume in Serbia. Altri nodi al centro del confronto di questi giorni sono la conferma del progetto Fabbrica Italia, la newco per gestire l'accordo di Pomigliano e la disdetta del contratto nazionale di lavoro con l'uscita da Federmeccanica. 

Alcuni lavoratori dell'Unione sindacale di base con le loro bandiere e della Fat New Holland, con uno striscione su cui è scritto «Senza lavoro... nessun futuro!!!» manifestano in piazza Castello a Torino davanti alla sede della Regione Piemonte sede dell'incontro sulle prospettive del Gruppo Fiat e sullo stabilimento di Mirafiori. Grida e fischi da parte dei lavoratori che partecipano al presidio organizzato dall'Unione sindacale di base. Lo slogan più gridato all'indirizzo dei partecipanti è «Vergogna, vergogna».

Tutti presenti al tavolo. E' cominciato il vertice Fiat al quale sono tutti presenti: i segretari generali Raffaelle Bonanni, Luigi Angeletti e Bonanni, l'ad Fiat Sergio Marchionne e il ministro del Lavoro e le autorità locali. 

La produzione della monovolume "L0" in Serbia «non toglie prospettive a Mirafiori». A dirlo, secondo quanto riferiscono fonti partecipanti al tavolo sulle prospettive del gruppo Fiat, è stato l'ad Sergio Marchionne, secondo il quale «esistono alternative per garantire i volumi di produzione» nella fabbrica torinese.

«Prima di avventurarsi su strade che non si sa dove possano portare sarebbe meglio riaprire un confronto con la Cgil e la Fiom». Così il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani al suo arrivo a Torino. «La cosa migliore è cercare una mediazione e non usare i carri armati, più buon senso, dunque e meno muscoli», conclude il leader della Cgil ricordando che al tavolo è necessario «chidere che si diano certezze. Chiediamo lavoro, occupazione e investimenti anche in Italia, dove c'è la questione Mirafiori dopo la decisione di spostare la monovolume in Serbia, dove bisogna affrontare il futuro di Mirafiori senza dimenticare Termini Imerese».

 

IL MESSAGGERO, 28-07-10