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Ghedini: «Silvio "CESARE"? interpretazione
ridicola». Bersani: «Si riposi di più»
P3 e toghe, Berlusconi: «Solo
fango». E Alfano: «No a caccia alle streghe»
Il ministro: «Non si può fare di tutta un'erba un
fascio». E il capo del governo: no ribaltoni per via
giudiziaria

MILANO - L'inchiesta sulla cosiddetta «P3» è solo una
«vergognosa montatura» alimentata dai media. Lo sostiene
il premier Silvio Berlusconi che ancora una volta ha
scelto la via del messaggio al sito dei Promotori della
Libertà per dire la sua sui temi più caldi che animano
il dibattito politico. «Loro ed i loro giornali - ha
detto Berlusconi evocando l'opposizione - continuano con
le chiacchiere, gli insulti, le calunnie, i falsi
teoremi per cercare di infangare e di indebolire un
governo che lavora, concretamente e bene, nell'interesse
di tutti gli italiani». «Abbiamo vinto tutte le sfide
elettorali, degli ultimi due anni - ha aggiunto -. Siamo
quindi il pilastro portante del governo, e nella realtà
e nei numeri non ci sono ipotesi diverse di governo.
Siamo di fronte all'ennesimo tentativo della sinistra di
ribaltare per via giudiziaria il risultato delle urne,
siamo di fronte all'eterna pretesa e all'eterno sogno
della sinistra di far diventare maggioranza la
minoranza, con un gioco di prestigio».
«VOGLIONO DELEGITTIMARCI» - Già in mattinata, Berlusconi
aveva invitato gli esponenti dell'esecutivo, riuniti in
Consiglio dei ministri, ad «andare avanti», «nonostante
i tentativi di delegittimazione». «Non date retta ai
giochi di palazzo - ha aggiunto -. Non c'è da essere
preoccupati, occorre continuare a lavorare con
tranquillità. Dobbiamo concentrarci sulle cose concrete,
parliamo dei fatti e dei risultati che abbiamo
raggiunto», avrebbe suggerito il presidente del
Consiglio secondo fonti ministeriali. Il Cavaliere,
riportano le stesse fonti, ha fatto un accenno alle
ultime inchieste giudiziarie quando ha spiegato che si
tratta solo di «chiacchiere che non ci scalfiscono. C'è
un disegno per delegittimarci. Noi andiamo avanti per la
nostra strada».
BERSANI: «SI RIPOSI DI PIU'» - Il segretario del Pd,
Pier Luigi Bersani, da New York dove si trova invia al
leader del Pdl un invito ironico: «Chissà, forse se si
riposasse un po' di più, avremmo meno guai tutti» ha
detto intervistato dal Tg3. Quanto alle inchieste, il
segretario dei democratici ha rilevato che «c’è un
problema non solo di singolo malaffare, di malcostume,
ma anche di meccanismi ai quali mettere mano. Berlusconi
invece di minimizzare dovrebbe venire in Parlamento a
dire cosa pensa di tutto questo, per la prima volta in
due anni».
DI PIETRO: «FACCIA DI TOLLA» - «Berlusconi è proprio una
faccia di tolla - ha detto invece senza mezzi termini il
leader dell'Idv, Antonio Di Pietro -. Solo così si
spiega la spudorataggine con la quale attribuisce a sé i
risultati ottenuti a Milano dai carabinieri, dai
magistrati e dalle forze dell`ordine proprio grazie al
sistema delle intercettazioni che lui stesso vuole
abrogare».
«IL SISTEMA PUO' REAGIRE» - Sempre in mattinata era
intervenuto anche il ministro della Giustizia, Angelino
Alfano, parlando da Bruxelles: «Abbiamo una certezza:
che il sistema-giustizia ha dentro di sé tutti gli
anticorpi per reagire». E ancora: «Non si può fare di
tutta un'erba un fascio e non si può dare la caccia alle
streghe. Ciascuno faccia il proprio dovere, sia dal
punto di vista inquirente che da quello dei diritti di
chi è chiamato a difendersi».
«IL PREMIER NON SAPEVA NIENTE» - Sull'inchiesta e sulle
indiscrezioni emerse dai verbali negli ultimi giorni è
intervenuto anche il deputato Pdl e avvocato del
premier, Niccolò Ghedini. «L'interpretazione data negli
atti di indagine che "Cesare" sarebbe riferibile alla
persona del presidente Berlusconi oltre che inveritiera
è ridicola» ha spiegato il legale. «In relazione agli
articoli apparsi in questi ultimi giorni su alcuni
quotidiani, tendenti a far ritenere che vi fosse una
consapevolezza da parte del presidente Berlusconi di
attività antigiuridiche di terzi, si deve ribadire - ha
aggiunto - come tali prospettazioni siano del tutto
inveritiere e contraddette dagli stessi atti
processuali». «Ancora una volta, con la parziale
pubblicazione di atti di indagine, in palese violazione
di legge, si tenta di gettare discredito nei confronti
del presidente Berlusconi» ha concluso Ghedini,
annunciando che «saranno esperite tutte le azioni
giudiziarie del caso».
FORMIGONI: «IO NON C'ENTRO» - Sulle inchieste che
ruotano attorno all'eolico in Sardegna e alla cosiddetta
P3 è tornato a dire la sua anche Roberto Formigoni,
chiamato in causa da una informativa dei carabinieri,
secondo la quale sarebbe il «mandante» delle pressioni
del gruppo per la riammissione della sua lista alle
ultime elezioni regionali. «Ovviamente non ho dato un
mandato a nessuno» ha detto il governatore della
Lombardia. «Non c'è nessun coinvolgimento né presunto né
reale» ha aggiunto Formigoni, rispondendo ai giornalisti
e dicendo che quelle uscite finora sono «tutte notizie
false e infondate».
CORRIERE DELLA SERA, 17-07-10
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