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L'INTERVISTA
Belen: "Sì, sono la più amata
ma la gavetta l'ho fatta"
La showgirl argentina, 25 anni, dopo il successo negli
spot e in tv, si prepara al grande salto: "Montalbano",
il cinepanettone e un film prodotto da Avati

di SILVIA FUMAROLA
MILANO - Fabrizio Corona, canotta grigia, ti scorta fino
alla scala del bel palazzo borghese al centro di Milano:
"Se avessi saputo, mi sarei messo la maglietta. Prego,
di qua, secondo piano"; Belen Rodriguez, canotta nera,
mini veramente mini, ballerine ma sembra che porti i
tacchi, entra in salone con passo felino: a cercarle un
difetto, non lo trovi. È pure simpatica. Ha un tatuaggio
sul polso, un pensiero in spagnolo dedicato alla nonna
scomparsa: "Traduco: "Non piangere se mi ami, il tuo
sorriso è la mia pace"". È seduta in poltrona, ha gli
occhi lucidi. La casa di Corona e Belen è la villa di
Scarface con un tocco di Alice nel paese delle
meraviglie. Sedie matelassé argento, lampadario di
cristallo, libreria nera, schermo piatto high tech. Le
foto del padre Vittorio di lui, del figlio, il piccolo
Carlos. Sul divano una coppia di orsi di peluche bianchi
e un soldatino di legno, alto quasi come il padrone di
casa.
Belen Rodriguez, 25 anni, è la donna del giorno: il tam
tam dice che è in crisi con Corona, ma parla di lui con
una tale passione che se questa è una coppia in crisi,
le altre che fanno? Belen ("Lo sa che il mio nome vuol
dire Betlemme? Impegnativo"), allora vi siete lasciati?
Ride: "Ma se non mi hanno attribuito un gossip in un
anno e mezzo...".
È protagonista di una campagna di telefonini che l'ha
resa popolarissima, un film da girare quest'estate col
regista Eugenio Cappuccio, prodotto da Pupi e Antonio
Avati; star del prossimo cinepanettone; tra qualche
settimana l'aspetta il set di Montalbano accanto a Luca
Zingaretti. Dall'Isola dei famosi alla gloria televisiva
il passo è stato brevissimo per l'ex clandestina
arrivata da Buenos Aires: "Tre anni così. Ho dormito per
strada in coda per il permesso di soggiorno. Forse ero
l'unica che voleva pagare le tasse".
Allora Belen, che succede con Corona?
"Parlano a vanvera. Non ho una scusa per lasciarlo:
Fabrizio è molto più simpatico di me. Lo chiamo così
glielo faccio conoscere bene".
Magari un'altra volta.
"Le dicevo che non ho una scusa per lasciarlo, e non
l'ho mai trovata: quando mi arrabbio, se al lavoro fa
cose che non mi piacciono, magari un'intervista, quelle
cose restano fuori. Glielo dico: "Attento, danneggi
anche me". Fabrizio è cambiato da così a così. Chi non
se ne rende conto è perché non lo vuole vedere. È un
altro da quando sta con me. Qualcosa di buono l'ho
fatto".
Christian De Sica ha detto: "Se Belen trova il suo Carlo
Ponti diventa la nuova Loren"...
"La mia ambizione non era il successo, sono venuta qua a
18 anni, e anche se avevo una storia d'amore non mi
sentivo sicura. Per me conta l'indipendenza economica".
Quindi non cercare il marito ricco, ma diventare ricca.
"No, no il marito ricco va bene, però sono soldi suoi
non saranno miei. Non sono la fidanzata che chiede la
carta di credito e va a fare shopping, è una cosa
disgustosa. Io volevo comprare una casa, e comprarla ai
miei. Sono arrivata in Italia e ho fatto la ragazza
immagine a Riccione, poi sono ripartita per l'Argentina.
Mi ha contattato un'agenzia di moda e sono tornata. Sono
anche un po' italiana, lo sono i miei nonni".
Ha mai pensato: "Mollo"?
"Ho sempre avuto fortuna nella vita. Ai casting non ero
mai la più bella, ce n'erano venti più belle di me, ma
mi richiamavano. Ero simpatica. In quel periodo anche
più ingenua e spensierata: adesso mi capita di essere
più nervosa".
Quando ha capito che era diventata Belen?
"Quando mi ha chiamato la Tim. La popolarità con L'isola
è stata grande, ma gli spot con Christian...".
Nello spot De Sica le dà una manata sul seno per
scansarla, un gesto veramente cafone.
"Ma no, non lo fa apposta. Christian è un signore. Io
non rimango male se qualcuno mi tocca una tetta per
sbaglio".
Da quando in qua si scansa una donna in quel modo?
"Se il gesto è malizioso, è un conto. Penso che il
regista non se ne sia nemmeno reso conto. Quella scena è
stata lasciata dopo. La malizia c'è dove la gente la
vuole vedere, lì non c'è. La violenza è un'altra cosa".
La lasciano pure legata, sono spot maschilisti.
"Il maschilismo esiste, ma lo spot deve piacere alle
nonne, alle famiglie e soprattutto ai bambini. I cartoni
animati, compreso Willy il coyote, sono crudeli perché
il bambino si diverte se l'adulto è in difficoltà. Se
piaci ai bambini è fatta. I miei agenti lottano perché
io non passi per la bonona di turno: non erano d'accordo
con la famosa passerella in bikini a Sarabanda, ripresa
da dietro".
Appunto. Che pensa dello sfruttamento del corpo della
donna?
"Ogni abbigliamento appartiene a un luogo ma da che
mondo è mondo, un bel sedere arrapa il pubblico maschile
e regala il picco di share. Ricordo tanti anni fa,
arrivavano i film coi nudi femminili e mio padre urlava:
"Questi film degli italiani!" e cambiava canale.
L'Italia è tanto bigotta, perché c'è il Vaticano".
Non c'entra anche il rispetto?
"Sì, ma si cresce pian piano. All'inizio non puoi
rifiutare il costume da bagno: guardi la gavetta delle
donne di spettacolo".
Che pensa della chirurgia plastica?
"Un piccolo aiuto va bene, non come quelle deficienti
che si fanno l'ottava per far parlare di sé. Io il seno
l'ho rifatto, ma la perfezione non esiste. Quando
esageri è perché non stai bene con la testa. O forse la
colpa è del marito che ti critica. Fabrizio mi fa
sentire super bella, anche se lui trova difetti in
tutte. I miei non li vede, mi dice che sono bella come
il sole".
L'aspetta il grande salto: la fiction, un film prodotto
da Avati.
"Sono tranquilla. L'adrenalina l'ho provata a Sanremo,
non era il mio campo. In genere sono fredda davanti alle
telecamere. Quando giro so che se sbaglio, posso
rifare".
Segue la politica?
"No. Sono stata una volta da Santoro e non ho detto una
parola. In politica è molto difficile vedere gesti
sinceri, c'è troppa voglia di comandare. Anche
l'Argentina mi ha delusa: Menem ci ha lasciato per
strada, ha venduto il paese agli americani, privatizzato
le aziende, siamo rimasti senza la frutta".
Sua madre cosa dice vedendola sui cartelloni, in tv?
"Che è imbarazzante, ma è contenta. Da piccola recitavo
con la nonna. Quando mi chiedeva: "Belen, che vuoi fare
da grande?", rispondevo: "La star". Lei l'ha sempre
saputo".
LA REPUBBLICA, 24-04-10
BELEN RODRIGUEZ E' ANCHE SUL DECODER
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