Petrini: no agli Ogm
L'intervista al fondatore di Slow Food sulla decisione di Bruxelles, a proposito del via libera alle colture Ogm in Europa.

DI GIGI PADOVANI
«Sono allibito dalla decisione di Bruxelles.Vorrei capire come mai il nuovo commissario all’Ambiente, il maltese John Dalli, abbia fatto cambiare idea alla Comunità europea: nel 2007 il suo predecessore, Staros Dimas, aveva bloccato la proposta. Nel frattempo, che cosa è successo? Non bisogna mai abbassare la guardia, questi non mollano mai...».
Carlin Petrini, mi pare che lei sia furibondo, per la fine dell’embargo agli Ogm in Europa. Da fondatore di Slow Food e presidente internazionale del movimento, lei da anni combatte contro le coltivazioni transgeniche...
«Il fronte favorevole alle coltivazioni geneticamente modificate è in costante fibrillazione, a quanto pare».
Perché?
«Sono in ballo grandi interessi economici e si rimette tutto in discussione. Mi chiedo: gli Ogm non li vogliono i consumatori, non li vogliono molti governi, eppure loro non mollano. E così, insieme alla patata Amflora, ci infilano anche tre nuove coltivazioni di mais...».
Il ministro Zaia si è detto contrario, pronto al referendum. Forse l’Italia potrebbe chiedere alla Ue la clausola di salvaguardia?
«Penso di sì. E sono totalmente d’accordo con Zaia. Ma sono convinto che occorrano anche campagne di sensibilizzazione per i consumatori: il rischio è che ci troviamo gli Ogm sotto mentite spoglie».
Pare che questa patata sia resistente agli antibiotici.
«Già, e finora era stato considerato un fatto nocivo. Non c’è alcuna documentazione scientifica per affermare il contrario. Guardi, la nostra non è una battaglia ideologica: è una forma di legittima precauzione. Ci rendiamo conto che diamo questi cibi, attraverso l’alimentazione animale, anche ai nostri bambini? Non abbiamo riflettutto a sufficienza sui rischi che nascono dalle tecniche di allevamento intensivo. Si danno gli antibiotici anche ai pulcini, altro che...».
Da Cuba, il Cancelliere della Pontificia accademia delle Scienze, monsignor Sorondo, ha detto che gli Ogm sono positivi per combattere la fame nel mondo. Come vede questo sì del Vaticano?
«Ho girato molti Paesi del Sud del mondo e la Chiesa di base è contraria. Non vogliono che i contadini siano nelle mani delle multinazionali. Ed è dimostrato che gli Ogm non sono necessari a combattere la fame nel modo, la prima battaglia deve essere quella della biodiversità In India otto Stati hanno vietato la melanzana transgenica e noi in Europa diciamo sì alla patata? Ma che bisogno c’era?». |
la stampa, 03-03-10
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