L’OMMO HA DA PUZZA’? CERTO NO, PERO’ UN PO’ DI SOBRIETA’ NON GUASTEREBBE

La mia giovane vicina di pianerottolo suona stamattina alla mia porta per chiedere se l’acqua calda scorre dai miei rubinetti. “ No, mi sono accorta anch’io. che qualcosa nel servizio di erogazione si è inceppato.” . “Meno male che ho fatto la doccia ieri sera ! O.K. stamattina dovrò rinunciare.”

Rimango sola con i miei pensieri che sono per la verità, ricorrenti Doccia al mattino, doccia la sera, nemmeno lavorasse in miniera ! Non saremo diventati tutti un po’ maniaci? E sarà questo, un atteggiamento positivo ? Non credo proprio. E io ci vedo anche il solito diffuso menefreghismo che porta disinvoltamente all’eccessivo consumo di un bene che è della collettività.

Ma vorrei riflette su di un altro aspetto relativo a questi eccessi. Ricordo una canzone spagnola ”Savor ad mi” (sapore di me) che riecheggia qualcosa di personale, unico irripetibile. L’attrazione è anche olfattiva e il "suo" profumo non dovrebbe essere acquistato in un negozio. Dovrebbe essere esclusivo ed affiorare anche dopo un’igiene attenta e accurata. Quello della sua pelle, del suo calore, l’odore "particolare" fresco e pulito della persona amata risveglia i sensi e stimola sensazioni.

Invece no! Siamo asettici, impersonali, indistinguibili. Finirà che la tua donna, avrà lo stesso odore di un tuo amico che usa lo stesso deodorante ! Siamo sempre allo stesso punto, manca l’equilibrio, il senso della misura.

Da quando a Napoli si sussurrava “l’ommo, ha da puzzà” siamo passati a questo essere eccessivi anche nell’igiene. Forse sarebbe opportuno riattivare l'intelligente mediazione, la sobrietà.

O sono io, invece, l'unica, inopportuna mosca bianca?

renata mucci - brescia

 

 


10-02-10