Primato per gli ospedali «rosa»

di Sara Monaci
La Lombardia è la regione più rosa d'Italia. Lo dice l'associazione
Onda, impegnata nella tutela della salute della donna, che ha promosso
la terza edizione dell'iniziativa "bollini rosa" premiando il
territorio lombardo con 21 riconoscimenti (su 93 distribuiti in tutta
Italia).
«La nostra iniziativa mette al centro le esigente delle donne con
l'obiettivo di identificare nel panorama italiano gli ospedali a loro
più vicini. Le donne rappresentano infatti la principale utenza
dei servizi sanitari», dice Francesca Merzagora, presidente di Onda.
Un anno fa erano state premiate nel paese 96 strutture, mentre nel 2007
erano 44, e ogni volta la Lombardia ha dimostrato di essere una delle
regioni più sensibili alle problematiche femminili.
Nel 2009, in base alla classifica stilata da Onda, sono 3 gli
istituti ospedalieri lombardi che hanno conquistato tre bollini, 12 quelli
che ne hanno conquistati due e 6 quelli che ne hanno conquistati uno.
Nel terzo gruppo (un bollino) sono raccolti gli ospedali che
hanno fino a tre unità operative che curano patologie femminili;
l'applicazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), con particolare
riferimento all'appropriatezza delle prestazioni; l'accreditamento e la
certificazione per i requisiti alberghieri e strutturali. All'interno
del secondo gruppo (due bollini) ci sono gli ospedali che hanno requisiti
per ottenere un bollino più un comitato etico con almeno tre componenti
femminili; donne in posizione apicali; personale infermieristico prevalentemente
femminile; caratteristiche strutturali, servizi a misura di donna e caratteristiche
multietniche. Nel terzo gruppo (tre bollini), ci sono le strutture che
hanno, oltre ai requisiti precedentemente elencati, anche pubblicazioni
scientifiche su patologie femminili; applicazione della normativa vigente
sull'ospedale senza dolore; controllo del dolore nel parto e analgesia
ostetrica.
Ad essere premiati con tre bollini sono stati l'Ospedale maggiore
di Crema, l'istituto clinico Humanitas di Rozzano; l'ospedale San Paolo
di Milano. Due bollini sono stati conquistati dal polo ospedaliero di
Vimercate, dall'ospedale di Desio; dall'Irccs multimedica di Sesto San
Giovanni; l'azienda ospedaliera di Lodi; l'azienda ospedaliera di Codogno;
la fondazione Poliambulanza di Brescia; l'azienda ospedaliera Mellino
Mellini di Chiari; l'Humanitas mater domini di Castellanza; l'istituto
neurologico Mondino di Pavia; l'ospedale Pesanti Fenaroli di Alzano Lombardo;
il Santa Orsola Fatebenefratelli di Brescia; il polo ospedaliero di Manerbio.
Un solo bollino è andato all'ospedale Sacra famiglia Fatebenefratelli
di Erba; all'azienda ospedaliera di Desenzano (presidio di Gavardo); all'azienda
ospedaliera di Desenzano del Garda; agli istituti clinici Zucchi di Monza;
al polo ospedaliero di Seregno; all'azienda ospedaliera della Valtellina
e Valchiavenna (presidio di Sandalo).
«Storicamente le posizioni che contano negli ospedali sono sempre
state ricoperte da uomini - dice Luigi Ablondi, direttore generale dell'Ospedale
maggiore di Crema, una delle strutture premiate con 3 bollini - Recentemente
si è assistito ad un'inversione di tendenza, tanto che all'interno
del nostro istituto il direttore sanitario è una donna. Questo
ha portato ad affiancare alla tradizionale attenzione verso il paziente
un punto di vista tipicamente femminile. Il punto più qualificante
per noi è il percorso terapeutico per il tumore della mammella,
che non lascia mai sola la donna». Nel prossimo futuro nell'ospedale
di Crema, 473 posti letto, sono previste campagne di promozione per la
donazione del cordone ombelicale.
Anche il fiore all'occhiello dell'istituto di Rozzano, 713 posti
letto, è un percorso terapeutico che prende in cura la donna dallo
screening alla diagnosi all'intervento medico delle principali patologie
femminili. La particolarità del San Paolo di Milano, 713 posti
letto, sono invece i corsi di accompagnamento alla nascita per le donne
straniere.
IL SOLE 24 ORE, 01-07-09