Cancro alla prostata: un farmaco lo spegne con una
sola dose
Si chiama Ipilimumab, in Italia tra tre anni

Li hanno portati in sala operatoria, i chirurghi hanno inciso e hanno
pensato di aver sbagliato paziente: le cellule cancerose non c’erano
più, il tumore alla prostata da estirpare si era ridotto in maniera
da risultare quasi invisibile. E non erano due malati di cancro alle prime
fasi del carcinoma, erano due pazienti che arrivavano sotto i
ferri praticamente senza speranza, con la sola prospettiva di
guadagnare qualche mese di vita.
Cosa era successo? Era successo che i due avevano assunto una
sola dose di Ipilimumab, un nuovo farmaco che funziona bloccando
il sistema che il tumore usa per rendere inutile il sistema immunitario.
Insomma, il tumore annulla le difese dell’organismo, l’Ipilimumab
annulla il modo in cui il tumore lo fa. «Questo è come
il santo Graal della ricerca sul cancro alla prostata» è stato
il grido di autentica gioia del dottor Eugene Know, l’urologo
che ha diretto il trattamento.
Il tutto è accaduto alla clinica Mayo negli Usa e il quotidiano
inglese The Indipendent lo ha raccontato in prima pagina, con nome e cognome
dei due pazienti: Rodger Nelson e Fructuoso Solano-Revuelta.
La loro storia potrebbe ripetersi ovunque per migliaia, decine e centinaia
di migliaia di altri malati di cancro alla prostata. Un tumore che colpisce buona
parte della popolazione maschile in tutto il mondo dopo i 60
anni. Quello alla prostata è infatti la forma più diffusa
di cancro nell’uomo. Ora sappiamo che l’Ipilimumab funziona
e che potrebbe essere realtà curativa, terapia concreta per i malati
italiani tra tre anni
blitz, 24-06-09