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Cinquanta anni e non
sentirli
Madonna non ha deluso nessuna delle aspettative della
vigilia: ha ballato, ha
cantato (spesso in playback), ha soprattutto stupito con
un concerto spettacolo

di Massimo Angelone
Che cinquanta anni non fossero una età da temere, ma
solo un passaggio anagrafico da festeggiare, lo ha
ricordato a tutte le donne, sabato scorso, la signora
Ciccone alias Madonna, incantando i settantamila giunti
da ogni parte della penisola per assistere all’unica
tappa italiana del suo tour mondiale Sticky & Sweet
Tour.
Come merita solo una regina del pop, Madonna, appare su
un trono dorato circondata da sedici ballerini sudditi,
con in mano un bastone a farle da scettro; e basta un
unico “Ciao Italia” a saldare la cantante con il suo
pubblico, che affolla i concerti da ormai trenta anni.
Da questo momento in poi lo spettacolo-evento non si
interrompe un secondo; è un susseguirsi di emozioni,
attraverso le quali Madonna ripercorre i passaggi della
sua carriera, da Candy Shop brano che fa parte
del suo ultimo cd – Hard Candy-, e filo base del
concerto, ai suoi successi di sempre come Borderline
datato 1984.
È con la sua storia che ama confrontarsi la star: il
tempo passa, ma lei è sempre e sarà la protagonista più
amata, discussa, invidiata. I fantasmi del passato
vengono così abbattuti così come le loro
rappresentazioni sul palco, dalla vergine bianca, fino
all’abito da Material Girl. Un chiaro messaggio
questo alle sue eredi, tra cui la cara amica Britney
Spears apparsa in un video simbolicamente rinchiusa in
un ascensore, a margine della canzone Human Nature
pochi minuti prima.
Madonna non dimentica il suo carattere latino e gitano
(è nipote di immigrati italiani), e così il palco
diventa una festa con tanto di fisarmoniche, violini e
gonne lunghe. In questa atmosfera che la Isla Bonita
e Spanish Lessons coinvolgono il pubblico in
ritmi sempre più veloci mentre scorrono ancora video dai
due schermi laterali e dal grande maxi schermo che
sovrasta il palco.
Ancora un cambio d’abito e di atmosfera per l’ultima
parte del concerto in cui Madonna con un abito super
aderente di Givenchy, che ha curato tutti gli abiti di
scena, canta gli ultimi pezzi da 4 Minutes a
Ray of Light, fino all’inossidabile Like a
Prayer e a Give it 2 me, imbracciando
spesso anche la chitarra elettrica.
Due ore di spettacolo arrivano così a conclusione, ben
23 canzoni eseguite: Madonna lascia l’arena passando
direttamente dal palco all’auto con i vetri oscurati che
la riconduce in albergo. Ma il pubblico è ugualmente
felice: ama la star anche per la sua freddezza e
applaude entusiasta la macchina che esce dallo stadio.
In effetti non c’è nulla del concerto che non abbia
funzionato a livello di immagine e di comunicazione, per
non dire della musica indiscussa padrona della cava
dell’Olimpico. Madonna non ha deluso nessuna delle
aspettative della vigilia: ha ballato, ha cantato
(spesso in playback), ha soprattutto stupito con un
concerto spettacolo meno forte di quello del Confession
tour del 2006, ma più ricco nella sua varietà di
sfumature; ha permesso anche virtuosismi musicali ad
alcuni suoi musicisti, come ad un pianista apparso in
pochi secondi sul palco insieme al suo pianoforte.
Quest’ultimo è solo uno dei rapidi movimenti
scenografici di altissimo livello che ha reso lo
spettacolo eccezionale insieme alla grafica e alle luci.
Hanno trovato posto anche lo scandalo e la discussione
quando ha dedicato Like a Vergin al Papa – “Ama anche
me… Anche io sono figlia di Dio”- così come quando si è
fatta messaggera dell’immagine del candidato democratico
alla casa bianca Barak Obama, immortalato tra i “buoni”
del nostro tempo insieme a Mandela, Madre Teresa, Luther
King, John Kennedy,al contrario di Mc Cain collocato nel
girone dei dannati insieme ai dittatori del nostro
tempo.
Madonna dimostra la sua straordinaria capacità di
arpionare tutti i messaggi della contemporaneità
riuscendo a fiutare ed intercettare tutti i cambiamenti
che l’hanno resa quasi unica nella storia della musica
pop per longevità artistica, e che le hanno permesso di
diventare un’icona per più generazioni e per quel mondo
gay che ha affollato in massa il suo concerto.
Quello che resta è la gioia percepita dal pubblico che
affollava i tornelli di uscita con questa pressante
richiesta alla sua eroina: che il “tic tac”, motivo
conduttore dell’ultimo successo 4 Minutes, sia solo il
tempo che rimane per la realizzazione di un nuovo cd e
di un nuovo tour mondiale. Non c’è riposo per le grandi
star!
09-09-08
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