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Novemila firme per dire «no
alla
chiusura dello stadio San Paolo»
Grande successo per l'iniziativa ideata da Canale9 tv e
lanciata su Internet dal sito Calcionapoli1926. I tifosi
condannano gli atti di teppismo e violenza, ma chiedono
la riapertura delle curve dell'impianto del Napoli

di Marco Liguori
Se a Milano si firma per protestare contro il patron
rossonero Berlusconi, a Napoli si sottoscrive un appello
sul web per evitare la chiusura del "tempio" calcistico
di Fuorigrotta. La petizione "No alla chiusura del San
Paolo", reperibile sul link
http://www.firmiamo.it/noallachiusuradelsanpaolo,
sta per raggiungere quota 9mila sigle: per la precisione
8966. Si prevede che sarà bruciato in tempi brevi il
prossimo obiettivo delle 10mila sottoscrizioni. Il
consistente risultato è stato raggiunto in soli 13
giorni, sull'onda della chiusura delle curve dello
stadio azzurro disposta dalla giustizia sportiva: molti
tifosi temevano che l'inibizione potesse essere estesa
all'intero impianto, probabilmente decisa dagli
organismi del ministero dell'Interno (Osservatorio sulle
manifestazioni sportive e Casms). Così è nata questa
iniziativa, molto apprezzata dai sostenitori partenopei,
ideata dalla redazione del sito 9online.it e dalla
redazione de "Tutti in Campo" dell'emittente napoletana
Canale 9
e lanciata su Internet dal sito
Calcionapoli1926. Probabilmente le firme potrebbero
essere in seguito presentate alla società per dimostrare
il sostegno del suo pubblico, ma anche presso le
autorità calcistiche e statali.
Le firme sul sito sono spesso accompagnate anche da
commenti di diversi tifosi. Oltre al ricorrente «forza
Napoli» ce ne sono anche altri molto gustosi e salaci.
«Il San Paolo non si tocca» scrive Ezio Barone da Bacoli.
«Sono un tifoso del Napoli "pulito", perché devo stare a
casa a guardare la tv - si chiede Silvio Luise - quando
ho lo stadio della mia città a due passi da casa mia,
non trovo giusto perdermi Fiorentina, Palermo e i nostri
amici juventini, con tanto di abbonamento?». Ci sono
anche condanne nette degli episodi di violenza, come
quella di Antonio Liguori da Sant'Antimo: «Che il calcio
trionfi e che gli idioti se ne stiano a casa».
Apprezzamento per l'iniziativa arriva anche da
sostenitori di altre squadre. «Pur non essendo una
tifosa del Napoli, mi sento comunque coinvolta - spiega
Francesca74 da Bari - perchè si sta portando la
Federazione calcio a estremi davvero impossibili per il
vero tifoso appassionato. Non penso che la chiusura
dello stadio risolverà la cosa». Tre tifosi protestano
vivacemente per la chiusura delle curve. Ivan Russo da
Volla: «Deluso, ancora una volta paghiamo delle assurde
conseguenze!!! Tra tanti sacrifici anche quest'anno mi
sono comprato l'abbonamento in curva B, spero solo che
il nostro presidente riesca nel tutelare chi va allo
stadio per incitare serenamente il Napoli». Sulla stessa
lunghezza d'onda anche Emanuela Iavarone da Pomigliano
d'Arco: «La chiamano giustizia ma così non è. Sono
abbonata da quattro anni e non è la prima volta che sono
costretta a vedere la partita da casa, trattata da
delinquente e privata di una giornata di gioia. Tutto
questo non ha prezzo! De Laurentiis non mollare». Infine
Carmine Gramanzini di Casoria: «Non si puo accettare di
chiudere 2 curve del Napoli da 22.000 spettatori solo
per alcuni presunti tifosi(anche se non lo sono)».
IL PALLONE IN CONFUSIONE, 13-09-08
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