di L.P.
Lo aveva scritto negli anni Settanta. Ma, lui stesso, lo considerava troppo scandaloso e pettegolo per spenderci il proprio nome. Aveva preferito uno pseudonimo femminile, Guia.
Ora Cesare Lanza, 65 anni, deus ex machina di Buona domenica, lo ha riveduto e rimandato in stampa.
Firmandolo col vero nome. «Allora ero direttore del Corriere d’Informazione, lo trovavo inopportuno»,
dice: «Ora faccio l’autore tv. E ruolo ed età mi permettono di parlare senza censure».
E in quanto a pudori, sono ben lontani dalla protagonista di Caldo argento (in uscita per Armando Curcio). Silvia, donna di fascino e agée che non ha perso in sensualità e gusto di fare l’amore, fino al “limite”. La signora sostiene che «un buon flirt risolve la vita». Ama ripetere «sono la tua puttanina» allo storico amante. È la matrigna di un terrorista per cui prova attrazione fisica e madre di una “fighetta bene”, fidanzata di un giornalista con cui Silvia ha un amplesso nel palco della Scala durante il Magnificat di Krzysztof Penderecki. Avviene tutto nell’autunno del ’77. Anche Silvia è un nome falso. E chi ha vissuto la «Milano decadente e modaiola dove essere di sinistra era un vezzo» l’ha incontrata.
Corriere Magazine, 02-05-08