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SI' AL TEST DI SANITA'
MENTALE
MA ANCHE PER PSICHIATRI, PER TUTTI

di Cesare Lanza
Mi scrive Domenico Mazzullo. "Caro Cesare, leggo
sulla stampa che ha suscitato subito un grande
clamore e un prevedibile sdegno la proposta di
Berlusconi di sottoporre i pubblici ministeri ad un
test periodico di sanità mentale.
Al di là ed al di sopra delle possibili
intenzionalità politiche della dichiarazione, sulle
quali non entro in merito, tenendo però conto che la
stessa proposta era stata avanzata, sempre da
Berlusconi, quando era Capo del Governo, non
comprendo lo sdegno e lo stupore che la stessa
proposta ha suscitato e nello specifico
dell'onorevole Di Pietro ex magistrato, prima di
divenire uomo politico.
Come psichiatra la richiesta mi sembra, ripeto al di
fuori di intenzionalità politiche, molto saggia e
corretta, con la dovuta precisazione però che io
estenderei il test a tutti gli esercenti di
professioni che comportano responsabilità e poteri
istituzionali nei confronti degli altri.
Per dovere professionale e per conoscenza delle
problematiche e delle responsabilità specifiche,
pongo al primo posto nella gerarchia della necessità
e opportunità del test, i medici tutti e nello
specifico proprio gli psichiatri al completo, cui
spetta per professione la responsabilità di
verificare la sanità mentale, o la eventuale
malattia di altri.
Quando, molti anni addietro, mi sono laureato in
Medicina e subito dopo ho sostenuto l'Esame di Stato
per essere abilitato all' esercizio della
professione di medico, mi sono enormemente stupito
nel constatare che, al di fuori di una specifica
attenzione a verificare le mie conoscenze in ambito
medico, non vi fosse stata nessuna altrettanto
coscienziosa verifica della mia salute mentale,
nonchè del mio equilibrio psicologico, requisito
indispensabile per svolgere con coscienza una
professione di tale responsabilità nei confronti
degli altri. Identico discorso quando ho conseguito
la specializzazione in Psichiatria.
Per questo motivo mi sembra utilissimo, più che
legittimo e doveroso, sottoporre i medici, ma anche
i magistrati cui spetta il gravissimo compito di
giudicare, ma anche la podestà di privare della
libertà personale i cittadini, gli insegnanti, cui
spetta l'altrettanto gravissimo compito di educare e
formare le coscienze dei giovani, e tutti gli
esercenti di professioni che comportano
responsabilità e poteri istituzionali nei confronti
degli altri, ad una valutazione della loro sanità
mentale.
Mi chiedo perchè questa valutazione sia una prassi
di legge quando si richiede il porto d'armi e non
dovrebbe essere altrettanto obbligatoria quando si
esercitano professioni che, per la loro specifica
responsabilità, possono essere, ove affidate a
persone prive del necessario equilibrio psichico,
molto più pericolose di un'arma vera e propria.
Conscio di sollevare un gravoso problema.
d.mazzullo@tiscali.it " RISPONDO: concordo
pienamente e propongo il test anche per i
giornalisti. Per tutti coloro da cui possa dipendere
il destino o la dignità di una persona.
cesare@lamescolanza.com
12-04-2008



