Vi dirò chi ha fatto e disfatto la tv
Cesare Lanza, capo degli autori di
Buona domenica,
prepara un libro verità sulla televisione in Italia.
Promuove Paola Perego a pieni voti e sul futuro dice:
“Sanremo? Non so, ma so che soltanto Paolo Bonolis può farlo
risorgere”

di Massimo Maffei
Caro Cesare Lanza, sappiamo che lei sta preparando
un nuovo exploit a sorpresa. Lei è un autore televisivo di
successo, ha scomposto e ricomposto la “Buona domenica” di
Paola Perego riportandola a un’affermazione non più
discutibile… e abbiamo saputo che sta per uscire un romanzo
dal titolo insolito in cui, ancora una volta, lei rischia
forte e affronta senza timori apparenti i giudizi di
pubblico e critica con una nuova identità. Con il titolo
“Caldo argento”, una storia cruda, forte, non escluso un
intrigante erotismo, secondo indiscrezioni.
“Vero. Vero che sta per uscire, a fine mese primi di maggio,
questo romanzo, pubblicato da Armando Curcio editore. Nasce
da una cosa che avevo scritto trent’anni fa e che ho
riscritto, con aggiustamenti soprattutto stilistici”.
Ecco, sono passati trent’anni. È lei, “caldo
argento”?
“Ci sono tracce autobiografiche, ma non è una storia
autobiografica. All’epoca avevo poco più di trent’anni,
dirigevo il “Corriere d’Informazione”. L’argento si
riferisce al colore dei capelli della protagonista, una
donna matura, con due figli adulti, libera di mente: le
piace l’amore, ha un amante, non si nega a curiosità. La
storia è ambientata a Milano, nella cornice tenebrosa e
inquieta di una città segnata dal terrorismo, dai rapimenti,
dalla crisi economica e tuttavia ebbra di vita e desiderosa
di apparire ancor più che esistere, tra ricevimenti, prime
alla Scala, chiacchiere estenuanti di politica, vezzi di
moda… Contraddizioni, ambiguità, decadenza”.
E perché non lo pubblicò, allora?
“Dirigevo un giornale importante, non mi sembrava opportuno.
E poi c’erano riferimenti trasparenti a persone e situazioni
reali, vere o verosimili”.
E oggi, come autore televisivo, s’infischia di
eventuali inopportunità?
“Sono vecchio… Sono passati trent’anni! E il lavoro che
svolgo adesso è più aperto, giocoso, prevale l’ironia.”
Ne parleremo. Si è saputo che ci sono due situazioni
molto scabrose, nel libro: un capitolo che racconta un amore
filiale al limite dell’incesto; e una scena di amore
all’interno di un palco della Scala, accompagnato dalla
musica… Riferimenti con la realtà?
“Con l’incesto, niente. Lo spunto nasce dal fatto che sono
attirato dalla voglia di sfiorare e affrontare qualsiasi
tabù. Nient’altro. Quanto all’amore nel palco della Scala,
non voglio proprio dire nulla di più!”.
Torniamo al suo lavoro: la tv. Un bilancio di fine
stagione?
“Eccellente. L’editore, Mediaset, ci aveva chiesto di
modificare l’identità di “Buona domenica” anche a rischio di
perdere una percentuale di ascolti. Cambiare un programma è
assai più difficile che farne uno nuovo, ma ci siamo
riusciti. Grazie alla strepitosa dedizione di Paola Perego e
all’impegno intelligente, compatto dei miei colleghi autori:
Gianfranco Scancarello, Stefano Jurgens, Marco Salvati,
Silvia Zavattini, Marco Luci, Mirko Setaro.”
Ma cosa c’è alla radice del nuovo successo?
“A mio parere, il pubblico si è affezionato a un impianto
che gli abbiamo tenacemente proposto, cercando di migliorare
settimana per settimana: nella prima ora un talk riferito
all’attualità, al malessere di un Paese precipitato agli
ultimi posti nelle classifiche europee. A seguire uno spazio
per i minorenni, poi un paio d’ore di intrattenimento
leggero, comici, divertimento. Poi interviste e
contrapposizioni tra personaggi di attualità (nelle ultime
settimane i ragazzi del Grande Fratello) o riproposta di
personaggi femminili, memorabili, dello show-system che fu,
da Sandra Milo a Isabella Biagini a Minnie Minoprio… Infine,
un nuovo format, “Le due sponde”, in cui si discute senza
chiasso e senza strepiti, con oratori che debbono esprimersi
in tempi rigidi; e il pubblico da casa, attraverso il
televoto, decide alla fine a quale opinionista attribuire la
supremazia.
Un giudizio veloce sul cast?
“Bettarini, un fanciullone che farà molta strada, se si
lascerà guidare. La Gregoraci è emersa, come avevo previsto.
Sara Varone, bellezza indiscutibile. Carmen Russo,
intramontabile. Iva Zanicchi, sempre trascinante, popolare.
Beppe Braida, simpaticamente riottoso, non vuole quasi più
fare il comico (peccato!). Mi dispiace di non aver trovato
maggior spazio per Gino Cogliandro, ottimo professionista.
Bravi i due registi, Roberto Cenci prima e Maurizio
Spagliardi nella fase finale della stagione.”
E Bonolis?
“Ha giganteggiato in Ciao Darwin e ha consolidato il
successo del “Senso della vita”, riconfermando le due anime
importanti di Paolino, la prima è comica, la seconda è la
capacità di approfondimento, a costo di sacrificare
l’audience più facile. Un campione.”
Paola Perego, in quattro parole?
“Nessuno (nessuna), come lei. Parlano i numeri.”
Parteciperà al Festival di Sanremo con Bonolis?
“Ho letto sui giornali, Paolo non mi ha detto nulla né ho
chiesto. Posso dire che nel 2005 abbiamo lasciato il segno e
che solo Paolo, con qualsiasi autore, può rilanciare il
Festival, con ventate di energia e novità”.
Una chicca autorale di questa stagione?
"Sonia Bruganelli, moglie di Bonolis, ha avuto una buona
idea: "La prima volta" di eventi importanti nella vita, la
prima volta che un vecchio ha visto il mare, la prima volta
che una ginecologa ha fatto nascere un bambino.,, Pochi
minuti nel Senso della vita. Ma potrebbe essere il format di
un programma, con un racconto adeguato. Sonia, se volesse,
sarebbe una forte autrice".
Ce l’ha, un vero amico, nel mondo dello spettacolo?
"Lucio Presta, anche al di fuori del lavoro. È il fratello
minore che non ho avuto. Molto diverso dall'immagine che i
suoi nemici vogliono dare di lui…".
A proposito di nemici…
"Non so. Forse non siamo simpatici perché abbiamo carattere
e non ci arruffianiamo con nessuno. I nemici ci sono: ad
esempio quei pochi giornalisti, che si ostinano (a mio
parere per interessi diversi dalla critica) ad attribuire
un'identità trash a Buona domenica".
Ma lei provoca. Dice che il Grande Fratello, ad
esempio, è neorealismo puro.
"Confermo. Mi dispiace per chi non lo capisce. Vista corta,
cecità."
Quando vedremo il suo film "La perfezionista"?
"Abbiamo ceduto i diritti per la televisione. Ma, prima,
siamo in lizza per qualche festival e usciremo i n sala, sia
pure con difficoltà, perché il film è crudo, disperato".
Di che cosa è orgoglioso?
"Della mia rivista "L'attimo fuggente": una nicchia per i
pochi liberali superstiti, uomini senza appartenenze".
Cosa progetta?
"Un faticosissimo libro sulla televisione che uscirà a
settembre: i personaggi che hanno fatto e disfatto il video
in Italia… Critici compresi!".
E basta?
"Irrobustire il mio sito www.lamescolanza.com e sto pensando
a un'Accademia: l'età incombe, mi piacerebbe dedicarmi ai
giovani. Su giornalismo, televisione, recitazione, cinema…
insomma su informazione e spettacolo."
Lei ripete spesso che è vecchio. È un vezzo?
"Forse. Pensi che io non dico mai: quando morirò. Dico: se
morirò. Perché non è detto che muoia. Per legge di
probabilità, qualcuno potrebbe restare vivo in eterno. E non
potrei essere io? Tutto ciò che faccio è un tentativo di
sfuggire alla noia. Che è un veleno mortale".
RADIOCORRIERE TV, 22-04-08