Ritratti conduttori, presentatori, belle donne, giornalisti: una galleria di bei nomi, un elenco di personaggi dalla a alla zeta raccontati senza reticenze. fra indiscrezioni, confidenze e interviste maliziose
VELENI D'AUTORE LANZA RACCONTA L'ITALIA CHE APPARE IN TV
Indiscrezioni, confidenze,veleni: un grande affresco in ordine alfabetico, dalla A alla Z, degli italiani che guidano i media e appaiono in tv. In Il Lanzachenecco (Aliberti editore) Cesare Lanza, giornalista, scrittore e autore televisivo, dà il meglio di sé. Come dimostrano i cinque profili scelti da Panorama nella sua galleria di personaggi



di CESARE LANZA


Giulio Andreotti

Della volpe intramontabile ricordo un episodio straordinario. Una volta, per il mensile Capital, mi proposi di raccogliere alcune risposte a questa domanda lieve e (spero) divertente, studiata per curiosare sugli aspetti meno conosciuti della personalità dei miei intervistati: “Che cosa proprio non le si può chiedere di fare, che cosa non è assolutamente capace di fare?”. Avevo ben specificato che intendevo riferirmi a incapacità di ordine materiale, non spirituale. Ad Andreotti avevo inviato la domanda via fax il mattino di una fatale domenica in cui, poi, si sarebbe appreso della condanna a 24 anni inflittagli dal tribunale di Perugia per il delitto Pecorelli (la vicenda processuale successivamente si concluse felicemente). Avevo spedito la domanda senza immaginare la tempesta che entro poche ore gli sarebbe piombata addosso, con l'inevitabile assalto di giornali e televisioni. Ma ecco che il mattino dopo, lunedì alle 7 e mezzo, puntuale e precisa ricevevo la risposta di Andreotti, insieme con i suoi gentili saluti: “Quasi tutto - o forse tutto - quel che è tecnica applicata”. Con tutto ciò che era successo, aveva trovato non solo il tempo, ma anche e soprattutto la serenità di mente per rispondere alla mia utilità... Incredibile, vero? Ma è vero anche che ci sono mille modi, anche minimi, per dimostrare di possedere un fortissimo temperamento.

Monica Bellucci

Mi ha detto di sé che si considera “selvaggia, passionale, fatalmente attratta dall'umanità di uomini e donne”. È stata giudicata, in un sondaggio, la donna più bella del mondo. Segno astrologico Bilancia, nativa di Città di Castello, laureata mancata in legge, da molti anni, almeno dal 1989, è famosa: prima come top model, poi come attrice. Una volta le chiesi di provare a fare un bilancio della sua carriera, ma si negò: “Una cosa sola è certa, nel mio lavoro, proprio questa: l'impossibilità di fare un bilancio vero. Perché un film va bene, un altro male”. (...) La invitammo per una intervista al Senso della vita, il programma di Paolo Bonolis su Canale 5: l'accolsi come una dea e fui lusingato e conquistato dalla sua affettuosità. Prima che cominciasse la registrazione, mi chiamò vicino a lei con un gesto di semplice complicità, mi chiese non ricordo quale consiglio. Be’, non potrò dimenticare la morbidezza con cui mi sussurrava all'orecchio parole prive di importanza. Pensai: se dovessi scegliere un simbolo femminile della seduzione, la donna che riesce a incantarti con un'occhiata, non avrei molti dubbi. È Monica: più di tutte, Monica.

Franco Califano

Un mito per molti, anche per me. Un peccatore non pentito, un seduttore che mai ha fatto mistero del proprio libertinaggio, un uomo coraggioso che ha pagato di persona. (...) Ci siamo incontrati poche volte, in occasione di sue interviste ai programmi tv di cui mi sono occupato: c'è simpatia istintiva, ci riconosciamo a pelle, non fosse altro che per l'amore e per il rispetto che portiamo alle donne.

Ezio Mauro

Quando Ezio Mauro, direttore di Repubblica, mi ricevette nel suo ufficio di Roma allora in piazza Indipendenza, mi mostrò subito il bel supplemento preparato per il venticinquesimo compleanno (14 gennaio 2001) del suo giornale. Piemontese, schivo, Mauro appare raramente, e forse malvolentieri, in pubblico. Era al quinto anno di direzione del prestigioso quotidiano legato, forse indelebilmente, all'immagine del fondatore, Eugenio Scalfari (Dalla teocrazia alla democrazia disse scherzando, ma non troppo: “Con Eugenio abbiamo un bellissimo rapporto e certo non era previsto per contratto”). Prima, Mauro aveva diretto La Stampa, arrivando a vendere 426 mila copie, un record per il giornale degli Agnelli. In una città seduttiva e tentatrice come Roma, sei considerato anche un personaggio atipico, originale, perché non frequenti i salotti. Mai. È così? “Vero. Al massimo sono andato qualche volta in casa Scalari”. Scelta di vita? “Era così anche a Torino. Quando andai via, Agnelli mi chiese quante volte in tanti anni avessi partecipato a un ricevimento. Quattro, risposi. Anzi, no: tre”. Scusa l'insistenza: perché? “Uno dev'essere giudicato per il lavoro che fa. Quello che sei lo vedi dal giornale che fai. E gli amici diventano quelli con cui lavori, con cui godi e patisci per una notizia in più, una notizia in meno...”. E dunque per te il lavoro è tutto? “È l'identità. E il giornale è il tuo mondo. Anche un'avventura culturale, un modo di giocare: con i colleghi si scherza, ci si diverte. Misurando di continuo la bella scrittura e la buona lettura. Leggi un articolo e capisci subito dall'odore, dalle prime righe, se è buono o no. Altro che salotti!”. Visto il curriculum, cosa scriviamo sul biglietto da visita? Ezio Mauro, direttore? “Preferirei Ezio Mauro, giornalista. Mi piace dirigere un giornale. Ma mi sono divertito molto anche nei primi anni alla Gazzetta del popolo e in quelli da corrispondente a Mosca e da inviato, quando il mondo cambiava sotto i nostri occhi. Andare, guardare, raccontare...”.

Raimondo Vianello

Ricordo una partita di calcio, quando ero giovanissimo, tra giornalisti e personaggi dello spettacolo... Raimondo picchiava come un martello, appassionandosi al risultato, insignificante, della sfida. Vent'anni dopo glielo ricordai, durante la pubblicità, e lui, compiaciuto, mi sollecitò a parlarne, quando tornammo in diretta. (...) Adoro il suo stile lieve e ironico con cui riesce, garbatamente, a divertire: come nella serata del Telegatto 2002, quando fu premiato per il suo compleanno. Un momento emozionante, una standing ovation. “Sono un po’ frastornato”, commentò “è la prima volta che compio ottant'anni”.

PANORAMA 13-07-07