Il salotto di Pulcinella   

INTERVISTA A CESARE LANZA

di  Alessandro Coppi

 

 

E’ tra i pochi, in Italia, a cui la definizione di “tuttologo” calza proprio a pennello. Giornalista, direttore di vari quotidiani (dal “Secolo XIX” a “La Notte”), scrittore, opinionista, autore televisivo (da “Domenica in” di cui ha firmato ben sette edizioni, al “Festival di Sanremo”, da “Buona Domenica” al “Senso della vita”), il nostro Cesare Lanza, è onnipresente in ogni settore della comunicazione e non smette mai di far parlare di sé nel bene e nel male. E ha ancora tante cose da svelarci l’intraprendente guru dei media…

 

Cesare, non mi dire che da giovane volevi fare il "tuttologo"?

No, volevo fare il giornalista. Ho cominciato a quattordici anni e già a ventotto anni ho diretto il mio primo giornale il “Secolo XIX”. Per l’esattezza ero il vice direttore esecutivo in quanto il direttore era l’editore Alessandro Perrone che era anche l’editore e il direttore de “Il Messaggero” di Roma e stava quasi sempre nella capitale dalla quale mi dava giusto gli indirizzi editoriali, ma il giornale di fatto lo facevo io. Devo ammettere che non pensavo di arrivare alla televisione, semmai al cinema di cui ho un chiodo fisso da sempre.

 

Hai un tuo punto di riferimento, un maestro. Insomma ti sei ispirato a qualcuno nella tua carriera?

Riferimento per tutti quelli della mia generazione sicuramente Montanelli. Però  ho avuto anche la fortuna di incontrare da ragazzo due grandi direttori, l’uno Antonio Ghirelli e l’altro  Piero Ottone.

 

Dammi un tuo parere su: televisione, cinema, teatro e giornalismo  in Italia.

Se vuoi una battutaccia sarcastica bastano due parole: è tutto una finzione! Se ti interessa un parere più approfondito, ti dico che nella televisione e  nel cinema i migliori sono spesso incompresi. Inoltre nella televisione siamo molto indietro rispetto agli americani ma abbastanza avanti in Europa. Per quanto riguarda il giornalismo devo ammettere che non esiste più un giornalismo indipendente in quanto tutti i giornali sono in mano a potentati che dettano i propri interessi tenendo per ultimi quelli editoriali. Nel teatro, vedo bene  Proietti e Dario Fo ma  ci sono anche due casi particolari: quello di Beppe Grillo che è un teatro di denuncia  e quello di Roberto Benigni che io adoro, considero un genio assoluto, ed è il mio premio Nobel personale perché spero e ne sono convinto che gliene diano uno per la grandiosa opera di divulgazione che sta facendo di Dante e della “Divina Commedia”.

 

Quale è, secondo te, il trash in tv?

Trash è quella parola sgangherata che è venuta di moda e che chiunque può citare per attaccare o per difendersi. Mi viene in mente  la famosa battuta del film “Forrest Gump”: “stupido è chi stupido fa”. Il trash, secondo me,  più o meno è questo: è quello degli autori che dicono che altri fanno trash. Mi spiego meglio. Se c’è una scena di nudo o di volgarità ci sono quelli che hanno il coraggio di mandarla in onda, poi ci sono un infinità di programmi che con il protesto di discuterne, di moralizzare, di aprire un dibattito sull’argomento, la fanno rivedere cento volte in modo da poterne avere un  beneficio di ascolti. Come è successo a me di recente nel programma di Gad Lerner “L’Infedele” in cui mi sono trovato sottoprocesso per fare trash e poi Lerner,  per aumentare i suoi ascolti, che difatti, grazie a me, raddoppiò, non faceva altro durante il programma che mandare in onda scene di nudi  prendendo dal cinema, dal teatro, da qualsiasi cosa, non solo dalla televisione, pur di poter attaccare la tv trash. Un espediente per fare ascolti. La stessa cosa fa Giletti con l’aria di scandalizzarsi, come anche Mentana in “Matrix” e Bruno Vespa a “Porta a Porta”: aprono il dibattito sul trash e  poi minuti, minuti e minuti di immagini di cosiddetto trash per condannarlo, discuterlo e criticarlo ma intanto lo mandano in onda e aumentano gli ascolti…

 

Lanza autore televisivo: il personaggio con cui  ti sei trovato più in sintonia nel lavoro, quello con cui ti piacerebbe collaborare in futuro e quello con cui non vorresti mai più lavorare.

Quelli con cui mi piacerebbe lavorare sono: in primis Benigni, seguito da Celentano e Fiorello. Purtroppo sono rarissime  le loro apparizioni televisive. Quelli con cui mi sono trovato bene sono  Paolo Bonolis da “Domenica in” fino al “Festival di Sanremo”, e Paola Perego che è molto molto disciplinata e sembra, anche se è giovane, della vecchia scuola in quanto vuole provare, studiare, si applica. E’ molto determinata e umile. Quello con cui non vorrei mai più lavorare è sicuramente Claudio Lippi che ho avuto a “Domenica in” e poi a “Buona Domenica”. A prescindere dalle idee diverse, io sono un liberale e rispetto quelle degli altri, Lippi non si è comportato in maniera corretta e ortodossa.

 

Sempre dal punto di vista di autore : il tuo programma preferito o che avresti voluto firmare o che eventualmente ti piacerebbe realizzare.

Mi piacerebbe fare un programma di trasgressione assoluta o quasi, o comunque un programma fatto di libertà in cui chiunque potesse parlare. Ho provato a farlo con il Ring (a “Buona Domenica”, ndr) ma poi mi sono trovato di fronte a mille ostacoli e condizionamenti. Quindi sognerei una televisione che mi permettesse di fare il mio Ring oppure, più sofisticamente, si potrebbe chiamare “Hyde park corner” con riferimento all’angolo in cui gli inglesi  di qualsiasi livello si radunano e ognuno dice liberamente quello che vuole o  crede davanti a una folla di gente.

 

Nel tuo sito (www.lamescolanza.com)  tratti di tutto e di più: dalle faccende di palazzo allo sport al gossip. Una tua opinione sulla tanto gettonata e sfruttata dai media, vicenda di Vallettopoli e Ricattopoli.

Penso che ci siano esagerazioni e che cose di questo tipo nella storia sono sempre esistite, dagli antichi greci ai romani e via via nelle tradizioni recenti e sono più o meno sommerse o esplose…

Inoltre bisogna evidenziare che non è un fenomeno tipico solo del mondo dello spettacolo ma  di qualsiasi settore di lavoro. Certamente nello spettacolo fa più notizia in quanto i personaggi sono conosciuti.  Il problema è distinguere bene tra ciò che è reato e penalmente punibile in termini di legge e ciò che, invece, è quello che fa più godere le masse che è il  gossip, l’indiscrezione, la chiacchiera che però  bisogna vedere se è autentica e vera. Tra le centinaia di cose che abbiamo seguito esemplare è la dichiarazione lapidaria  attribuita da alcuni giornali a Aida Yespica: “Io vado a letto con chi voglio! Punto...”. Insomma, bisogna stabilire dove finisce la vita privata, dove c’è una estorsione o un ricatto e il reato. Diverso è il caso di Sircana e qui do ragione a Belpietro (direttore de “Il giornale”, ndr): nel momento in cui tu rappresenti il governo, che è la massima autorità operativa del paese, non puoi andare in giro e fare quello che vuoi. Se sei invece uno scrittore, un attore, un calciatore e in questo caso rappresenti solo te stesso,  puoi  fare quello che vuoi, anche andare  con i trans in strada.

 

Vedi nel panorama di oggi un tuo erede o deve ancora nascere?

Non sono così presuntuoso da poter dire “eredi”, ci mancherebbe… Per rispondere alla tua domanda posso dirti chi apprezzo di più tra i giovani autori. Sono due persone  con cui lavoro : Sergio Rubino e Silvia Zavattini. Un talento esplosivo, invece, è una giornalista che ormai da qualche anno è il mio braccio destro,  Rachele Zinzocchi.

 

Ora ti devo fare una domanda che è di rituale in questo spazio dedicato alle  interviste ai vari personaggi dello spettacolo, della cultura e dell’economia, che incontro periodicamente. Essendo questo un giornale prettamente legato alla cultura e alla gente partenopea, volevo sapere se hai mai avuto rapporti con questa splendida regione e la sua gente.

Ho collaborato quando non avevo neanche venti anni a un giornale sofisticatissimo di Napoli, una rivista di cultura che si chiamava “Nord e Sud” di Francesco Compagna. Una rivista di area repubblicana libertaria, dove esordii con un saggio sulla necessità di istituire l’università in Calabria, la mia regione, e modestamente posso dire di aver dato il mio piccolo contributo poiché dopo qualche anno l’università fu istituita. Questa rivista ai giovani non dice nulla ma per gli addetti ai lavori è stata importantissima. E’ stata una delle mie soddisfazioni più grandi…

 

Per concludere volevo parlare dei tuoi progetti per il futuro, insomma, se ci anticipi qualcosa su quello che farai o se hai qualche cosa di esclusivo da confidare ai  nostri lettori.

Siccome sono arrivato alla mia tenera età senza mai riuscire a realizzare una cosa  nel cinema, mi produrrò con soldi miei, a basso costo, un film di cui ho scritto già il soggetto e sto scrivendo la sceneggiatura e anche la regia sarà mia. Spero di riuscire a fare una cosa che dalla A alla Z  rispecchi le mie buone o cattive intenzioni di partenza. Se poi avrà successo, bene, se no ne farò un dvd da regalare agli amici a Natale. A proposito, un’altra iniziativa importante è l’uscita a maggio della mia rivista “L’attimo fuggente” che è aperta a tutti coloro che hanno uno spirito libero e vivono senza schematismi, pregiudizi e sono al di sopra di ogni appartenenza politica. (per saperne di più, vedi www.lamescolanza.com)

 

http://blog.myspace.com/alessandro_coppi

" Napoli è" e "A 20" 9-4-07