Quando bastavano un rimborso
e una stretta di mano

«Un tempo le cose erano più semplici.
L'intervista che Paolo Bonolis ha fatto per Domenica in
al
pluriomicida Donato Bilancia non
l'abbiamo pagata. Ed è successo solo 3 anni fa» racconta
Cesare
Lanza, oggi autore di Buona domenica
e giornalista. «Anche con Monica Lewinsky è andata più o
meno nello stesso modo. Lei aveva
chiesto un rimborso spese per il viaggio dagli Stati
Uniti e
l'albergo. L'intervista poi non andò
in onda perché la Rai preferì evitare». Oggi però le
cose vanno
diversamente. «Prima trattavamo con
gli avvocati, oggi per avere un personaggio in studio la
produzione parla con il manager. Che
spesso vuole stabilire modi e tempi». La pensa come lui
il
direttore di Oggi Pino Belleri.
«Ricordo un caso che risale ai primi anni Novanta.
Lavoravo a Visto e
un giovane collega seguiva il caso di
Maria Luigia Redoli, detta la Circe della Versilia. Il
giornalista
aveva creato un tale rapporto di
fiducia con l'avvocato della donna che si fece
promettere la prima
intervista in cambio di una somma di
denaro irrisoria, circa 1 milione di lire. Redoli fu
assolta in primo
grado e quell'intervista assunse un
valore molto alto. Eppure, l'avvocato mantenne la
promessa. È
come se
scoprissimo che Amanda Knox, l'indagata del delitto di
Perugia, è innocente. La sua prima
intervista oggi vale circa 50 mila
euro». Li pagherebbe? «Vorrei dire di no, ma non ci
riesco». È
sincero anche l'ex vicedirettore di
Novella 2000, Santi Urso. «Nel 1990 avevamo fiutato che
Totò
Schillaci sarebbe diventato il
personaggio dell'anno. Ci mettemmo in contatto con la
moglie e
instaurammo un rapporto di fiducia
tale che lei, non appena ebbe il primo figlio, volle
fare con noi un
servizio fotografico esclusivo. Era
bastata la parola data e 500 mila lire. Un altro
episodio è quello
legato
al bandito Luciano Lutring. Negli anni Settanta lavoravo
a Bolero, direttore Sandro Mayer,
talent scout dei personaggi di
cronaca di successo. Dopo aver ottenuto la grazia, l'ex
bandito venne
ingaggiato dalla rivista per posare
come protagonista di una serie di fotoromanzi, in cui
avrebbe
interpretato se stesso. Ci fu una
trattativa economica perché l'ex bandito si prestò a
posare come un
vero artista, riscotendo un
grandissimo successo e facendo salire alle stelle le
copie di Bolero.
Lutring rimase sempre legato a Sandro
Mayer. Solo per una stretta di mano».
PANORAMA, 14-12-07