Caro Direttore,
la violenza,
che sconfina nel terrorismo, a cui abbiamo assistito
domenica 11 con l'inaudito attacco a Roma alla caserma
della polizia, è figlia di una orribile cultura e di
un perverso principio - che si riversano, con conseguenze
incendiarie, nel viziatissimo mondo del calcio. Una
malacultura che si può sintetizzare così: importante
è vincere, conta solo vincere, e per vincere qualsiasi
mezzo è valido. La mia proposta è semplice: per legge,
si istituisca uno speciale scudetto per i campionati
di calcio, a cominciare da quello di serie A. Lo scudetto
per il fair play, per la correttezza. E non è un'idea,
il cielo meno guardi, buonista. Lo scudetto dovrebbe
essere importante e desiderabile, non solo per il prestigio,
ma per la concretezza: in primo luogo, sempre per legge,
grazie a un particolare, ingente premio previsto e stanziato
dalla Lega calcio, e da un ulteriore riconoscimento,
oltre a quelli già eventualmente ottenuti, per la divisione
dei diritti televisivi. Inoltre la squadra del club
che avrà vinto lo scudetto del fair play conquisterà
il diritto di battersi con la squadra del club che avrà
vinto lo scudetto tradizionale o, se le cose coincidessero,
con la seconda classificata; nonché, con gli stessi
criteri, il diritto a misurarsi con la vincente della
Coppa Italia, per l'aggiudicazione di un premio ufficiale,
e infine avrà diritto a una quota degli incassi (pubblico
allo stadio e diritti televisivi) anche per queste manifestazioni.
Il governo potrebbe introdurre nel calendario una giornata
(non festiva! di feste ne abbiamo fin troppe) dedicata
al fair play e alla buona educazione nello sport, con
una serie di iniziative - anche nelle scuole e nelle
università - che rafforzino questi perduti, o forse
mai esistiti, valori. Alla determinazione della classifica
e dello scudetto potrebbe provvedere una giuria formata
dai presidenti del Coni e della Lega e dai direttori
delle principali testate giornalistiche italiane, o
da un comitato di saggi, se ancora ne esistono in questo
Paese. Si procederà con punteggi attribuiti ai rigori,
alle espulsioni, alle ammonizioni, alle scorrettezze
in campo, ma anche ai comportamenti fuori campo, dai
gestacci insolenti alle interviste violente e comunque
ai comportamenti sportivamente e civicamente inopportuni.
La giuria dovrebbe avere il diritto di intervenire con
squalifiche o contestazioni e ammonizioni, al di là
delle sentenze del giudica sportivo. È un sogno? Dimmi
di no, caro direttore, e aiutami a lanciare e riproporre
questa campagna, se la consideri giusta e positiva,
costruttiva. Dunque, ti chiedo: si può fare qualcosa
di concreto, finalmente? Gli ultrà violenti, ricattatori,
terroristi vengano giudicati e condannati in modo esemplare;
il poliziotto che ha, secondo l'accusa, sparato avventatamente,
venga giudicato e adeguatamente punito... Ma sappiamo
bene che tutto sarà inutile, se in questo confuso Paese,
mal governato, con Istituzioni inesistenti o allo sfascio,
non si riuscirà a diffondere valori diversi, educativi,
da opporre all'odio e al cinismo dilaganti.
cesare@lamescolanza.com
LIBERO
16-11-07