Dante, Sermonti, Benigni, Lanza

 

Roberto Benigni sbarca in Rai con il suo Dante.Ed è polemica. Il Giornale ha dato notìzia delle

critiche rivoltegli da Sermonti. Al proposito pubblico da La Mescolanza la risposta di Cesare Lanza,

autore televisivo che consideri mio maestro."E l'ennesima conferma - scrive Lanza - che esiste purtroppo,

oggi e da sempre, una classe di intellettuali colti ma egoisti, studiosi snob, che considerano la cultura territorio di loro esclusiva proprietà: guai a chi, senza essere legittimato e qualificato da questo ristretto club, vi si avventuri con successo, confidando sulle sue capacità,con l'ambizione di conquistare la gente anziché una bonaria e condiscendente recensione. Mi dispiace davvero per Sermonti, che apprezzo per la sua cultura, ma in quel che scrive non solo c'è un odore sgradevole di invidia,

di meschinità, di gelosia, ma anche, e soprattutto, c'è l'incapacità di capire che la cultura è un bene sociale da diffondere, e per diffondere la cultura sono indispensabili operazioni divulgative che possano arrivare alle masse,stimolandone attenzione e curiosità. Benigni, col suo genio creativo, e con la sua lunga tournée è riuscito ad avvicinare Dante a decine di migliaia di persone che probabilmente

neanche lo avevano studiato, o lo avevano studiato, a scuola. Nella serata televisiva del 29 novembre

e in quelle successive quelle decine di migliaia, che si affollavano nelle piazze, diventeranno milioni, nelle case: questo non significa nulla, per la diffusione e la comprensione della Divina Commedia? Per me, sì: ecco perché, non certo per amicizia ma per stima e considerazione di questa gigantesca operazione culturale, sono stato il primo a scrivere che Benigni è degno del Premio Nobel. Al contrario, una conferenza nei circoli elitari di Sermonti o di qualsiasi altro dantista può contare sull'adesione

di un centinaio di persone: niente di male, basterebbe anche un solo spettatore/ascoltatore, se realmente interessato. Ma, per aver assistito a conferenze analoghe, qualcosa mi dice che quel centinaio di persone interessate a Sermonti o al professore di turno, sono per lo più attratte dal gusto'salottiero di far parte di una elite col naso all'insù che da una reale curiosità, o passione, per il più grande poeta d'ogni epoca. C'è una consolazione: lo snobismo efferato di Sermonti e di quanti

(pochi) la pensano come lui darà qualche amarezza (forse) a Roberto, ma non lo fermerà. E il 29 gli italiani in tv assisteranno a una memorabile performance e a     una iniziativa esemplare da parte della Rai, istituzionalmente chiamata a svolgere un servizio pubblico".

Grazie Cesare. Mai potrei fare meglio.

Massimo  Maffei