Rai
con il
suo Dante.Ed
è polemica. Il Giornale
ha dato notìzia delle
critiche rivoltegli da
Sermonti. Al proposito
pubblico da
La Mescolanza
la risposta di
Cesare Lanza,
autore
televisivo che consideri mio maestro."E
l'ennesima conferma - scrive Lanza
- che esiste purtroppo,
oggi
e da sempre, una classe di intellettuali colti ma
egoisti, studiosi snob, che considerano la cultura
territorio di loro esclusiva proprietà: guai a chi,
senza essere legittimato e qualificato da questo
ristretto club, vi si avventuri con successo, confidando
sulle sue capacità,con l'ambizione di conquistare la
gente anziché una bonaria e condiscendente recensione.
Mi dispiace davvero per Sermonti, che apprezzo per la
sua cultura, ma in quel che scrive non solo c'è un odore
sgradevole di invidia,
di meschinità, di
gelosia, ma anche, e soprattutto, c'è l'incapacità di
capire che la cultura è un bene sociale da diffondere, e
per diffondere la cultura sono indispensabili operazioni
divulgative che possano arrivare alle masse,stimolandone
attenzione e curiosità. Benigni, col suo genio creativo,
e con la sua lunga tournée è riuscito ad avvicinare
Dante a decine di migliaia di persone che probabilmente
neanche lo avevano
studiato, o lo avevano studiato, a scuola. Nella serata
televisiva del 29 novembre
e in quelle successive
quelle decine di migliaia, che si affollavano nelle
piazze, diventeranno milioni, nelle case: questo non
significa nulla, per la diffusione e la comprensione
della Divina Commedia? Per me, sì: ecco perché, non
certo per amicizia ma per stima e considerazione di
questa gigantesca operazione culturale, sono stato il
primo a scrivere che Benigni è degno del Premio Nobel.
Al contrario, una conferenza nei circoli elitari di
Sermonti o di qualsiasi altro dantista può contare
sull'adesione
di un centinaio di
persone: niente di male, basterebbe anche un solo
spettatore/ascoltatore, se realmente interessato. Ma,
per aver assistito a conferenze analoghe, qualcosa mi
dice che quel centinaio di persone interessate a
Sermonti o al professore di turno, sono per lo più
attratte dal gusto'salottiero di far parte di una elite
col naso all'insù che da una reale curiosità, o
passione, per il più grande poeta d'ogni epoca. C'è una
consolazione: lo snobismo efferato di Sermonti e di
quanti
(pochi) la pensano come
lui darà qualche amarezza (forse) a Roberto, ma non lo
fermerà. E il 29 gli italiani in tv assisteranno a una
memorabile performance e a una
iniziativa esemplare da parte della Rai,
istituzionalmente chiamata a svolgere un servizio
pubblico".