CESARE LANZA - "IL LANZACHENECCO"
ALIBERTI EDITORE - (Reggio Emilia)



di M. TERESA SANTALUCIA SCIBONA


L' accattivante volume di Cesare Lanza è un mirabile concentrato di varia umanità.

L'autore adotta un lessico scritturale, moderno incisivo e brillante, talora venato da una bonaria ironia, nelle dense pagine spesso vi traspare una calorosa affettività per la persona di cui parla.

Mi piace evidenziare che le sue esemplari, incalzanti interviste, si connotano per una raffica di domande, mirate, efficaci, che penetrano come un dardo infuocato nel nocciolo del problema, per estrarre, con una personalissima arte maieutica, dall'anima dell'intervistato, gli episodi salienti della sua vita , degli intimi sentimenti, facendo poi emergere, come atto liberatorio, l'essenza della verità.


In Cesare Lanza, così vitale e poliedrico, il desiderio di verità rappresenta una necessità interiore, ma essa non è mai disgiunta , dalla sua squisita e tollerante umanità, e ben si condensa nella significativa frase di Voltaire:- " Ama la verità, ma perdona l'errore."

Con pochi tratti di penna , talora caustica o alquanto tenera, lo scrittore traccia le linee guida del soggetto che ha attratto il suo interesse . Egli riesce mirabilmente a delinearne il profilo umano, psicologico e sociologico. In un originale arazzo prendono corpo i diversi personaggi della politica, del cinema, del giornalismo, della televisione, dello sport, che hanno intarsiato e resa unica e memorabile la salda tela della sua intensa vita..

Gli strumenti narrativi lanziani , come in una visione filmica intrecciano la mappa sincera e autentica di persone appartenenti ad una speciale casta. Ma come tutti noi anche loro, malgrado i notevoli privilegi, nutrono antipatie viscerali, vivono intense passioni, subiscono delusioni, sgarbi o favoritismi, pur di raggiungere le ambite mete televisive o artistiche che si sono posti, Molti godono di sincere amicizie e di valide, solidali collaborazioni lavorative. Talune eminenti e leali personalità suscitano nel lettore una subitanea stima e grande ammirazione per il determinato coraggio e la loro indiscussa credibilità di esseri umani. Mi hanno colpito alcune insospettabili storie di famosi soggetti che forse ci suscitavano invidia per la loro apparente e smaccata fortuna. Dopo aver appreso i dolorosi episodi della loro travagliata esistenza, ho dovuto riflettere che le ferite morali e la sofferenza fisica sono un alto e ineludibile prezzo che ogni creatura, prima o poi, deve pagare alla vita. I molti protagonisti più o meno singolari, di questa brillante vetrina rappresentano un' ampia e complessa topografia dell'estesa gamma di sentimenti che vibrano nell'animo umano.

Leggendo le avvincenti pagine del "Lanzichenecco" è come se per magia, si snodasse davanti ai nostri occhi stupiti di gente comune, un affascinante, colorato caleidoscopio sui vizi e le virtù, delle persone più famose e importanti della attuale società italiana e straniera. La vasta, eterogenea galleria spazia dall'eminente Cardinale Giuseppe Siri, ritenuto una importante figura ecclesiale e un probo, credibile religioso (che per il suo specifico ruolo, sembrerebbe impensabile vederlo incluso nella lucente vetrina di effimeri personaggi ).

Il nostro acuto scrittore, non ci nasconde quali siano gli amici prediletti e i fidi collaboratori che stima da una vita. Tuttavia per lui ogni persona è degna di attenzione. Lo si nota ad esempio,come viene finemente delineato l'evanescente e spiritoso Cristiano Malgioglio o il simpatico Pupo, giustamente desiderosi di mantenere alti. i consensi del loro affezionato pubblico.

Ben conoscendo però, la onnivora e dilatata libertà mentale del nostro Cesare Lanza, che non pone limiti o preventivi pregiudizi ai suoi estesi desideri, di conoscere e valutare col proprio raziocinio anche la più cruda e squallida realtà del mondo, possiamo constatare come egli non abbia nemmeno scartato l'idea di indagare il dramma interiore e la inquietante personalità dell'imputata Anna Maria Franzoni .

L'autore ha cercato persino di capire il perverso meccanismo mentale che riesce a innescare e scatenare l'ossessivo istinto di uccidere nel noto killer Donato Bilancia.

Lanza in una struggente, memorabile intervista, per un'estrema ricerca sull'umana follia, mette a fuoco la lacerante tensione e indaga nel profondo dell'io, non solo sull'eventuale movente degli efferati delitti , ma ipotizza persino un possibile affrancamento psicologico o larvato pentimento del pluriomicida, per ciò che ha commesso.

Nelle gradevoli storie di intriganti amori ed amicizie o inimicizie, un posto preminente è destinato alle signore. L'abile scrittore descrive per noi un delizioso " giardino delle muse" dove la prorompente bellezza, la classe e la mondanità sono d'obbligo. Seguite a ruota da altre prerogative come l' opulenta, ostentata ricchezza, con possibili e auspicabili affluenti nei rinverditi blasoni della nobiltà.

I mirabili ritratti descritti dall'autore, con affabilità critica non sono mai cinici o volutamente cattivi, ma analizzano con obbiettività , l'eventuale discordanza di opinioni che talora ha generato il malinteso o il dissapore fra le parti. Molto ci sarebbe ancora da dire sul godibile volume e sull'eclettico, amabile scrittore.

L'impressione che risulta da tale garbata narrazione, intimamente collegata tra anima e storia, è una lettura stimolante e piacevole che per il fruitore non sarà stata vana.

Infatti la gran capacità affabulatoria e persuasiva di Cesare Lanza, non solo è riuscita a incuriosirci, ma ci ha svelato e fatto conoscere uno speciale tassello di vari protagonisti con le loro virtù e debolezze autenticamente umane ,che sarà difficile dimenticare .

M. TERESA SANTALUCIA SCIBONA - CENNI BIOGRAFICI

M.Teresa Santalucia Scibona è nata e vive a Siena, già Presidente Provinciale della FENALC (Federazione Nazionale Liberi Circoli), è presidente del MOPOEITA (Movimento per la diffusione della Poesia in Italia) per la città di Siena. Il 15 agosto del 2000, dal Concistoro Monte del Mangia, è stata insignita di medaglia d'oro di civica riconoscenza, per alti meriti culturali. Ha curato le serate letterarie del "Salotto della Cultura e del Vino" dell'Enoteca Italiana di Siena. Ha pubblicato i seguenti libri di poesia:

"IL MIO TERRENO LIMITE" 1984, Edizioni. La Nuova Fortezza (LI), prefazione di Miriana Bogi
"I GIORNI DEL DESIDERIO" 1988, Piovan Ed. Abano Terme, prefazione di Gabriella Sobrino
"IL TEMPO SOSPESO" 1993, Edizioni Del Leone (Ve), prefazione di Giorgio Luti, (tradotto in francese dallo scrittore Ben Felix Pino.)
" MOSE' " 1996, Edizioni Dell'Oleandro (Ro), prefazione di Angelo Lippo
"VARIANTI D'AMORE" - Supplemento al n.35 genn.-marzo 1998 del trimestrale di letteratura "Portofranco" - Taranto.
"IL VIAGGIO VERTICALE" 2001, I Quaderni della Valle n.27 - Edizioni di Emilio Coco.
"LE TEMPS SUSPENDU ET LA VIE ASSISE" 2001, Prospettiva Editrice - Civitavecchia
prefazione di Giorgio Luti, postfazione di Walter Nesti

Ha curato l'Antologia "SOGNO E SOLITUDINE" con gli elaborati di Poesia e Narrativa dei detenuti del Carcere "Ranza" di San Gimignano.
Il suo testo di Lauda "Accanto a Te Signore", è stato musicato dal M° Gian Paolo Luppi, tradotto in tedesco e pubblicato dalle Edizioni Musicali Peters di Francoforte.
La recitazione del " MOSE' " con gli attori Paola Lambardi, Guido Bocci, Erminio Jacona, è alla sua tredicesima replica. Alle sue opere si sono ispirati i pittori Giuseppe Amadio, Angelo Battista, Angela Carli, Enzo Santini, Anna Sticco, Michele Donadoni.
Ha vinto molti primi premi. E' inserita in numerose Antologie di autori contemporanei come "900 E OLTRE" a cura di Roberto Pasanisi - Istituto Italiano di Cultura (NA)"; L'altro Novecento vol.II, La poesia Femminile in Italia (1997) a cura di Vittoriano Esposito - Edizioni Bastogi - Foggia; "Scrittori Italiani del II° dopoguerra" (1997) - "Storia della Letteratura Italiana" - Secondo Novecento (1998) Vol.II° - a cura di Bruno Maier - Guido Miano Editore - Milano, "Donne Verso" (1998) a cura di Angelo Lippo Edizioni Portofranco - Taranto; L'Altro Novecento Vol.IV° "La Poesia Etico - Religiosa in Italia" (1998) a cura di Vittoriano Esposito - Bastogi Editrice, "Sulle tracce di Nausicaa" - (1999) a cura di Guido Carmelo Miano - Guido Miano Editore - Milano - "Storia della Letteratura Italiana del XX secolo" (1999) a cura di Giovanni Nocentini - Edizioni Helicon - Arezzo; "Il respiro delle mimose" (2000) a cura di Angelo Lippo - Ediz.Polistampa Firenze, "Antologia della Letteratura Italiana del XX secolo" (dicembre 2000) a cura di Sirio Guerrieri e Giovanni Nocentini - Edizioni Helicon - Arezzo; Le "Muse Bendate" : - La poesia del Novecento contro la modernità, (2000) a cura di Roberto Pasanisi, Pisa-Roma, Istituti Editoriali Poligrafici Int.li, Dizionario Autori Italiani Contemporanei (III° Ediz.2001) a cura di Franco Lanza, Guido Miano "La donna e gli amori" a cura di Gabriella Sobrino e Antonietta Garzia (Giugno 2001) Loggia de' Lanzi Editori - Firenze.

Ha collaborato al saggio "Scrittura e pacifismo" 1993 Ediz. Nuova Immagine - Siena, a cura di Domenico Muscò.
Sulla sua poetica Pina Frascino Panussis ha scritto : - "Saggi e interventi" (1995) - Ediz. Pisangrafica - Pisa
"LE OCCASIONI DEL PENSIERO" (1997) Masso delle Fate Edizioni - Signa, con interventi critici di S.Briosi, G.Cecchi, G.Chiappini, M.Fabbri, G.Luti, C.Mezzasalma, W.Nesti, V.Serino, G.Sobrino e testimonianze di O.Macrì, G.Manacorda, G.Saviane, F.Ulivi, V.Vettori ed altri noti scrittori.


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