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Seduzione Tutte le donne di Cesare Lanza

 

Quello che non ho

scritto di FRANCESCA,

LUISA E ANTONELLA...

 

Ovvero la Dellera, la Corna e la Clerici. E a «Sette» il giornalista, anche autore di «Domenica in», racconta i retroscena delle sue ormai famose «interviste sul filo dell’eros».

 

Di Mirella Serri

 

Francesca? Una che s’incendia subito. Antonella? Sensualità allo stato puro. Nancy? Una mina vagante che gli uomini li considera come pin up e ne guarda soprattutto le gambe. Monica e Mara? Donne in amore: ma, prima della passione, odio e frecciate a non finire. Eccole, Monica (Lewinsky) e Mara (Venier) teneramente abbracciate di fronte ai lampi delle macchine fotografiche ma in realtà poco mancava che finissero a sberloni. Chi crede che un’intervista sia solo un’intervista sbaglia di grosso. Parola di Cesare Lanza, giornalista, ex enfant prodige che a partire dai trent’anni ha diretto il Secolo XIX, La Notte, il Corriere d’Informazione. Da sei anni anche autore televisivo di Domenica in, Lanza si autodefinisce «sacerdote laico» per le «confessioni», a volte anche scabrose che ha raccolto per alcune testate come Capital e Sette, da alcune tra le più belle donne del mondo della cultura e dello spettacolo. Adesso è appena uscito Seduzioni. Il fascino indiscreto dell’arte della conquista raccontato da alcune tra le donne più note di oggi (Rizzoli), una galleria di grandi elette che va da Francesca Dellera ad Antonella Clerici, Anna Galiena, Luisa Corna, Elisabetta Canalis, Sonia Aquino, Susanna Messaggio, Michelle Hunzicher, Monica Lewinsky, Patty Pravo, Sofia Loren, Emanuela Folliero, Monica Bellucci, Nina Moric, Raffaella Carrà, Nancy Brilli, Sandra Monteleoni, Claudia Gerini, Sibilla Melega, Maria De Filippi e altre ancora.

Dietro ogni «confessione» a Lanza, vero curioso delle donne, dal momento che spesso si è trattato di un gioco delle parti in cui era difficile stabilire chi fosse il sedotto e chi il seduttore, ci sono parole non dette, segreti rivelati solo a metà, fondali inesplorati o, semplicemente, fatti non ancora raccontati. Così, prima dell’intervista di Lanza alla Lewinsky, in Italia per partecipare a Domenica in, si era scatenato il putiferio. Al tavolo dell’Hotel Hussler a Trinità dei Monti c’era stata la litigata tra Mara la conduttrice del programma e la stagista preferita di Bill Clinton. Quest’ultima aveva cercato di dire la sua e mettere dei paletti alla presentazione tv che avrebbe dovuto svolgersi il giorno dopo. La Venier, a questo tentativo di ingerenza, si era alzata di scatto e di corsa aveva raggiunto l’atrio, con Monica alle calcagna che le chiedeva scusa. Per finire entrambe sotto i flash degli ignari fotografi. Tanto rumore per nulla, potremmo dire, visto che alla fine Monica nemmeno apparirà in video, subissata dalle critiche sull’opportunità di una sua presenza in tivù? «Da questa atmosfera carica di elettricità ho capito meglio il carattere delle due donne: che la Lewinsky è una ragazzona americana che va poco per il sottile, piuttosto semplice, ancora oggi, dopo tante vicissitudini, incapace di capire gli equilibri, i comportamenti da adottare. Ma è apparso anche che Mara è una persona ipersensibile, emotiva, passionale, facile all’ira e  all’amore».

Non è il solo episodio che cela risvolti inediti. Per esempio anche un silenzio può essere ricco di significati. Chi nascondono le ambigue parole della prorompente Dellera? «Questa autentica bellezza esplosiva mi ha dato appuntamento in un ristorantino… e ha chiesto all’oste di riservarci un angolino illuminato da una fioca candelina. Questa singolare determinazione mi ha impedito di indugiare nell’ammirazione, istintiva e instancabile della sua mitica scollatura. Sottolineo con un pizzico di sadismo per il lettore che le battute più brillanti e le confidenze più intriganti sono rimaste fuori»: lei scrive così, Lanza. Si riferisce al presunto flirt della Dellera con il premier Berlusconi? «Io il nome l’ho fatto, mica me lo sono tenuto per me, le ho chiesto come mai le era stata attribuita una relazione con un uomo importante anzi cruciale per la vita italiana degli ultimi anni». E la Dellera? «È molto riservata, non ha voluto dare una risposta. E a volte il silenzio è più significativo di tante parole. Comunque Francesca è una che di erotismo se ne intende, è una miscela incandescente. Un amore, per lei, può nascere veramente per caso, da uno sguardo strano, da un incontro casuale. E il caso, si sa, lo possiamo incontrare non solo a un party ma anche in ascensore, in metropolitana, in autobus o al cinema. Non c’è un territorio off limits quando si parla di eros. Quando le o fatto notare che con la paura dell’Aids oggi si è molto più cauti, la sua considerazione è stata: “È proprio questo il guaio”. Mi ha raccontato che le piace andare in viaggio in America da sola. E ogni estate va a fare la giramondo senza il fidanzato di turno. Una volta uno dei suoi spasimanti l’ha raggiunta e le ha telefonato dall’albergo di fronte al suo per chiederle di vedersi». Anche in questo caso, niente nome? «Top secret da parte sua. Ma mi prendo una piccola licenza perché sono quasi certo che fosse il principe Emanuele Filiberto». Altre sue interlocutrici a cui lo charme non fa difetto? «Antonella Clerici. Purtroppo è un’amica e con lei non scatta nessun richiamo erotico, però mi ha saputo raccontare in maniera molto sensuale, che mi ha sedotto, la sua passione per i “preliminari” di un incontro erotico. Condividiamo il piacere per l’indugio, l’attesa, la sospensione del tempo più che per l’obiettivo ultimo».

Luisa Corna fa parte di questo gruppo eletto che ama il prima piuttosto che il poi? «Su questo non l’ho indagata. L’ho conosciuta quando facevamo insieme la conduzione di Notti mondiali. Quando mi ha raccontato la sua lunga castità, otto mesi di astinenza, mi veniva da piangere per tutto quel bendidio andato sprecato. Lo dico con un pizzico di amarezza. Perché, per me, Luisa, è veramente “giusta”». «Giusta», per che cosa? «Spesso le donne dello spettacolo o sono troppo seduttive o troppo timide. Lei non è né l’una né l’altra cosa... Bellissima, addirittura più di quando appare in televisione, è Michelle Hunziker. Anche lei l’ho incontrata in un suo momento di solitudine. Si era appena lasciata da Eros Ramazzotti. Michelle è una che non vuole lacci. Non le piace stare nel cono d’ombra di qualcuno che abbia una immagine pubblica troppo forte». La più generosa, tra queste grandi specialiste in seduzione? «Silvia Toffanin, la ragazza di Piersilvio Berlusconi. Mi ha anche regalato una poesia. Una lirica di carattere mistico in cui si faceva riferimento all’onnipotenza del Signore. Qualcuno più malizioso vi ha voluto vedere l’immagine del probabile futuro suocero». La più sincera? «Sibilla Melega, l’ultima compagna di Giangiacomo Feltrinelli. Carlo Ripa di Meana una volta ha reso pubblica una lontana fuga d’amore con lei. E Sibilla con molto humour non ha negato, mi ha raccontato per filo e per segno come si è sviluppata la loro love story in Sardegna. Di come si scambiavano bigliettini segretissimi in biblioteca. Poi s’incontravano nottetempo... All’insaputa della moglie di Carlo, Marina Ripa di Meana».

Mirella Serri

 

Chi è il cacciatore e chi la preda? Difficile capirlo leggendo Seduzioni (Rizzoli, pp. 242, euro 7,90) di Cesare Lanza . Trentacinque «interviste bollenti».

 

Sette – 27/nov/2003