LIBRI.
Intervista con Cesare Lanza, giornalista, scrittore, autore televisivo
e «confessore»
di donne famose. È così che ha scoperto che Luisa Corna fa
dell’astinenza la sua bandiera
Se la seduzione
è femmina
di Anna Bizzarri
Se dai
«Peccati»
si passa alle Seduzioni
allora vuol dire che il meccanismo funziona. Cesare Lanza,
giornalista, scrittore e autore televisivo di
Domenica In su Raiuno,
rinnova l’appuntamento con altre trentacinque donne celebri e continua
nell’esercizio ineusaribile di raccogliere confidenze.
Seduzioni (Rizzoli, pagine
240, € 7,90) consacra Lanza confessore mediatico per eccellenza.
Approccia al femminile e il gioco è fatto. Le sue interviste, nella
tecnica, evocano sempre il gioco antico delle schermaglie amorose.
Alla fine, il primo a cadere nella trappola ordita dalle seduttrici
per professione è lui. Puntualmente se ne innamora. Almeno
virtualmente. Questa volta però, prima di raccontare che Antonella
Clerici si erge a paladina dei preliminari, che Anna Galiena alla
pillola preferisce il salto nel vuoto, che Luisa Corna fa
dell’astinenza la sua bandiera e che tante donne di spettacolo o della
cronaca mondana farebbero la fila «col
numeretto»
per rilasciargli un’intervista, si legge: «Ad
Antonietta (senza intervista)».
Qualcuno retoricamente direbbe: «tutti
uguali gli uomini…».
Un libro dedicato a sua moglie. Cosa vuole farsi perdonare?
«Sono
una persona profonda ma con estenuanti superficialità quotidiane. Sono
come un cucciolo che va dietro agli odori. Mia moglie ha uno
straordinario senso dell’umorismo e riesce a sopportare tutto questo.
Però credo che dietro alla superficialità, alla curiosità e ai
capricci quotidiani miei, lei scorga anche una certa profondità di
legame. Tutto questo può essere estenuante per una convivenza».
Da quanto convive?
«È
una storia bellissima. Dopo diciassette anni di convivenza ci siamo
sposati per curiosità. Mia moglie non mi aveva mai parlato di
matrimonio, poi un giorno nostra figlia è tornata dall’asilo dicendo
che voleva vedere l’album fotografico del matrimonio. È rimasta
talmente male che sul momento abbiamo deciso di sposarci».
Si sente più un seduttore o un simpatico imbranato?
«Tutti
dicono che sono un seduttore, ma la cosa mi fa ridere perché mi guardo
allo specchio e mi interrogo. Forse da ragazzo funzionava il fisico.
Invecchiando magari funziona l’arte della parola».
Chi vorrebbe essere intervistato da lei?
«Per
esempio Roberta Capua. Io però, dicendo questo non vorrei risultare
presuntuoso. Faccio il suo nome solo perché siamo molto affiatati.
Conducendo Unomattina
deve stare attenta a rilasciare interviste scabrose. Considerando il
tipo di trasmissione, non può nuocere a un’immagine che deve
necessariamente essere rassicurante. Aspettiamo l’occasione giusta»
Le donne delle sue interviste hanno una cosa in comune: sembrano molto
fragili.
«No
anzi, mi incuriosisce questa lettura. Io vedo una forte determinazione
in alcune, nel senso che nel raccontare i loro amori, quando vogliono
un uomo lo conquistano sapendo come sedurlo. Una determinazione che
gli uomini non hanno più. C’è un “impigrimento” ormai nell’uomo
moderno. A me sembra che venga fuori una provocante, anche un po’
esibizionistica sicurezza di sé».
La schiavitù di voler piacere a tutti i costi.
«Potrebbe
essere, però da Eva passando per Cleopatra, in ogni epoca nella donna
l’istinto di sedurre è più forte. Una donna vuole piacere, l’uomo
magari vuole sedurre con un obiettivo. Potrebbe essere che comunque
dietro a questo desiderio forte ci sia inconsapevolmente una grande
insicurezza».
Lei dice che gli uomini dello spettacolo nelle interviste sono più
reticenti e guardinghi. Eppure le riviste cosiddette
«rosa»
sono sempre più «azzurre».
«Non
parlo di vanità e di esibizionismo. Facciamo questa distinzione che è
intelligente. Effettivamente si sono ribaltati i ruoli. L’uomo è
vanitoso nell’apparire ma in un’intervista è superficiale. Non ha il
coraggio di raccontare le proprie intimità. Chi si comporta come una
donna nelle interviste è Carlo Ripa di Meana che però è un uomo molto
femminile. L’uomo non ha il coraggio di dire che è innamorato senza
condizioni. Una donna sì. Come nel gioco d’azzardo. Una donna che
gioca a poker è pericolosissima. Ha una determinazione e una follia
che l’uomo non ha».
Giornale di Sicilia
08-02-2004