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Presentato ieri l'ultimo libro di Cesare Lanza in un vivace dibattito
Le "Seduzioni" di oggi
Non c'è più il "sesso forte" di un tempo


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Anita Frugiuele


Chi si aspettava di tornare a casa con una ricetta di conquista è rimasto deluso: ancora una volta è confermato che la seduzione è un fatto soggettivo, squisitamente personale quindi, legato ad impalpabili fattori che costituiscono la variabile attrattiva per ciascuno.
La presentazione del libro di Cesare Lanza, edito da Rizzoli, dal titolo proprio "Seduzioni", ieri pomeriggio nel ridotto del Rendano, ha ribadito che non ci possono essere regole aprioristiche da rispettare nel tentativo di conquista, ma bisogna fidare sulla propria carica ammaliante che, è stato più volte ribadito, è un fatto squisitamente femminile per motivi genetici precisi.
A spiegarlo scientificamente lo psichiatra Domenico Mazzullo, che ha ricordato come la donna abbia il compito della continuazione della specie e, dunque, l'atavico istinto a selezionare il compagno con cui accoppiarsi, scegliendolo tra i rappresentanti più forti del suo sesso.
Un dato riscontrabile tra gli animali, basti pensare alla femmina del cervo che aspetta sull'altura che si concluda il combattimento a cornate dei maschi per accompagnarsi al vincitore, e storicamente confermato dai tornei medievali che selezionavano lo sposo per la damigella da marito.
Il libro, una raccolta di interviste a donne famose, da Francesca Dellera a Nancy Brilli, da Maria De Filippi a Monica Bellucci, annovera per questo motivo una sola presenza maschile, che è quella di Carlo Ripa di Meana cui l'autore ha voluto carpire segreti e confidenze in quanto, pur indiscutibilmente uomo, dotato di una sensibilità tutta femminile.
Cosentino, nato in via Rivocati 108, come ha voluto ricordare, Lanza è una prestigiosa firma della stampa nazionale ed è stato invitato dall'assessore alle Politiche scolastiche e del tempo libero e alla diffusione del Libro Maria Francesca Corigliano, per presentare nella sua città questo secondo volume, dopo "Peccati" e prima di quello che l'anno prossimo potrebbe intitolarsi "Trasgressioni", in base ad un'anticipazione che ha svelato anche come quest'altro lavoro in preparazione si aprirà: con un'intervista a Paola Perego, pure presente alla manifestazione.
Per lei, parca negli interventi ma mirata e piena di curiosità girate all'autore, la seduzione è un modo di essere, "è ciò che distingue la donna dalla femmina". Per le altre "ospiti" delle pagine è, di volta in volta, un gesto, una parola o "lasciare dei vuoti da far riempire a chi avanza verso di te", secondo la definizione data dalla Dellera, che ha fatto urlare Giuliano Ferrara alla metafora sessuale, come ha ricordato lo stesso Lanza.
Moderata da Rosanna Lambertucci, la presentazione è scivolata piacevolmente poi verso gli interventi del pubblico, stranamente in prevalenza maschili, come è stato evidenziato sorridendo dalla rossa conduttrice. Domande specifiche, che hanno circoscritto ulteriormente il messaggio, facendo chiarire a Lanza e a Mazzullo che la donna più seduttiva è quella che non ama e fugge perché, nel gioco a due, è inevitabile che ci sia un soggetto succube ed uno che lo sovrasta. Ma al quesito di una spettatrice sul perché gli uomini temono le donne ammalianti, la risposta dei due relatori (maschi) è stata che non le temono affatto, semmai hanno paura delle responsabilità successive alla conquista. Da qui l'ovvia conclusione, tracciata dalla moderatrice, che a sedurre sono più facilmente le signore già impegnate, che non lanciano messaggi di pericolo in questo senso.
Un'ammissione di vigliaccheria maschile o il sintomo di un femminismo esasperato, che ha logorato le sicurezze del sesso forte?
 
Il Quotidiano 8-6-04