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Menta
di
Alessandro Formenti
( Mentha
piperita L. fam. Labiate )
La storia della menta è molto antica. Il suo uso, millenario, era patrimonio
delle medicine cinese, indiana e tibetana. In Giappone l¹olio essenziale di
menta è conosciuto da più di duemila anni, e gli antichi egizi, i greci e i
romani consideravano la menta pianta terapeutica. Ma la Mentha piperita
ha una storia tutta sua.
Sembra infatti che essa sia il risultato dell¹incrocio fra la Mentha
aquatica e la Mentha viridis che a sua volta è nata dall¹incrocio
fra la Mentha silvestris e la Mentha rotundifolia .
La si conosce dalla fine del XVII secolo, quando, nella contea di
Hereford-shire nell¹Inghilterra meridionale, apparve per la prima volta in una
coltivazione di Mentha viridis . Fu probabilmente un episodio di
fecondazione incrociata operata dagli insetti pronubi a regalarci la menta che
attualmente viene utilizzata in quasi tutto il mondo per l¹abbondanza e la
qualità dell¹olio essenziale che sintetizza.
Coltivata in Inghilterra dal 1750, ben presto arrivò in Francia, Germania,
Italia, Belgio, Ungheria, Russia, e in America settentrionale, Giappone,
Australia.
Della piperita si distinguono ora due forme: la bianca, con fiori bianchi, che
fornisce l¹essenza più delicata, e la nera, con macchie rosso porpora e fiori
rosso bruni, che produce essenza in maggior quantità ma meno pregiata.
E¹ un¹erba perenne vellutata con rizoma e stoloni, fusto quadrangolare verde
o rossastro-violaceo alto 40-50 cm, foglie opposte ovali-allungate o
lanceolate irregolarmente dentate, di colore verde scuro-rossiccio, lucide
sopra e pallide nella pagina inferiore. I fiori, raggruppati in spicastri
cilindrici allungati o conici all¹apice dei rami o all¹ascella delle foglie
più alte, sono a calice tubulare e corolla bianca, rosea o porporina.
Si coltiva per stoloni, essendo una specie infeconda. Dà raramente semi che
sono sterili, e che se germinano, non danno la piperita ma gli
antenati o incroci senza valore. Nella coltivazione vuole, come si suol dire,
³i piedi al fresco e la testa all¹ombra³. Invade il terreno circostante.
La droga sono le foglie e i fiori, anche se tutta la pianta è ricca di olio
essenziale. Epoca di raccolta delle foglie da giugno a settembre, e
preferibilmente prima della fioritura; le sommità fiorite si raccolgono in
luglio-agosto recidendo 10 cm sotto la spiga. Essiccare all¹ombra in luogo
ventilato, conservare all¹asciutto e al fresco.
Componenti principali: olio essenziale (0,5-4%) costituito per il
50-80% da mentolo in parte libero e in parte esterificato con acido acetico e
acido valerianico, e per il 20% da mentone (chetone); mentofurano, derivati
terpenici (mentene, pinene, fellandrene, limonene), cineolo, tannini, resina,
pectina, enzimi (ossidasi, perossidasi), flavonoidi, sostanze amare.
Proprietà: stimolante del sistema nervoso, digestivo, stomachico,
antispasmodico gastro-enterico, carminativo, coleretico, antisettico, bechico,
fluidificante bronchiale, afrodisiaco e antigalattogeno. Applicato localmente
l¹olio essenziale ha effetto raffreddante, analgesico, antipruriginoso e
antireumatico.
Indicazioni: neurastenia e deperimento organico, digestione
difficoltosa, gastralgie e gastriti, crampi gastrici, tendenza al singhiozzo,
iperemesi, coliti spastiche e fermentative, meteorismo, flatulenza,
colecistopatie croniche, forme infettive non gravi, bronchiti con tosse secca
e stizzosa, debolezza sessuale, montata lattea da moderare. Per uso esterno:
irritazioni cutanee, eritemi, punture di insetti, flogosi, dolori dentarii,
cefalee, nevralgie, esantemi (morbillo, rosolia, varicella ecc.), e dolori
reumatici.
Preparazioni e dosi: infuso al 5%, 2/3 tazze al giorno. Tintura
alcoolica al 20%, gocce 10-25 pro dose, 2/3 volte al giorno. Estratto fluido
(1 g = LII gtt), 20-40 gtt pro dose 2/3 volte al giorno. Sciroppo 5% (g 5 di
estratto fluido + g 95 di sciroppo semplice), 2-4 cucchiai al giorno. Olio
essenziale, 2-4 gtt pro dose 2-3 volte al giorno, diluite in un cucchiaio di
miele o di olio di mandorle dolci. Uso esterno: l¹olio essenziale diluito in 4
parti di olio di mandorle dolci, per frizioni o massaggi locali. Tintura
alcoolica o estratto fluido a gocce su dolori o carie dentarie. Talco
mentolato per gli esantemi infantili. I vapori dell¹infuso per inalazione in
caso di raffreddori e sinusiti.
Particolarità
La menta nell¹alimentazione
merita un posto d¹onore, per le sue proprietà aromatiche, antisettiche e
digestive. La sua presenza è molto opportuna in piatti di carne, zuppe, purea
di legumi, sughi, insalate, salse, dolci e macedonie di frutta.
Tutti i paesi orientali hanno almeno un piatto o una salsa a base di menta, e
la si trova anche in molti tipi di cocktails americani e in alcune salse
britanniche.
La menta è una delle piante più coltivate e utilizzate: viene utilizzata,
oltre che in cucina e in farmacia, nell¹industria profumiera, in pasticceria,
nella liquoreria e nella manifattura dei tabacchi.
La vaporizzazione dell¹olio essenziale di menta negli ambienti tiene lontani
gli insetti d¹estate, e diminuisce la carica microbica dell¹aria viziata in
inverno.
Un infuso di menta bevuto la sera prima di coricarsi può ostacolare il sonno;
questa sua proprietà può essere sfruttata per rimanere svegli.
Liquore di Menta
Ingredienti:
70 fogliediMenthapiperita
c.c.500 di alcool a 90° diluito con pari volume di acqua)
g 350 di zucchero bianco
1 cucchiaio di semi di anice
1 bicchiere d¹acqua
15-06-01
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