COMPUTER, LA MORATTI RISPONDE

di Cesare Lanza " Libero"

Alcuni giorni fa ho segnalato la lettera di una lettrice, che (sintetizzo) diceva: troppi libri a scuola, zaini incredibilmente pesanti, perché non si passa all’uso dei computer? Avevo sollecitato un intervento del ministro Letizia Moratti, ecco la sua risposta: “Il tema dell’introduzione delle risorse digitali nell’insegnamento non è certo una novità nella scuola italiana. Anzi, il Miur ha aperto diversi tavoli di confronto con Istituti di ricerca, editori, esperti del campo, attivando un proficuo sforzo di riflessione su tempi e modi della loro integrazione con il libro. Ma non solo con il libro, con tutta la realtà dell’insegnamento, del lavoro in classe…in una parola con la scuola nella sua quotidianità. Oggi, pertanto, se la domanda è: il Miur ha avviato attività per introdurre risorse digitali a fianco dei libri scolastici? La risposta è si, ed è anche operativa. Nell’anno scolastico 2005/2006, 150 classi delle scuole medie di 4 regioni-campione (Lombardia, Lazio, Puglia, Toscana) inizieranno a sperimentare nelle pratiche quotidiane di classe contenuti multimediali on line che andranno ad affiancare i libri di testo. Il progetto si chiama “@pprendere digitale”(http://www.istruzione.it/innovazione/progetti/apprendere_digitale.shtml) e mette a disposizione una dotazione tecnologica molto innovativa. Questo progetto fa da apripista ad un altro, ben più grande, che parte anch’esso in quest’anno scolastico, ma vedrà l’utilizzo degli strumenti multimediali nelle aule nel 2006/2007. Si chiama “Cipe scuola” (http://www.istruzione.it/innovazione/progetti/cipe_scuola.shtml ) e intende mettere a disposizione di 200 scuole superiori del sud – ma è aperto a tutte le scuole che volessero aderire autonomamente – una Libreria Virtuale Nazionale, da cui poter attingere risorse digitali realizzate dagli editori per l’apprendimento e l’insegnamento. Due progetti che prospettano un cammino reale verso l’integrazione di libro e PC, coinvolgendo i docenti – per i quali verranno attivati appositi percorsi formativi – e gli editori, il cui contributo è fondamentale, per poter attivare investimenti significativi e permettere uno sviluppo del mercato.”

                   “Se la domanda, invece, è: non è possibile sostituire già oggi in parte o in toto i libri in formato cartaceo con strumenti elettronici? Allora la risposta non può che nascere da una considerazione. Come si può pensare di sostituire lo strumento principe e più che millenario dello studio – il libro – con risorse recentissime non ancora introdotte in pianta stabile nel rapporto tra insegnante e alunno e nelle attività che vengono vissute quotidianamente? E come si può pensare che questo accada in un anno scolastico o, semplicemente passando dal formato cartaceo al libro in cdrom?”

 


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30-09-05