“Sono rimasta molto sorpresa nel constatare che tu, spesso attento ai problemi di fede e di coscienza, non abbia avvertito la necessità di esprimere la tua opinione sul dramma di Terri Schiavo” mi ha scritto alla vigilia di Pasqua la signora Giovannina Arnaldi da Genova. “Scusami se ti do del tu senza conoscerti, ma sono una persona molto anziana, ho superato gli ottanta, e poi sono abituata a considerare come amici di famiglia i giornalisti che si stimano, come te, come Feltri, Farina… In questo caso mi hai veramente deluso. Auguri comunque…” Cara Giovannina, grazie per gli auguri e permettimi di ricambiare il tu, visto che anch’io non sono più un giovincello, almeno per l’età. Mi dispiace di averti deluso. Non ho trattato l’argomento per tre motivi, il primo perché è stato illustrato e discusso da tanti colleghi, il secondo perché volevo vedere fino a dove si sarebbe spinta l’insensibilità dei vari tribunali consultati disperatamente dai genitori di Terri. E infine perché la mia indignazione raggiunge tali livelli da farmi temere di essere incapace di esprimermi senza parole forti e drastiche (preventivamente, perciò, chiedo scusa). In poche parole, a mio parere Terri Schiavo è stata giustiziata cinicamente – è vittima di un assassinio. Non esiste, per me, una sola ragionevole attenuante o giustificazione. Anzi, abbiamo assistito a inquietanti contraddizioni, secondo logica: l’ultima, la somministrazione di morfina, per non far soffrire la povera perseguitata. Ma non ci avevano detto che il suo corpo non avvertiva più nulla? La mia opinione, da laico privo – ahimè - di fede religiosa, coincide esattamente con quello della Chiesa. Scrivo ahimè perché sono proprio episodi atroci di questo tipo a gettarmi in una condizione di assoluto smarrimento, priva di riferimenti: se avessi fede, mi consolerei pensando che alla fine esiste un Dio che tirerà le somme. Da laico, invece, da una parte sono sgomento di fronte all’insensatezza della nostra “civiltà” che, per di più attraverso organismi di cosiddetta giustizia, ha consentito questo enorme scempio morale, obbligandoci ad assistere impotenti all’assassinio di una donna lasciata morire, con determinazione, di fame e di sete. Dall’altra, mi chiedo: ma come può esistere un Dio che permetta tutto ciò? Piango con i genitori di Terri, mi immedesimo nel loro strazio: se ancora hanno fede, potranno mitigare la loro pena pensando che la loro figlia forse è stata scelta per volontà divina, in questi giorni, per perpetuare e ricordare il martirio e il sacrificio di Cristo, contro il male del mondo.