
ELSA MAXWELL LA REGINA DEL GOSSIP

di Cesare Lanza " Libero
In un mercatino romano, da bravo
bibliofilo o, più modestamente, da vecchio topo ruspante nei
banchetti dei libri usati, ho trovato - per un euro! -
l’autobiografia di Elsa Maxwell: “Ho sposato il mondo”,
Longanesi editore, 1957. Desidero parlarvene subito, perché è
un gioiellino, godibile, pieno di aneddoti e di episodi
divertenti: Elsa Maxwell è stata la più grande, straordinaria
giornalista di gossip del secolo scorso. E ho il gusto un po’
perfido, ammetto, di riproporre allusivamente la Maxwell (di cui
molti, presumo, non conosceranno affatto il nome, o lo
ricorderanno appena) nella stagione spampanata e volgare,
comunque meschina, dei Zequila e dei Pappalardo… Noblesse oblige!
La vecchia Elsa, una grassona senza alcun fascino personale a
parte il coinvolgente talento e la sua gioia di vivere
golosamente, elettrizzata da una perenne curiosità, si affermò
come una celebrità mondiale, snob e ricercatissima nella vita
mondana, di altissimo livello, dagli Stati Uniti all’Europa. Ne
scrivo con diletto perché questa atipica e discutibile
esistenza, dedicata alle futilità, alle chiacchiere e al
pettegolezzo, era tuttavia caratterizzata da una qualità
invidiabile. Il piacere, quasi spirituale, di godersi la vita e
farla godere agli altri, con una passione edonistica stabile,
sfrenata, candida, priva di speculazioni nonostante le malignità
(fu tormentata dall’accusa, ridicola, di essere una ricattatrice
professionale), che non fossero legate alla sua avidità di
sapere, scrivere, vivere, divertirsi. E il suo segreto era
questo: inventare gli eventi mondani, organizzare ricevimenti
con incredibile ingegno e diventarne protagonista e cronista. Si
dirà: anche oggi, che so, Tiziana Rocca si muove più o meno
così. Beh, con tutto l’affetto per Tiziana, mia carissima amica,
il problema è che ai ricevimenti della Maxwell c’erano Clark
Gable, Tyrone Power e Linda Christian, Darryl Zanuck e Jack
Warner, Charles Feldman, principi e principesse, imprenditori
miliardari famosi nel mondo… Per sublime contraddizione, Elsa
non amava la ricchezza né i gioielli: aveva addirittura
dimenticato da Cartier, per vent’anni, un pacchetto con due
preziosi anelli che le aveva regalato la baronessa Eugene de
Rothschild per un Natale. E quando, per l’onestà di un
commesso, li recuperò, subito decise di donarli per
beneficenza. Viveva da ottobre ad aprile al Waldorf Astoria di
New York, poi si trasferiva al Ritz di Parigi e in Costa
Azzurra. Conosceva vizi privati e virtù pubbliche, e ne
scriveva, di Greta Garvo e Rita Hayworth, Freud ed Einstein,
Salvador Dalì e l’Aga Khan, Charlot e Churchill… Terribile
donna, con consapevolezza di sé e la cattiveria cinica di dirlo:
“Non ho mai organizzato feste per persone sconosciute. Il mio
vortice mondano era semplicemente una mia opera affettuosa a
beneficio del piacere.” Odiosa, ma affascinante. G.B Shaw la
battezzò l’ottava meraviglia del mondo.
cesare@lamescolanza.com
1-2-06