Cesare giorno per giorno

FERROVIE ARROGANTI

Lunedi mattina parto da Torino, alle 8.40. col Frecciarossa 9595 diretto a Roma. Dovrebbe essere una delizia, in  quattro ore e qualche minuto dovrei arrivare alla Stazione Termini alle 12.50. La realtà è diversa. Subito, alla partenza, otto minuti di ritardo. Lo speaker gentilmente fornisce una spiegazione: un problema con la chiusura delle porte. Via via il ritardo diventa di trentacinque minuti. Nessuna spiegazione. E questo, al di là del ritardo, è il consueto oltraggio verso il cliente, che ha pagato una cifra superiore a quella prevista per gli altri treni, proprio per avere la garanzia di un viaggio veloce e sereno. Niente, neanche una parola di scuse o, quanto meno, di spiegazione. Quando ormai siamo in dirittura di arrivo,  assisto all'approccio ironico e sostanzialmente sgarbato di un controllore nei riguardi di una turista tedesca, che chiedeva spiegazioni e informazioni. Niente da fare: così è, arrangiatevi.  Torneremo a essere un Paese civile? Chissà quando. Il primo passo, come sempre, dovrebbe essere il rispetto: il rispetto verso il cittadino italiano, fin troppo paziente. Esiste un rimborso o risarcimento per chi ha pagato il salato biglietto? Io non lo so. E certamente non lo sanno i turisti stranieri. Oltre a scuse e spiegazioni, lo speaker del treno non avrebbe dovuto sentire il dovere di avvertire i viaggiatori, su questo punto?

 

cesare@lamescolanza.com

10 Giugno 2010