Cesare giorno per giorno

NAZIONALE, FIGURACCIA INEVITABILE? NO, ECCO PERCHE'...
Quale destino può avere, nel campionato del mondo in Sudafrica, ormai imminente, la Nazionale vista ieri sera contro il Messico?

Il Messico giocava con l'eleganza del Brasile, la razionalità degli inglesi, la determinazione brusca ma sportiva dei tedeschi. Ci ha preso a pallonate. Abbiamo perso 2-1, l'arbitro ha chiuso gli occhi su un rigore netto a favore dei messicani - che hanno sfiorato altri gol in varie occasioni. Eppure, è ragionevole essere prudenti. In Sudafrica avrei portato sia Cassano, che ormai ha un carattere disciplinato più di tanti altri colleghi, sia Balotelli, che poteva essere gestito con bastone e carota come ha fatto Mourinho, sia Totti, che nonostante gli acciacchi nella Roma ha disputato un ottimo campionato, segnando per esperienza 14 gol (mi sembra, a memoria) o giù o su di lì.

E' impressionante la mancanza di fantasia  vista nella partita di ieri degli azzurri. E tuttavia in verità in verità vi dico: 1. noi non siamo fatti per le partite amichevoli, diamo puntualmente il peggio. 2. Lippi è un condottiero formidabile, si sceglie - com'è giusto - i giocatori devoti e combattivi che preferisce e riesce a compattarli con uno spirito di gruppo che nella Nazionale, a Berlino 2006, ha dato risultati addirittura migliori rispetto a quelli, trionfali ottenuti nella Juventus. Perciò, prudenza. Fossi ai vertici della Federazione calcio, abolirei le partite amichevoli: sono un rischio per i giocatori e per i club e si espongono a memorabili figuracce (la sconfitta con il Messico è la prima nella nostra storia).

Previsioni sul mondiale? Qui mi volete, per sperare di sbeffeggiarmi dopo. E io non mi nego al sottile piacere dei pronostici.

Per me le favorite sono: prima l'Inghilterra di Capello, a seguire il Brasile, poi l'Argentina - che collocherei meglio se alla guida non ci fosse uno strambo come Maradona che minaccia di lasciar fuori Milito, oggi il miglior calciatore del mondo - e la Germania, che se la gioca sempre. 

Outsider l'Olanda. Non mi piace la Spagna. Sorpresissima, ma non da vincitrice finale, potrebbe essere la Costa d'Avorio. 
                   
E l'Italia? Faticheremo probabilmente, come quasi sempre, a passare il primo turno e poi si vedrà. Tecnicamente siamo poco.
Come fantasia e invenzioni, zero. Molti sono logori, altri inesperti. Ma nel calcio si vince con il gioco e la passione del gruppo, e in questo Marcello Lippi è più che un maestro. Potrebbe funzionare il solito giochetto eroicizzante della squadra "contro tutto e tutti": in questo senso la pioggia di critiche della vigilia è tanta manna dal cielo. Il giochetto psicologico funzionò nel 1982 con Bearzot (ma c'era un certo Paolo Rossi...) e nel 2006 con Lippi (ma c'erano campioni autentici e più giovani e una difesa di acciaio). Mai dire mai, con gli italiani. Non è molto, ma neanche poco.

LA DONNA GIUSTA, UN NON SENSO
Ho finito di leggere "La donna giusta" di Sandor Marai. Non è compatto come "Le braci", è a tratti distensivo, ma è un altro gran bel romanzo, in un secolo (quello appena passato) in cui i grandi romanzi non abbondano. E' una storia di amori in quattro parti, da quattro punti di vista: la moglie che parla con un'amica del matrimonio finito con il suo ex marito; il marito che racconta a un amico perchè lasciò la moglie per vivere con il suo amore di sempre, una cameriera della casa paterna; la cameriera che racconta la sua al suo attuale fidanzato, un batterista; il batterista che racconta a un amico la conclusione di tutto. Marai (1900-1989, a ottantanove anni si congedò sparandosi un colpo di pistola) ha scritto la seconda e la terza parte in epoche diverse, a molti anni di distanza, questo spiega alcune contraddizioni e - a mio opinabilissimo giudizio di lettore - una minor tensione nella terza e quarta parte (che non sono affatto superflue. "La donna giusta" è, comunque, come "Le braci" uno straordinario affresco sulla complessità e la caducità dei sentimenti - amicizia e amore - che ci aiutano a vivere. Esistono nella vita la donna giusta, l'amico eterno, l'amore indistruttibile. Con stile malinconico e ironico, lacerante, con una capacità di guardare dentro l'anima degli umani, Marai dice di no. Esistono, forse, delle fasi - non l'eternità, non l'indistruttibilità. Lo sappiamo e fa parte del non senso della vita, a cui non vogliamo rassegnarci.

(Ps. Per spiegare il mio entusiasmo per  Marai, vi dirò che ho acquistato e leggerò tutti i suoi libri).

 

cesare@lamescolanza.com

4 Giugno 2010