Cesare giorno per giorno


PREMIATI GLI STUDENTI MERITEVOLI. DA NON CREDERE




Oggi dedico la mia rubrica a un magnifico pezzo di Pierluigi Magnaschi, direttore di "Italia Oggi". Evitatemi l'ironia: bella fatica, pubblichi l'articolo di un altro. Beh, lo ammetto, è anche così e non dispiace alla mia pigrizia. Ma fatto sta che non c'è niente da aggiungere a quanto segnalato e scritto da Magnaschi (compreso l'elogio al mio caro ex allievo - roba di quarant'anni fa! -  Ferruccio De Bortoli). Si parla tanto di meritocrazia, poi ci sfuggono questi piccoli, rincuoranti eventi. Pubblico dunque Magnaschi per intero e lo dedico alle centinaia di giovani che mi scrivono chiedendomi come si possa fare per affermarsi nella vita, sfuggendo al reticolato avvelenato delle raccomandazioni e dei privilegi della casta. Prima cosa: studiate!

               Ed ecco quanto scrive il direttore di Italia Oggi, "nell'assordante silenzio dei mass media". E gli mando i miei complimenti più affettuosi per la sua titanica capacità di leggere, leggere, leggere. E' questo è anche, ragazzi, il suo modo di studiare: a un'età in cui gli studi istituzionali sono finiti da lustri. Grande, Pigi!

               "Solo Il Corriere della sera (diretto sempre meglio da Ferruccio de Bortoli) ci ha dedicato una pagina. Peccato però che, questa, fosse una pagina di cronaca regionale per cui, del fatto, nessun lettore del Corriere fuori della Lombardia ne ha saputo nulla. Ed è un vero peccato perché questo evento rappresenta uno snodo culturale e di costume fondamentale nella storia del nostro Paese, una sorta di marcia dei 40 mila destinata a modificare la percezione dei nuovi fenomeni sociali.

Gli altri grandi media, a partire dai Tg nazionali Rai e da quelli del Cavaliere, sono invece restati zitti come i pesci, a conferma che il Muro di Berlino è sì crollato vent’anni  fa,  ma sono ancora tutti lì, i muratori (che non si dichiarano più comunisti, ci mancherebbe altro, ma che restano coloro che odiano il merito in tutte le sue declinazioni).

                Di che si tratta? Del raduno, al Forum di Assago, alla periferia di Milano, di 15 mila ragazzi meritevoli (ai quali si ne sono aggiunti  altri 7 mila altri, collegati da altri teatri milanesi): Sono coloro che hanno ottenuto la media del 9 o che si sono laureati con 110 e lode. Ai premiati è stato consegnato, oltre al diploma, anche un assegno variante da 300 a 1.100 euro, in proporzione al reddito delle loro famiglie come segno di tangibile  apprezzamento da parte della Regione Lombardia per i suoi giovani e meritevoli cittadini.

Ha fatto gli onori di casa un giovane scienziato lombardo, Carlo Ratti, che dirige il SENSEable City Laboratory al Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston (Usa) che ha detto: “Il futuro, ragazzi, è delle idee. Il merito conterà molto di più di una raccomandazione”.  Da parte sua, il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni,  ha detto un’altra eresia (per le orecchie di coloro che hanno in mano i media italiani di qualsiasi colore politico essi siano) : “Senza il riconoscimento del merito, una società è condannata alla mediocrità. La forza di uno Stato moderno riposa sul merito, sul talento, sull’ingegno, sull’impegno”.

E la presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, ha aggiunto:”Ci dobbiamo impegnare a far si che fra tre anni, quando questi ragazzi modello arriveranno sul mercato del lavoro, possano trovarsi in un’Italia diversa”

               Il maestro Riccardo Muti che, con la sua “Orchestra sinfonica Cherubini” di Piacenza, formata solo da giovani musicisti, sta facendo faville a livello internazionale, ha invitato, commosso, i giovani a intonare l’inno di Mameli. Ed è venuto giù il Forum di Assago. Nel silenzio, colpevole, dei grandi Tg. Ma la nuova Italia si affermerà anche senza di loro. Se necessario, contro di loro.    

 

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25 Maggio 2010