Cesare giorno per giorno

SCUSE, MA SENZA PROMESSE
Questa rubrica era nata con l'audace proposito di essere quotidiana. Debbo ammettere di non riuscire a reggere il ritmo. Se può interessare qualche giustificazione, nelle ultime settimane sono stato oppresso da qualche viaggio di lavoro e galvanizzato da un notevole impegno che sto dedicando al progetto del mio secondo film. Mi scuso con i visitatori del sito. Non riesco a fare, però, promesse in buona fede per il futuro. Per esempio, ieri - lunedi - la giornata è volata nella nostra Accademia, per i provini agli attori e alle attrici interessati a partecipare. Oggi, idem - se non peggio. Quindi, realisticamente, pubblicherò "Mister No" quando potrò. Non è molto, ma almeno apprezzate la sincerità!
 
IL CERVELLO SENILE
Prima pagina di "Repubblica". Titolo: "La scienza. Sorpresa, il cervello migliora fino a 60 anni." Io tra due mesi ne festeggerò (?) 68 e mi sento leggermente  emarginato. Ma come? Sono fisicamente molto pigro. Non mi piace l'idea che anche il mio cervello se ne stia immobile, senza fare un passo. E per soccorrerlo, come invece faccio con le gambe, non posso neanche chiamare un taxi. O forse sì: sono circondato da qualche figlio e da collaboratori entusiasti: chiedo un aiutino, in caso di difficoltà.
 
COMPLIMENTI, GIORGIO
Questa presunta scoperta scientifica, che il cervello smetta di migliorare a sessant'anni, è smentita dalla mia ultima lettura. In questi giorni, la sera, leggo il libro più recente di Giorgio Bocca (Annus horribilis, Feltrinelli). Bocca ha novant'anni e, se continua così, gliene auguro altri novanta, anche per la soddisfazione di chi lo legge. Il libro è una goduria, credetemi. Non mi riferisco alle idee, i contenuti, alla consueta filippica contro Berlusconi. Quante volte devo ripetere che mi considero (e cerco di essere) un liberale assoluto? Mi piace che ognuno abbia la possibilità di esporre le proprie idee. Bocca lo fa con entusiasmante bravura (difficile davvero ipotizzare che da trent'anni il suo cervello si rifiuti di migliorare!). Lo stile, la foga, i paradossi, l'ironia, il pessimismo, l'invettiva, il pessimismo, il disprezzo ma anche la pietà per l'Italia di oggi propongono una visione intellettuale magnifica, anche se solo in parte condivisibile. Altro che immobile senilità. Quel che colpisce, di Bocca, è proprio l'energia, la lucidità:  la freschezza che, di solito, retoricamente viene definita giovanile.

 

cesare@lamescolanza.com

4 Maggio 2010