Cesare giorno per giorno
Lorella Zanardo e Michele Serra

Un mio puntiglioso (a volte) collaboratore, Vincenzo Scardapane, mi ha segnalato che la signora Lorella Zanardo, vi dirò chi è, per l'ennesima volta ieri mi ha dedicato qualche frecciatina in un programma radiofonico. Sia per pigrizia, sia perchè non voglio sprecare la fatica di Vincenzo, trascrivo la sua email: "Ho sentito la trasmissione "Traffic" su Radio2 (in onda da lunedi a venerdi, dalle 16 alle 17, con Carlo Pastore e Brenda Lodigiani. Un programma di Andrea Boin, Paolo Mosca e Carlo Pastore. Regia di Valeria Grandi. Redazione: Claudia Ceroni. A cura di Fabrizia Boiardi). Era collegata telefonicamente Lorella Zanardo, che ha realizzato "Il corpo delle donne", il documentario sull'uso strumentale del gentil sesso in tv. La signora Zanardo ha iniziato dicendo che è molto cercata in questi giorni da radio, giornali, redazioni. Ha iniziato con il solito pistolotto ricordando la puntata de "L'Infedele" di Gad Lerner, dicendo che era presente un autore tv che affermava di essere soltanto un artigiano e che se il pubblico vuole una certa cosa lo asseconda. I conduttori hanno chiesto se si riferisse a te e la Zanardo ha risposto affermativamente. Ha proseguito poi il discorso dicendo che una volta la Rai era presa come modello di riferimento all'estero grazie al suo stile sobrio ed ora invece è cambiato tutto al servizio dell'audience. "Si può fare tanto ancora per tornare a dare il giusto valore alla donna, nulla è perduto, l'importante è credere che si può cambiare e l'operazione culturale sta avendo importantissimi risultati e adesioni". Ti ricordo che non è la prima volta la Zanardo torna sull'argomento attaccandoti, era successo già durante la tua permanenza negli States nell'estate scorsa." Fin qui il mio collaboratore. Aggiungo che la signora Zanardo mi ha dedicato altre punture di spillo (citando solo ciò che è venuto a mia conoscenza) in tivu, blog,  interviste a giornali. Una fissazione.

A questo punto qualcuno dei miei lettori vorrà sapere chi sia questa signora Zanardo. Sempre grazie a Vincenzino, ecco la scheda tratta dal suo blog: "Lorella Zanardo. Consulente organizzativa, formatrice e docente. Scrive e si occupa di tematiche inerenti il femminile. Fa parte del Comitato Direttivo di WIN, organizzazione internazionale di donne professioniste con sede ad Oslo (www.winconference.net), è speaker apprezzata in convegni internazionali di donne, dove tratta il tema della conciliazione sostenibile tra vita privata e professionale. Ha ricoperto importanti ruoli direttivi manageriali in organizzazioni multinazionali sia in Italia che all'estero, in particolare a Parigi dove ha coordinato progetti europei. E' stata consulente e docente nei paesi dell'Est per la Comunità Europea. Si è occupata lungamente di gestione dei Cambiamenti organizzativi ideando tra l'altro il corso "L'Arte del Cambiamento". Ha gestito progetti di Diversity Management apprendendone i modelli in Canada e in USA. Ha coordinato il 1° Master in Etica del Business Laureata in Letterature Straniere con una tesi sul teatro inglese contemporaneo, ha successivamente conseguito un master in Business Administration. Ha studiato recitazione, canto e ballo per molti anni, passioni che continua a coltivare. Studiosa di Paesi mediorientali, ha girato un documentario in Iraq durante l'embargo : L'Iraq prima della guerra".

Evviva. Proviamo a fare una riflessione seria, o almeno semiseria, su Lorella Zanardo, questa simpatica e "apprezzata speaker" in convegni internazionali sulle donne, nonché appassionata studentessa "per molti anni di ballo, canto e recitazione" e immersa, e per tanta energia e curiosità sia lodata, in un'infinità di altre attività, come avete letto. Cosa vuole, cosa mi contesta Lorella? Che io, reiteratamente, abbia affermato che, in televisione, cerco di ottenere buoni ascolti, accontentando il pubblico. Di questo, in quattro parole, si tratta. A scandalizzarsi per la mia schietta e (vedremo, ancora una volta) ragionata dichiarazione di intenti, la speaker non è sola. Ad esempio, qualche giorno prima del Festival di Sanremo, anche Michele Serra, su "La Repubblica", mi dedicò una censura analoga. All'epoca avevo la testa solo al Festival e insieme con i miei colleghi a cercare di ottenere, mi perdonino Lorena e Michele, un buon successo... Non avevo tempo per replicare. Ora sì, e non me la lascio scappare perchè il discorso di fondo è serio, non sono certo pochi quelli che la pensano, in un Paese fanatico e pieno di moralisti e falsi moralisti come il nostro, a pensarla come i due criticoni.

Dunque: penso e ribadisco che io mi considero un artigiano, un discreto artigiano, e quando mi viene affidato un incarico per un programma televisivo rispondo solo a quattro riferimenti:

1. l'editore, che mi ha affidato l'incarico.
2. le leggi, che fissano limiti, condivisibili o meno, sui contenuti.
3. il pubblico, che può scegliere di bocciarmi e spegnermi sul momento, spostandosi con il telecomando su altri canali.
4. infine, la mia coscienza.

Possono indicarmi altri riferimenti, la folla illiberale di Zanardo e Serra - impegnata a dettare le loro regole, a predicare, a insegnare agli altri cosa sia giusto e cosa sia vietato? Il problema, cari amici di Mister No, è solo questo. Le Zanardo, i Serra sono missionari, vogliono educare il pubblico, con la presunzione che ciò che pensano loro rappresenti la strada maestra che tutti dovrebbero percorrere. Un gregge in fila dietro i comandamenti della speaker e del polemista di Repubblica: al servizio dell'umanità, per migliorare l'umanità. Io la penso diversamente. Non disprezzo - come di fatto fanno i due censori - il pubblico. Penso che il pubblico sia maturo e in grado di valutare, scegliere, distinguere, premiare o bocciare. E non ho la pretesa di educare. Devo solo intrattenere.

Sono come un idraulico, chiamato a installare una doccia. Che ne direste di un idraulico chiamato per installare una doccia, che non installi la doccia, ma una vasca da bagno perchè egli ritiene che la vasca sia eticamente preferibile? E'un paradosso un po' forzato, ma rende l'idea. Insomma: c'è un editore, ci sono le leggi, c'è il pubblico, ci sono la mia coscienza e la mia libertà (a cui non rinuncio) ... Cosa vogliono le Zanardo e i Serra? Dovrei rivolgermi a loro? Al di là dei miei toni scherzosi, io considero molto pericolosa la loro intolleranza, la loro voglia di censura... Vabbè, sarò bonario: per non essere intollerante come loro, prometto che la prossima volta telefonerò a Lorella e Michele, in caso di dubbi. Ma non garantisco certo di assecondare ciò che gli frulli in testa.

cesare@lamescolanza.com

9 Marzo 2010